Aumenta l'occupazione, crescita trainata dal Sud e dalle donne

Cala parallelamente la disoccupazione dal 9,5% del 2001 al 9%

14 marzo 2003
Aumenta l'occupazione in Italia nel 2002.

Secondo l'Istat la crescita è stata dell'1,5%, pari a 315.000 unità.

Concentrata soprattutto al Sud, dove si è registrato un aumento dell'1,9%, a fronte del +1,1% del Nord e del +1,8% del Centro.

L'occupazione femminile è aumentata ad un ritmo superiore di quella maschile, mettendo a segno un +2,2%.
Cala parallelamente la disoccupazione dal 9,5% del 2001 al 9%.

Il tasso di occupazione più alto (sopra il 65%) è stato registrato in Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige e Valle d'Aosta.

Le regioni con il tasso più basso sono invece Calabria e Sicilia (ambedue con il 41,8%).
A livello provinciale, Reggio Emilia, Bolzano e Ravenna hanno registrato i tassi di occupazione più elevati.

In particolare Bolzano, dove su 100 uomini di età compresa fra i 15 ed i 64 anni ben 80 lavorano, e dove poco meno del 60% delle donne è occupato, è anche la provincia con il più alto tasso di occupazione giovanile: oltre il 54% dei giovani fra i 15 ed i 24 anni ha un'occupazione.

Tassi di occupazione femminile molto elevati si registrano anche in Emilia Romagna. 'A questo - afferma l'Istat - si contrappongono i dati delle province del Mezzogiorno: a Crotone, Agrigento e Caltanissetta il tasso di occupazione per la popolazione di 15-64 anni non raggiunge il 38%.

Il tasso di occupazione femminile risulta poi particolarmente basso a Caltanissetta (16,5%), mentre quello maschile e' molto basso a Reggio Calabria (53,9%)'.

Fonte: Ansa

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14 marzo 2003

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