Aprire un'azienda in Sicilia ora fa meno paura

Da una ricerca condotta dall'Istituto Piepoli: oggi le persone si sentono più protette e tutelate

27 settembre 2010

In Sicilia la percentuale di coloro che si sentono in condizioni di aprire una nuova azienda è più alta che nel resto del territorio nazionale: oltre il 50%. E' quanto emerge da una ricerca condotta dall'Istituto Piepoli e riguardante la Regione Siciliana, su un campione rappresentativo della popolazione residente.
Nel corso della ricerca, durata 22 giorni e durante la quale sono stati raccolti 500 casi alla settimana, un numero non marginale di intervistati ha espressamente indicato come "artefici del cambiamento la Confindustria Sicilia e alcuni dei suoi esponenti, tra cui Ivan Lo Bello e Antonello Montante".
I dati della ricerca dicono che si è rafforzato il numero di coloro che dichiarano di sentirsi protetti dalle forze dell'ordine. Percentuale che si attesta all'85%. E' inoltre ulteriormente cresciuto (74%), fa sapere l'Istituto Piepoli, il numero di coloro che afferma di sentirsi sicuro nel Comune e nel quartiere di residenza.
"Da questo insieme di informazioni - osserva l'Istituto Piepoli - si potrebbe dedurre che la situazione della Sicilia, in particolare la Provincia di Caltanissetta come capofila di questo risveglio, risulterebbe attraversare un momento di evoluzione positiva e che se i siciliani dimostrano una accentuata propensione ad aprire nuove industrie e nuovi commerci, questo è un messaggio forte lanciato agli italiani del continente e ai residenti delle altre regioni europee".
"In Sicilia la situazione migliora in termini di immagine", ha commenta Nicola Piepoli. Soddisfatto per il risultato della ricerca il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, che sottolinea anche l'impegno di forze dell'ordine e magistratura. "E' evidente - ha commentato Lo Bello - che emerge un grande senso di fiducia. Il punto e che questo sentimento va rafforzato con una grandissima azione di semplificazione normativa perché oggi il vero ostacolo a un aumento degli investimenti in Sicilia è rappresentato dalla vischiosità della macchina burocratica". D'accordo anche il vicepresidente di Confindustria Sicilia, Antonello Montante.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Ansa]

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27 settembre 2010

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