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Attraverso la miniera la Sicilia riscopre la propria identità

Inaugurato oggi il ''Museo delle Solfare'' in quella che fu una delle più grandi miniere di zolfo d'Europa

08 marzo 2010

Ieri la "Solfara grande" in cui echeggiava la voce dei minatori e dei "carusi" piegati dalla fatica e oscurati dal buio. Oggi il primo Museo dedicato alla loro memoria e alle loro storie.
Il passato della miniera di Trabia-Tallarita, che custodisce l’epopea dello zolfo in Sicilia, rivive nel presente grazie alla realizzazione di un percorso didattico interattivo, fatto di suggestioni audiovisive, di minerali e attrezzature minerarie in mostra, di opere pittoriche, installazioni e fotografie che riportano alla luce le immagini emerse dai meandri della terra.
Situato nel complesso archeologico industriale dell’ex Centrale Elettrica "Palladio" (SS. 190, km. 24), tra i comuni di Sommatino e Riesi, il "Museo delle Solfare", unico in Sicilia, diventa la "macchina del tempo" per ripercorrere la vita all’interno delle miniere di zolfo, i suoi spazi - grazie alla ricostruzione delle strutture edili e industriali - i suoi suoni tramite effetti sonori e multimediali, e la realtà dei suoi uomini attraverso proiezioni 3D. Un progetto coordinato dal direttore dei lavori Alessandro Ferrara, responsabile del Servizio per i Beni architettonici della Soprintendenza.

Un ambiente tecnologico fatto tuttavia di atmosfere antiche. Nei "Percorsi delle Solfare di Trabia-Tallarita" ogni momento, ogni aspetto di quel mondo lontano, rivive ed è destinato a rimanere eterno nello stesso posto in cui ha preso forma. Arte e tecnica, passione e professionalità, sono gli elementi alla base di questa importante opera di recupero. I minerali di zolfo, che i visitatori potranno ammirare durante il percorso, costituiscono degli esempi di prodotti del sottosuolo di rara bellezza, e ormai pressoché introvabili, che ancora una volta testimoniano la perizia di chi, tra mille difficoltà e per una scarsa paga, estraeva tra gesso e terra. Oggi come allora quella realtà vuole riemergere e diventare una delle mete turistiche siciliane privilegiate.

"Oggi la Sicilia compie un altro piccolo passo alla riscoperta della propria identità e delle proprie radici. La riapertura e la musealizzazione della miniera di Trabia Tallarita in provincia di Caltanissetta coprono un vuoto esistente in Sicilia. In molte parti del mondo le antiche miniere, opportunamente riadattate per le visite culturali e turistiche, rappresentano una nicchia piccola ma importante dell’offerta turistica, e la nostra Isola, la cui storia economica e commerciale è stata tracciata in parte con il colore giallo dello zolfo, grazie alle capacità del Soprintendente Panvini, che ha sempre creduto in questo straordinario progetto, dispone adesso di un nuovo museo". Queste le parole di Fabio Granata, componente della Commissione Cultura della Camera dei deputati, che nel 2004 - nella veste di assessore regionale ai Beni culturali - pose la prima pietra del grande progetto. "Qui storia, cultura, commerci, sudore, lacrime e fatiche dell’uomo, insieme ai sogni europei di grandi ingegni industriali - continua Granata - fuoriescono daccapo dai cunicoli bui, insieme all’odore dello zolfo che permea almeno tre secoli della nostra storia. Nei primi anni del 2000 l’opportunità concessa dai fondi europei, gli investimenti coraggiosi e direi quasi innovativi nella Cultura, e una certa lungimiranza nei progetti di non brevissimo termine, insieme allo sprezzo delle numerose difficoltà tecniche e burocratiche, ha portato me, nisseno di nascita, allora assessore Regionale ai Beni Culturali, a comprendere la straordinaria importanza di questo insediamento e a supportarne la valorizzazione con il finanziamento dell’intero progetto. La storia della miniera non rappresenta soltanto una parte del passato della provincia di Caltanissetta ma dell’intera Sicilia".

Tutto ciò è stato inaugurato stamane, lunedì 8 marzo, dal Presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, dall’assessore regionale ai Beni Culturali e dell’Identità Siciliana Gaetano Armao, dal dirigente generale del Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana Gesualdo Campo, dal soprintendente ai Beni Culturali ed Ambientali di Caltanissetta Rosalba Panvini.
All’evento erano presenti anche: l’assessore regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità Pier Carmelo Russo, l’assessore regionale delle Attività Produttive Marco Venturi, l’assessore regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica Caterina Chinnici, l’assessore regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo Nino Strano, il dirigente generale del Dipartimento Regionale dell’Energia Rossana Interlandi, il presidente della Provincia regionale di Caltanissetta Pino Federico, il presidente di Confindustria della provincia di Caltanissetta Antonello Montante, il sindaco del Comune di Riesi Salvatore Buttigè, il sindaco del Comune di Sommatino Salvatore Gattuso, l’ingegnere capo del Distretto Minerario di Caltanissetta Michele Brescia.

 

 

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08 marzo 2010
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