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Bin Laden viveva in Pakistan dal 2003

Nuove rivelazioni da parte della moglie di Osamam bin Laden, ferita ed arrestata nel compound di Abbottabad

07 maggio 2011

Osama Bin Laden viveva già dal 2003 in un villaggio vicino alla città di Haripur, a qualche decina di chilometri da Islamabad. È quanto ha rivelato la moglie del leader di Al Qaeda durante gli interrogatori dopo il suo arresto nel compound di Abbottabad, secondo quanto riferiscono ufficiali vicini all'inchiesta al quotidiano pakistano Dawn.
Secondo due ufficiali intervistati dal giornale, Amal Ahmed al Sadah, la giovane moglie yemenita di Osama Bin Laden, detenuta dalle forze pakistane dal giorno del blitz in cui è morto il marito, ha riferito che prima di trasferirsi nel compound di Abbottabad, verso la fine del 2005, il capo di Al Qaeda ha vissuto con la sua famiglia per due anni e mezzo a Chak Shah Mohammed Khan, un villaggio a due chilometri a sud est della città di Haripur, situata lungo la strada tra Islamabad e la stessa Abbottabad. Questo significa, ha sottolineato uno degli ufficiali, che Osama ha lasciato l'area tribale del paese nel 2003 per andare a vivere in un centro abitato. Per anni, sottolinea il quotidiano, sin dalla scomparsa di Osama dalle montagne di Tora Bora in Afghanistan nel 2001, le forze americane e pakistane lo avevano cercato nella regione tribale al confine tra Pakistan ed Afghanistan.

Secondo uno dei figli di Osama bin Laden, invece, lo sceicco del terrore è ''ancora vivo'' e mette in dubbio la notizia della sua uccisione nel blitz di domenica scorsa. A rivelarlo è il giornale egiziano al-Wafd. Il quotidiano scrive che "fonti della famiglia di bin Laden" gli hanno riferito di una "telefonata" ricevuta "martedì mattina" da "due fratelli" dello sceicco del terrore, "Khalid e Abdelaziz", ed effettuata da "Samy bin Laden", figlio di Osama. Nella breve conversazione, secondo il giornale, "Samy bin Laden ha assicurato agli zii che il loro fratello è ancora vivo e che quello che sostengono i media è falso". Al-Wafd sottolinea che nella telefonata il figlio dello sceicco del terrore "non ha precisato se bin Laden sia stato arrestato e sia ancora vivo o se tutta la vicenda (del blitz, ndr) è falsa". Infine, il giornale riporta che "nella telefonata Samy aveva fretta per motivi sicurezza e non dava molti dettagli, ma era tranquillo, perché convinto che suo padre sta bene ed è ancora vivo".

Intanto si è appreso che sarebbe stata una telefonata, apparentemente innocua, a permettere l'anno scorso alla Cia di individuare il compound di Abbottabad dove si nascondeva Osama bin Laden. La telefonata è giunta da un vecchio amico ad Abu Ahmed al Kuwaiti, il "corriere" dello sceicco del terrore che l'intelligence americana stava tenendo sotto sorveglianza. L'amico ha chiesto ad al Kuwaiti dove era stato e cosa stava facendo. "Sono di nuovo con le persone con cui ero prima", è stata la laconica risposta, a cui è seguita una pausa significativa. "Possa Dio facilitarvi", ha commentato l'amico. Per gli uomini dell'intelligence americana il messaggio era chiaro: il corriere era tornato da bin Laden. E la telefonata li ha portati al compound di Abbottabad. "Questo è il momento in cui inizia il film della caccia a bin Laden", ha spiegato un funzionario americano informato dei fatti. La telefonata ad al Kuwaiti ha permesso all'intelligence americana di ottenere il numero di cellulare di al Kuwaiti. A partire da questo elemento, impiegando risorse umane e tecniche si è arrivati al compound. Gli americani sono stati fra l'altro colpiti dal fatto che quando al Kuwaiti o altre persone lasciavano il compound, guidavano il loro mezzo per almeno 90 minuti prima di inserire la batteria nel telefono cellulare.

Ieri il presidente americano, Barack Obama, in un discorso carico di emozione tenuto di fronte a più di 2mila militari raccolti nella base di Fort Campbell (Kentucky) sede del 160mo reggimento dell'aeronautica per le operazioni speciali e anche della 101ma divisione dei paracadutisti appena tornati dall'Afghanistan, ha detto: "Abbiamo decapitato la testa di Al Qaida e sono certo che la sconfiggeremo". Poco prima il leader della Casa Bianca, accompagnato dal suo vice Joe Biden, ha incontrato in segretezza anche i membri del Team 6 dei Navy Seals, il corpo scelto che lunedì sera ha ucciso il numero uno di Al-Qaida, e ha conferito loro la 'Presidential Unit Decoration', la più alta decorazione militare attribuita per atti di straordinario coraggio contro il nemico. Poi, parlando alle truppe di stanza nel Kentucky, ha detto: "Tutto il mondo ha potuto capire quanto siete capaci e pronti ad agire". Questa, ha aggiunto "è stata la decisione più pesante presa come comandante in capo e l'ho fatta sapendo che avrebbe reso più sicura l'America e il mondo intero". Quindi, "a nome degli Stati Uniti e del mondo intero ho l'onore di dirvi 'lavoro ben fatto'", ha detto Obama alle truppe. "Ancora prima di questa operazione - ha poi puntualizzato Obama - avevamo spezzato il momentum ai Talebani, avevamo messo Al Qaida sotto pressione come mai era successo prima, segno che la nostra strategia stava funzionando" e oggi "stiamo continuando a fare progressi verso la distruzione e lo smantellamento di Al Qaida".
Dopo essersi congratulato per l'operato e per il coraggio mostrato dai corpi speciali, Obama ha anche confermato che a partire dall'estate si comincerà a ridurre la presenza militare Usa in Afghanistan per dare il via alla fase di transizione. Infine, ha colpito nel segno, lanciando un messaggio a tutta l'America perché "i valori che ci contraddistinguono da oltre 200 anni sono più forti che mai". "Abbiamo dimostrato di essere una Nazione che sa prendersi dei rischi, affrontare delle difficoltà senza abbassare la testa ma rialzandosi tutte le volte", ha sottolineato. "Non c'è nulla che non possiamo fare insieme, non c'è ostacolo che non possiamo superare o problema che non possiamo risolvere - ha concluso - se ci ricordiamo chi siamo".

Dall'Afghanistan i Talebani hanno infine lanciato un chiaro messaggio all'Occidente: "L'uccisione di Osama bin Laden da' nuovo impeto al jihad contro gli Stati Uniti e i loro alleati in questo momento critico". "Colui che invocava il jihad islamico contro gli invasori infedeli, lo sceicco Osama bin Laden, ha abbracciato il martirio - si legge in un lungo comunicato pubblicato dai Talebani sul loro sito web - durante un inatteso attacco degli invasori soldati americani". Per l'Emirato islamico dell'Afghanistan, la morte di bin Laden è una "grande tragedia".

[Informazioni tratte da Corriere.it, Adnkronos/Ing]

- Osama bin Laden voleva un nuovo 11 settembre (Guidasicilia.it)

 

 

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07 maggio 2011
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