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Berlusconi bisssss!

Non ci sono problemi di sorta, la crisi di governo verrà prestissimo risolta! Parola di Cavaliere

22 aprile 2005

Alla fine, come sappiamo, Silvio Berlusconi si è dimesso, ed è subito pronto a riprendere il posto più alto e importante.
Il suo governo, il più longevo della storia repubblicana, è durato 1.409 giorni, ma nemmeno questo è arrivato alla fine della legislatura, e all'ex/neo presidente del consiglio, non aver potuto segnare quest'altro record è molto, molto dispiaciuto.
Alla fine, anche il Cavaliere è dovuto sottostare a concetti quali crisi e dimissioni, che nelle sue parole sono però subito diventati passaggi formali imposti dai riti della democrazia.
Al Senato Berlusconi, non ci ha messo niente a chiarire la situazione, che tutti i malevoli giornalisti già dipingevano come catastrofica.
Dieci minuti appena e sono state presentate dimissioni ed è stata annunciata la buona novella: già pronto il progetto per un Berlusconi bis!
 
Berlusconi non riesce a non essere sereno e ottimista, tanto più che la crisi di governo verrà risolta entro tempi stretti, anzi strettissimi.
''Ho la squadra - ha dichiarato ieri sera  Silvio Berlusconi - e sarò pronto con la lista dei ministri quando il capo dello stato scioglierà la riserva. Anche venerdì sera''.
E tutta il suo sereno ottimismo, il premier l'ha portato ieri sera a passeggio per via dei Coronari tra gli antiquari, dopo i tanti incontri e contatti con tutti i leader della Casa delle libertà, sia a palazzo Grazioli che a palazzo Chigi.
Nessun rischio né nuove tensioni con gli alleati in futuro, purché la Cdl marci unita da qui in avanti e lancia un messaggio ai suoi che suona quasi come un monito: ''Dobbiamo rinsaldarci, altrimenti perdiamo fiducia della gente''.

La squadra c'è, ma il Cavaliere non tralascia nessuna possibilità, una delle quali è quella di inserire nel nuovo governo anche personalità esterne ai partiti o qualche ex governatore come Fitto o Storace, due dei batostati dalle regionali. A chi gli chiede se c'è spazio per qualche ex presidente di Regione nella nuova compagine, Berlusconi replica: ''Si sono sentiti tanti ragionamenti e tante proposte, com'è logico che sia. Sui governatori non c'è nulla di deciso al riguardo, ma è stata anche presa in esame questa possibilità. E' una delle ipotesi''.
Non si butta via niente, tutto si può riutilizzare, rimpiazzare, rattoppare.

L'importante è, e questo Berlusconi ci tiene a sottolinearlo, fugare tutte le impressioni di un nuovo governo più debole di prima: ''Credo che presenteremo una squadra di governo capace di operare bene per raggiungere la fine della legislatura e conseguire tutti i risultati del programma oltre a quelli che io indicherò in seguito all’aggiornamento del piano. Faremo un governo fotocopia? No, non è quello il problema. Stiamo lavorando e vediamo cosa riusciamo a fare. Certo, dovremo comunque mantenere un equilibrio di presenze nella compagine tra le varie componenti della coalizione''.
Equilibrio precario, se pensiamo che un partito come la Lega non vuole mollare nessuno dei ministeri guadagnati. La sindrome da poltrona, infatti ha colpito anche i ragazzi di ''Roma ladrona'', che tanto disprezzavano i vecchi giochi da prima repubblica, ma che per tutta la legislatura non hanno fatto altro che minacciare dimissioni se non gli davano quello che chiedevano. E a maggior ragione non cederanno niente di niente adesso, che la contesa è con gli ex democristiani di Follini.
Sul ministero delle Riforme, che la Lega non vuole assolutamente mollare, Berlusconi spiega: ''Stiamo lavorando, è uno dei problemi che stiamo risolvendo''. E sulla decisione di Follini di restare fuori dal nuovo esecutivo ha aggiunto: ''Saremmo stati lieti che ci fosse stato, evidentemente è una decisione che ha assunto e quindi la rispettiamo''.

Ma il Cavaliere, in conclusione, la sua personalissima proposta c'è l'ha, e ieri davanti ai giornalisti  l'ha ribadita, ossia quella di federare i partiti della maggioranza. ''Credo che per consolidare definitivamente il centrodestra si debba guardare ad una fusione di tutte le forze in campo dentro una grande forza politica che può essere il corrispondente italiano del Partito popolare europeo''.
Ma si sente ancora candidato premier della Cdl anche per il 2006, gli domandano prima che si congedi.
La risposta è meno perentoria di altre volte: ''Sono sicuro che c'è un sistema bipolare, che questo sistema ha bisogno di coalizioni che si confrontano e che le coalizioni devono avere un leader. Che normalmente è il leader del partito più importante della coalizione''.

A buon intenditor...

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22 aprile 2005
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