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Approvata dal Senato la cosidetta 'Salva Premier'

L'Associazione Nazionale Magistrati: ''La norma paralizzerà 100mila processi''

19 giugno 2008

Iniziamo con una sintesi di quanto è successo ieri nell'aula di Palazzo Madama...
Ieri mattina il Senato ha approvato la norma che introduce la sospensione dei processi penali relativi a fatti commessi entro il 30 giugno 2002, la misura ribattezzata 'Salva Premier' proprio perché tra questi processi penali rientra anche quello in cui Silvio Berlusconi è imputato a Milano per corruzione in atti giudiziari. L'emendamento è stato inserito nel decreto sicurezza in esame al Senato.
I senatori dell'opposizione hanno chiesto che la proposta di modifica tornasse in Commissione, ma la richiesta è stata respinta dalla seconda carica dello Stato, il presidente Renato Schifani. Quindi, alla votazione sulla proposta di sospensione dei processi penali, non hanno partecipato i gruppi Pd e Idv. "Abbiamo deciso di marcare così il nostro dissenso", ha spiegato Nicola Latorre, vicepresidente del gruppo Pd. Tra i banchi dell'opposizione sono rimasti soltanto i senatori dell'Udc e Radicali che hanno scelto di votare contro l'emendamento. Perchè resti agli atti.
L'Aula ha approvato anche l'altro contestato emendamento a firma Berselli-Vizzini che impone al giudice di assegnare precedenza assoluta ai procedimenti relativi ai delitti più gravi e tali da provocare maggiore allarme sociale.
 
Quelli che vanno... - "Questa norma aggraverà il lavoro in tutti i tribunali italiani" ha detto nel suo intervento Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd invitando i suoi senatori ad uscire dall'aula. Peccato, ha aggiunto, perchè "Berlusconi ha perso un'occasione davvero unica: quella di creare in Italia un nuovo bipolarismo. Forse riuscirà ad evitare questa sentenza, che sarebbe stata peraltro di primo grado - ha sottolineato Finocchiaro - proprio grazie a queste norme che ora state votando, ma ha senz'altro perso una grande occasione di rinnovamento dell'Italia. Stiamo assistendo a un film già visto e non è questa la politica che avremmo voluto vedere".
Presa poi la parola dal senatore dell'Idv Luigi Li Gotti, ex sottosegretario alla Giustizia, ha spiegato perchè quello approvato può definirsi un "decreto schizofrenico": "Con l'emendamento salva-premier il decreto risulterebbe incongruo proprio per quei reati che la maggioranza dei senatori ha scelto di inasprire quanto alle pene. Per esempio sono state aggravate le pene per il reato di omicidio colposo e con un'altra norma si sospendono i processi per omicidio colposo, non è schizofrenico questo?".
Se per il Partito democratico il premier ha in questa maniera messo "un macigno sul dialogo", e ha perso "l'occasione per essere uno statista", l'Italia dei valori pensa alle piazze. Antonio Di Pietro ha raggiunto addirittura Palazzo Madama per dare sostegno ai suoi senatori "in un momento così delicato per lo stato di diritto": "L'emendamento congela-processi non c'entra nulla con la difesa della sicurezza. Cosa c'è di più pericoloso di un premier accusato di corruzione in atti giudiziari?". Massimo Donadi, capogruppo alla Camera, non esclude girotondi in piazza.

Quelli che restano... - "Se voi state dentro o fuori dall'aula per noi cambia poco tanto cambieremo questo Paese alla faccia vostra". Ecco cosa ha voluto precisare in un suo intervento il capo gruppo leghista Federico Bricolo. Proprio in stile Lega Nord.
La parola in aula è stata poi presa da Filippo Berselli, insieme a Carlo Vizzini, autore degli emendamenti contestati. "Bloccando quei vecchi processi per reati non gravi - ha spiegato - diamo priorità a quelli per reati più gravi agendo così nell'interesse della collettività".
"Non è una norma ad personam" ha detto più tardi Roberto Cota capogruppo della Lega alla Camera. Anzi "si tratta di una misura richiesta da molti magistrati, primo tra tutti Maddalena di Torino, e necessaria dopo l'approvazione dell'indulto per riorganizzare gli uffici giudiziari".

