Approvata la ''nuova intramoenia''. Ecco come garantire medici e pazienti e ridurre le assurde liste d'attesa

04 agosto 2007

Le Aziende sanitarie locali avranno ancora diciotto mesi di tempo per organizzare le strutture pubbliche all'attività libero professionale dei medici. Ma sarà l'ultima proroga ed i controlli si annunciano ferrei.
Passata quest'ultima proroga le prenotazioni passeranno tutte attraverso le Asl e gli onorari verranno pagati dai pazienti alla struttura pubblica. I prezzi saranno concordati. L'obiettivo finale è quello di ridurre al minimo le liste d'attesa.
Il nuovo provvedimento per la regolamentazione dell'attività libero professionale dei medici in regime di intramoenia, ha avuto il via libero definitivo ieri dalla Camera dei Deputati, dopo quasi dieci anni di rinvii e incertezze.

''Con questa legge - ha dichiarato il Ministro della Salute Livia Turco - la libera professione dei medici all'interno delle strutture pubbliche è finalmente regolamentata dopo quasi dieci anni di proroghe continue e inconcludenti. Oggi i medici hanno più certezze dei loro diritti all'esercizio dell'attività professionale intramoenia, con tempi certi per la realizzazione dei locali ove esercitarla, con la previsione di possibilità alternative ben definite e soprattutto con la fine dell'incertezza sulle modalità di esercizio di questa attività che ha caratterizzato gli ultimi dieci anni. I cittadini avranno invece più garanzie che quest'attività sia esercitata sempre per nome e per conto dell'azienda sanitaria pubblica e posta sotto il suo controllo''.
L'intramoenia, dunque, non sarà più una ''scorciatoia'' obbligata per avere subito una prestazione che non si riesce ad ottenere in regime ordinario ma sarà esclusivamente una possibilità in più offerta al cittadino dal servizio pubblico a garanzia della libertà di scelta del medico che si ritiene un diritto da salvaguardare e regolamentare adeguatamente.

La nuova legge si pone anche l'importante obiettivo di ridurre le liste d'attesa con norme precise che regolano la quantità delle prestazioni che si possono effettuare in libera professione, prevedendo che esse non dovranno superare quelle dovute durante l'attività istituzionale e prevedendo che i tempi di erogazione delle prestazioni in regime ordinario siano progressivamente allineati a quelli in regime libero professionale, al fine di assicurare che il ricorso alla libera professione sia frutto solo di libera scelta del cittadino e non conseguenza di carenze nell'organizzazione delle strutture sanitarie. E, sempre per combattere le liste d'attesa, la nuova legge prevede anche che ogni Regione debba fissare tempi medi massimi di attesa che saranno costantemente monitorati e l'obbligo, in ogni caso, di erogare le prestazioni urgenti al massimo entro 72 ore dalla richiesta.

Nel dettaglio la nuova legge sull'intramoenia e per il contenimento delle liste d'attesa prevede che:
1. Le Regioni completino la realizzazione degli appositi locali per l'esercizio dell'intramoenia all'interno delle strutture pubbliche entro il 31 gennaio 2009.
2. Fino alla realizzazione dei locali, e comunque non oltre il 31 gennaio 2009, le aziende sanitarie locali potranno anche convenzionarsi con strutture private in grado di fornire gli spazi idonei all'attività libero professionale.
3. In alternativa alla costruzione in proprio dei locali le aziende sanitarie potranno affittare o acquistare spazi ambulatoriali esterni pluridisciplinari.
4. Le prenotazioni delle prestazioni in regime libero professionale saranno sempre e ovunque gestite da personale dell'azienda sanitaria, al fine di permettere il controllo dei volumi delle prestazioni che non dovranno superare quelli eseguiti durante l'orario di lavoro.
5. Gli onorari per l'attività libero professionale saranno sempre riscossi sotto la responsabilità dell'azienda e saranno concordati tra azienda e medici.
6. Saranno effettuati periodici controlli sulle liste d'attesa, al fine di assicurare il rispetto dei tempi medi che dovranno essere stabiliti con provvedimenti della Regione e con l'obbligo di erogare le prestazioni urgenti comunque non oltre 72 ore dalla richiesta.
7. Le Regioni dovranno varare disposizioni specifiche per evitare conflitto d'interessi o concorrenza sleale tra medici e azienda sanitaria.
8. Le Regioni avranno poi l'obbligo di adeguare progressivamente i tempi di erogazione delle prestazioni in regime ordinario a quelli in regime libero professionale, al fine di assicurare che il ricorso alla libera professione sia frutto solo di libera scelta del cittadino e non conseguenza di carenze nell’organizzazione dei servizi resi in attività istituzionale.
9. La riduzione dei tempi d'attesa sarà oggetto di un'apposita relazione annuale al Parlamento del Ministro della Salute.
10. Ogni Asl dovrà pubblicizzare i volumi delle prestazione erogate in regime ordinario e libero professionale.
11. A garanzia della regolarizzazione dell'attività intramoenia si prevede: la possibilità per le Regioni di destituire i direttori generali inadempienti; la sospensione dei finanziamenti statali integrativi verso quelle Regioni che non attivino i piani di costruzione dei locali o attuino le altre possibilità previste dalla legge; l'esercizio dei poteri sostitutivi del Governo nei confronti delle Regioni inadempienti.

Positivo il parere dei sindacati medici sul nuovo provvedimento: ''Vigileremo molto attentamente sull'applicazione della legge sia nella fase transitoria dei prossimi 18 mesi - ha detto il segretario dell'Anaao Carlo Lusenti - sia nella gestione definitiva delle norme''. Per il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Amedeo Bianco ''al di là di ogni considerazione questo provvedimento porta un po' di serenità in una situazione che era diventata rovente e per molti aspetti incomprensibile''.

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04 agosto 2007

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