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Balzo in avanti per la lotta all'evasione in Sicilia

Nell'isola recuperati oltre 517 milioni nel 2010: 60.000 controlli, con un incremento del 18,4% delle entrate rispetto al 2009

12 aprile 2011

Un balzo in avanti nella lotta all'evasione fiscale in Sicilia. Lo testimoniano gli oltre 517 milioni di euro recuperati dall'Agenzia delle Entrate nel 2010, il 18,4% in più rispetto al 2009. Di questi, 312,6 milioni sono entrati nelle casse dell'Erario con l'attività di liquidazione (con un incremento del 26,5% sul dato dello scorso anno), mentre i restanti 204,6 milioni (+7,8%) sono stati riscossi grazie all'attività di accertamento.
A conti fatti, i 517,2 milioni di euro provengono per il 53% (278,8 milioni di euro) da versamenti diretti, ovvero da controlli per i quali i contribuenti hanno scelto di pagare nell'immediato; il restante 47% (238,4 milioni) è stato riscosso con cartelle esattoriali a seguito di iscrizione a ruolo.
La qualità dell'azione di contrasto all'evasione fiscale è confermata anche dai 116 milioni di euro riscossi attraverso gli strumenti deflattivi del contenzioso tributario, primo tra tutti l'accertamento con adesione che fa incassare all'Agenzia circa 33 milioni di euro.

La strategia anti-evasione incentrata su un'attenta analisi del territorio e dei soggetti da sottoporre a controllo ha permesso all'Agenzia delle Entrate siciliana di realizzare 60.272 accertamenti su imposte dirette, Iva e Irap, che hanno portato alla luce oltre un miliardo di maggiore imposta accertata.
I controlli hanno riguardato oltre 40 mila persone fisiche, 19 mila imprese di piccole dimensioni e quasi mille imprese di medie dimensioni. Anche 20 grandi aziende sono finite nella rete del Fisco, di cui 15 hanno già regolarizzato la propria posizione fiscale accettando la pretesa tributaria dell'Amministrazione finanziaria.
Sotto il mirino dei funzionari dell'Agenzia anche il tenore di vita e i conti bancari dei contribuenti siciliani. Lo strumento del 'redditometro', in particolare, ha permesso di accertare maggiori imposte per circa 21 milioni di euro, mentre i controlli supportati da indagini finanziarie hanno scovato 51 milioni di euro di maggior imposta accertata.
A questi controlli si aggiungono gli 8mila accertamenti sulle compensazioni Iva indebite che hanno fatto rilevare, tra minor credito accertato e maggiore imposta dovuta, un'evasione complessiva di quasi 200 milioni di euro.
Importante il contributo dell'ufficio Antifrode della direzione regionale. Le 33 verifiche portate a segno nel 2010 hanno fatto scoprire 54,6 milioni di euro di redditi non dichiarati ai fini delle imposte dirette e dell'Irap e 7,4 milioni di euro di Iva evasa. Infine, più di 500 verifiche e controlli mirati hanno smascherato le violazioni commesse da diverse tipologie di imprese, di cui 40 operanti nell'ambito del non profit.

"I risultati positivi ottenuti dall'Agenzia delle Entrate in Sicilia nel 2010 - dichiara Castrenze Giamportone, direttore regionale dell'Agenzia delle Entrate - confermano la validità delle strategie su cui si fonda il piano anti-evasione regionale e fanno intravedere analoghi traguardi anche per il 2011. Tutto ciò anche alla luce del processo di riorganizzazione dell'Agenzia delle Entrate che si è conclusa in Sicilia lo scorso dicembre". "Questi risultati sono frutto di azioni di controllo delle dichiarazione dei redditi e di accertamento, ma anche del cambiamento di mentalità da parte dei contribuenti. L'Ufficio Antifrode della Direzione regionale - ha concluso - ha svolto un ruolo imporante". [Adnkronos]

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12 aprile 2011
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