Approvate all'unanimità dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite le sanzioni contro Pyongyang

16 ottobre 2006

E alla fine il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha approvato all'unanimità la risoluzione che impone sanzioni alla Corea del Nord per il test nucleare condotto lunedì dal regime di Pyongyang.
La votazione della risoluzione 1718 da parte dei quindici membri del braccio esecutivo dell'Onu si è tenuta alla presenza dell'ambasciatore della Corea del Nord, invitato a sedersi al tavolo del Consiglio di Sicurezza.
Dopo giorni di intensi negoziati al Palazzo di Vetro, i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, hanno trovato l'intesa su un testo di risoluzione che condanna duramente la ''provocazione'' lanciata dal regime comunista di Kim Jong-il. La risoluzione, introdotta congiuntamente dai cinque grandi e dal Giappone, contiene nella sua formulazione finale, alcune limature rispetto alla bozza fatta circolare dagli Stati Uniti e ritoccata nel corso della settimana. Modifiche di rilevanza limitata e di carattere tecnico, secondo l'ambasciatore americano John Bolton, ma che accontenterebbero la richiesta di ''una risposta adeguata e prudente'' avanzata da Cina e Russia.

La risoluzione 1718 condanna la provocazione di Pyongyang e impone severe sanzioni per forzare la ripresa del negoziato sul disarmo, ma ha perso una parte del mordente che aveva nella formulazione originale messa a punto dalla diplomazia americana. Il documento dell'Onu definisce il test nucleare ''una palese minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali''. Il riferimento al Capitolo 7 della Carta dell'Onu (che arriva fino a prevedere la possibilità dell'uso della forza in caso di violazione della risoluzione) è temperato dal riferimento al Capitolo 41. Russia e Cina hanno cioè insistito perché il testo escludesse in maniera esplicita la possibilità di arrivare a un'azione militare contro la Corea del Nord in caso di violazione della risoluzione. Inoltre La Corea del Nord non potrà vendere né acquistare carri armati, unità navali, missili e aerei da combattimento ma non saranno imposti limiti alle armi in generale. Il testo non impone inoltre al Consiglio l'obbligo di controllare tutti i cargo in arrivo e in partenza dalla Corea del Nord. I controlli saranno tuttavia possibili, se considerati necessari per limitare la proliferazione di armamenti.

La Corea del Nord ha duramente condannato la risoluzione varata all'unanimità dal Consiglio di Sicurezza. Song Il Ho, l'ambasciatore di Pyongyang, parlando ai quindici subito dopo la votazione ha detto: ''La Corea del Nord rifiuta totalmente la risoluzione. Il Consiglio di Sicurezza si comporta come un gangster''.
Song Il Ho ha ribadito che Pyongyang ha condotto il test non per minacciare la sicurezza internazionale ma perché costretta a difendersi dalle minacce di guerra degli Stati Uniti.

E intanto, restano ancora molti dubbi sul fatto che la Corea del nord abbia davvero effettuato con successo il suo primo test atomico lunedì scorso.
Fino ad oggi era stata solo la congettura di un gruppo di esperti, ma ora alla possibilità che il test nucleare eseguito dalla Corea del Nord sia stato un sostanziale fallimento sembra crederci anche il Giappone, il paese più minacciato dalla corsa di Pyongyang all'atomica.
Il viceministro degli Esteri nipponico Shotaro Yachiha ha spiegato di condividere l'opinione di alcuni scienziati americani secondo cui l'esperimento nordcoreano sarebbe stato almeno parzialmente un insuccesso, ma la sua opinione, ha chiarito, si basa su non su dati tecnici e rilevamenti scientifici, bensì su valutazioni politiche.
Yachi, parlando a un simposio, ha fatto notare che, se il test fosse stato un pieno successo, ''sarebbe stato salutato con manifestazioni di giubilo in tutto il paese'', paragonabili a quelle organizzate in passato dal regime nordcoreano in simili circostanze.
Dal canto suo intanto, l'Istituto sudcoreano di geosismica ha reso noto oggi di avere individuato con esattezza la zona dove è stato effettuato il test nordcoreano. Il sito è presso la località di Kilju-gun, nella provincia dello Hamkyong settentrionale, a 41:275 gradi di latitudine e 129:095 di longitudine, 7 chilometri a ovest di un luogo indicato in precedenza.

- Il testo della risoluzione 1718 dell'ONU

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16 ottobre 2006

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