Beffa social card...

Ma dove e quando poter acquistare con la carta acquisti regalata ai poveri dal buon governo?

09 dicembre 2008

LA BEFFA DELLA SOCIAL CARD
di Antonio Fraschilla (Repubblica/Palermo.it, 09 dicembre 2008)

La social card a Palermo rischia di diventare una beffa. Nella città dove la richiesta della carta sociale ha portato a vere e proprie resse alle poste e nei Caaf dei sindacati, probabilmente si potrà utilizzare solo nelle catene della grande distribuzione, in qualche negozio di alimentari e quasi in nessun panificio. Il motivo? «La gran parte dei panifici della città non ha il bancomat e quindi non possiamo registrare pagamenti con la social card», dice il presidente dell'Associazione panificatori di Palermo, Nino Buscemi. Stesso discorso per i mercati rionali, dal Capo a Ballarò, da Borgo Vecchio alla Vucciria, luoghi preferiti da pensionati e disagiati che non possono prendere l'auto per raggiungere i centri commerciali. «Si tratta di una beffa, non solo per il numero esiguo di destinatari della carta, ma anche per le limitazioni all'utilizzo», attacca il segretario regionale dello Spi Cgil, Nino Reale.

La social card è destinata a pensionati con reddito Isee inferiore ai 6 mila euro (8 mila per gli over 70) e alle famiglie con reddito inferiore ai 6 mila euro e un bambino che abbia meno di tre anni. A Palermo ci sono circa 29 mila pensionati e tremila famiglie che potrebbero farne richiesta. La social card viene ricaricata dal governo ogni due mesi per 80 euro e consente di fare la spesa con uno sconto del 5 per cento in panifici, latterie, drogherie, supermercati, macellai, alimentari, oltre che per pagare le bollette della luce e del gas. La carta potrà essere utilizzata anche in bar e ristoranti.

Nei giorni scorsi in vari uffici postali centinaia di pensionati e disagiati hanno fatto al fila per richiedere la social card. Peccato però che usciti dalle Poste non l'abbiano potuta utilizzare. Ancora nessuna associazione di esercenti ha aderito alla convenzione con il Ministero delle Finanze. Per venerdì è stato convocato un direttivo della Fipe Confcommercio per dibattere il tema della social card, mentre la Confesercenti ha appena avviato un censimento per raccogliere le adesioni: «Vedremo la risposta del nostri associati, certo la sensazione è che questa trovata del governo Berlusconi alla fine agevoli soltanto la grande distribuzione», dice il presidente Giovanni Felice. La Coop ha convocato tutti i responsabili territoriali per il 16 dicembre. «Prima di quella data non potremo accogliere chi ha la social card, anche se contiamo di attivare l'iter il prima possibile», dice Nino Tilotta, presidente della Coop "25 aprile", che gestisce i punti Coop siciliani. 
Insomma nessun negozio o supermercato è ancora pronto a ricevere chi ha la social card.

Ma c'è di più. Anche quando finalmente potrà essere utilizzata, a Palermo saranno i negozi non certo più economici a poterla ricevere senza problemi. Per un motivo su tutti: la carta è un vero e proprio bancomat e quindi occorre che il negoziante abbia il Pos. Così i pensionati rischiano di non poterla utilizzare per comprare il pane nei 450 panifici della città, o per fare la spesa nei mercati rionali che spesso hanno prezzi più bassi dei supermercati.
«Ancora non abbiamo avuto alcuna direttiva su come ricevere chi ha la social card, purtroppo però quasi nessuno di noi ha il bancomat - dice Buscemi, presidente della Fippa Palermo - Non penso che tutti i panificatori per la social card andranno in banca a chiedere il Pos, è troppo costoso». Ma anche i negozianti che hanno il bancomat difficilmente accoglieranno piccoli pagamenti con la carta sociale, perché come tutti i bancomat il circuito di pagamento costa all'esercente il 2 per cento dello scontrino.

«La verità è che questa social card servirà a stento per pagare le bollette di luce e gas - dice il segretario regionale dello Spi Cgil, Nino Reale - Purtroppo questo la gente ancora non lo ha capito. Non tutti sanno, inoltre, che anche se le Poste hanno consegnato a loro la carta sociale, non è detto che questa possa essere utilizzata nelle prossime settimane perché il ministero delle Finanze dovrà prima verificare i dati del richiedente. Insomma la carta sociale rischia di diventare un bluff che non risolve il problema di chi non arriva alla fine del mese».

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09 dicembre 2008

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