Benzinai in sciopero il 27 e il 28 luglio

E' stato indetto dal Coordinamento Nazionale Unitario di Faib Confesercenti e Fegica Cisl contro la "blindatura" di un articolo all'interno della manovra finanziaria

16 luglio 2011

Il 27 e 28 luglio prossimo gli impianti di rifornimento carburanti sia di rete ordinaria sia di viabilità autostradale rimarranno chiusi. Lo comunica il Coordinamento Nazionale Unitario di Faib Confesercenti e Fegica Cisl per rispondere, affermano, alla "blindatura" del Governo all'interno del decreto sulla manovra "di un articolo sulla distribuzione carburanti che nulla ha a che vedere con i conti pubblici o la manovra finanziaria. Fatta salva ovviamente la necessità di una approvazione rapida della manovra che serve al Paese in questo difficile momento". "Riteniamo inaccettabili quelle convergenze tra il Governo e la lobby dei petrolieri fatte di silenzi e coperture reciproche sui continui aumenti - accise e industriali - dei prezzi, con benzina e gasolio a battere sistematicamente i record precedenti, che finiscono col danneggiare i consumatori, dicono le associazioni dei gestori.
"Convergenze - avvertono - che servono, soprattutto, a bloccare l'iter parlamentare, già avviato al Senato, progetto di legge 'Libera la benzina!' che ha ottenuto la firma di quasi 600.000 cittadini, il consenso delle associazioni dei consumatori ed il deposito agli atti parlamentari di 100 tra Senatori e Deputati".
Il Coordinamento Faib Confesercenti e Fegica Cisl annuncia, in questo senso, di avere inoltrato al Presidente del Senato ed ai Presidenti dei gruppi parlamentari una urgente comunicazione con la quale, affermando "con chiarezza e senza possibilità di equivoco la loro piena adesione allo spirito ed alle ragioni fondamentali e di primario interesse per il Paese per i quali si va decidendo un iter speciale ed urgente per l'approvazione della legge di conversione del dl 98/11 per la stabilizzazione finanziaria rivolgono un pressante appello, affinché l'articolo in questione venga stralciato, senza pregiudizio alcuno per la manovra finanziaria ed i 'conti pubblici' restituendo al Parlamento la possibilità di inserire in un provvedimento ordinario tutti gli elementi ritenuti dal confronto e dal dibattito necessari per la riforma del settore".
Intanto, "proprio per sostenere la battaglia per il rispetto degli accordi sindacali e avere prezzi dei carburanti più bassi" gli impianti a marchio Eni/Agip sono rimasti chiusi dalle ore 13 del 14 luglio e fino alle ore 7 dell'indomani, su tutto il territorio nazionale. "I Gestori a marchio Eni/Agip lamentano - conclude la nota - ormai da tempo, una politica commerciale aziendale che impone loro, nella grande maggioranza dei casi, prezzi di vendita dei carburanti molto alti e, a volte, persino discriminanti tra impianti del medesimo marchio". [Ansa, GdS]

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16 luglio 2011

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