"100mila i processi che non si faranno" - Secondo l'Associazione Nazionale Magistrati la norma voluta dal governo e votata ieri al Senato, avrebbe come conseguenza un "caos senza precedenti" per gli uffici giudiziari: più di centomila processi penali che si paralizzeranno. Ed è questa una "stima prudenziale" secondo l'ANM.
In base ai dati del ministero della Giustizia, illustrati dal segretario del sindacato delle toghe Giuseppe Cascini, a fine 2006 erano 352 mila i procedimenti pendenti davanti al giudice monocratico, e 21 mila quelli di fronte a un tribunale collegiale. "Secondo la nostra stima potenziale - ha rilevato Cascini - anche oggi ci attestiamo su questi numeri e almeno il 30% dei processi riguarda fatti precedenti al giugno 2002 e il 90% riguardano pene inferiore a 10 anni".

I reati che non saranno puniti - Sequestro di persona; stupro; rapina; furto in appartamento e con strappo. Sono questi alcuni dei reati puniti con meno di dieci anni e per i quali dunque scatterà lo stop dei relativi processi per effetto dell'emendamento al dl sicurezza. A farne l'elenco l'ANM, che avverte: "Sembra che il legislatore abbia deciso che i reati puniti con meno di 10 anni di reclusione siano bagatelle. Ma non è così: sono invece il 90 per cento dei reati, quelli di maggior allarme sociale". Nella lista ci sono anche l'estorisone, l'associazione per delinquere, la bancarotta fraudolenta, lo sfruttamento della prostituzione, l'usura, l'omicidio colposo per colpa medica e quello con violazione delle norme sulla circolazione stradale. "Come potremo dire ai genitori di una persona morta in un incidente stradale, o alla vittima di uno stupro - ha detto il segretario Cascini - che il processo non si farà perchè il fatto non è ritenuto grave?". Diversi i paradossi segnalati dall'Associazione di magistrati a cui porterà l'applicazione di questa norma: lo studente che cede gratuitamente una dose di hashish a un coetaneo sarà processato prima dello straniero irregolare che violenta una studentessa alla fermata del tram; e la stessa sorte toccherà al giovane che ruba un cellulare a un coetaneo minacciandolo con un temperino rispetto al chirurgo che durante un'operazione per un grave errore provoca la morte di un bambino.

"Chiediamo alla politica di non imboccare la strada dell'invettiva e degli interventi irrazionali - è il messaggio dell'ANM - la giustizia non ha bisogno di questo, ma di un confronto sereno".
Parole forti, che sono giunte all'indomani dell'attacco del presidente del Consiglio ai magistrati del processo Mills (LEGGI) e nella stessa giornata in cui il Senato ha approvato in prima lettura l'emendamento sulla sospensione dei processi.
"Sarebbe molto grave se si sospendessero 100mila processi per non farne celebrare uno. Ci rifiutiamo di credere che questa disposizione abbia come unico scopo impedire la celebrazione di un processo". Cascini ha risposto così alla domanda dei giornalisti sul legame tra la norma che sospende i processi e l'ipotesi di un nuovo 'lodo Schifani' per fermare il processo Mills in cui il premier è imputato. "Nel nostro ordinamento non è consentito l'uso privato dei pubblici poteri. La cosa pubblica è un bene che va tutelato" ha aggiunto Cascini.
Dura l'affermazione del presidente dell'ANM Luca Palamara: "Una singola vicenda giudiziaria non può non tener conto di migliaia di processi che si svolgono in tribunale. Ogni imputato ha diritto di difendersi con tutti i mezzi, anche con la pubblica critica, ma non con la delegittimazione".
Per il vicepresidente del sindacato delle Toghe, Gioacchino Natoli, "è certa l'inutilità" di questo provvedimento di sospensione: "La sospensione di un anno dei processi e il tempo per la fissazione di un'udienza di quelli che avranno priorità sarà pressochè uguale e noi avremo perso un anno di tempo. Nelle migliori delle ipotesi, l'attività che finirà per sfiancare le nostre cancellerie, in termini di efficienza sarà pari a zero".

- Ddl Senato 692 Emendamento 2.0.800

- Alfano: "E' una legge sacrosanta, le toghe danno cifre sballate" di L. Milella

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19 giugno 2008
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