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Blocco e paralisi all'Ars

I documenti contabili non sono stati ancora approvati. Il presidente Ardizzone: "In sessanta anni di autonomia è la prima volta".

17 dicembre 2014

E’ rimasto al palo il mutuo da 2 miliardi di euro, già approvato in commissione Bilancio. L'Assemblea è in attesa dei documenti contabili che il governo non ha ancora approvato, così la conferenza dei capigruppo ha deciso di non calendarizzare il disegno di legge sul mutuo così come altre leggi di spesa fino a quando non saranno depositati in Parlamento gli atti di bilancio.
"Da un punto di vista formale avremmo potuto incardinare il ddl - ha detto il presidente dell'Ars, Giovanni Ardizzone - ma trattandosi di un mutuo consistente è opportuno aspettare i documenti contabili".

"Diffido formalmente il governo a depositare gli atti di bilancio, abbiamo superato il tempo massimo", ha aggiunto Ardizzone, secondo cui l'esercizio provvisorio è ormai un dato di fatto. "In sessanta anni di autonomia è la prima volta che, a fine dicembre, non ci sia neanche una bozza di bilancio depositata all'Ars - ha aggiunto - Credo che la situazione, seppure nella sua complessità, sia unica. Non si può mettere in difficoltà l'Ars e la Sicilia, in particolare, non avendo idea, perché di questo si tratta, di quello che deve essere il percorso finanziario e l'opera di risanamento che deve fare la Regione: siamo ancora alle dichiarazioni alla stampa, invece dobbiamo parlare con i dati di fatto e con i numeri. Sono fortemente preoccupato di questa situazione, mi auguro che al più presto il governo mandi gli atti del bilancio agli uffici".
In mancanza dei documenti contabili che il governo Crocetta non ha ancora approvato in giunta (Dpef e documenti di bilancio), la conferenza dei capigruppo dell'Ars ha ipotizzato che l'esercizio provvisorio potrebbe arrivare in aula il 30 dicembre.
L'indicazione emersa è che le commissioni non esitino disegni di legge di spesa di iniziativa parlamentare, anche se pressate a farlo da interessi legittimi da parte delle categorie interessate. Il problema, ribadito per l'ennesima volta dal presidente Ardizzone, è che a ogni ddl va allegata la relazione tecnica e in assenza del bilancio, seppur agganciato all'esercizio provvisorio, mancano i presupposti finanziari.

E nel giorno in cui la giunta ha rinviato il bilancio e l’Ars è sprofondata nella paralisi, gli unici a brindare sono stati i precari. In particolare i 3.200 ex Pip di Palermo che hanno ottenuto dall’assessore Bruno Caruso la garanzia di un immediato stanziamento di 11,6 milioni: tanti quanti bastano per le buste paga di dicembre (che però arriveranno a gennaio) e per i primi tre mesi dell’anno.
Hanno motivo di festeggiare anche gli oltre duemila dipendenti di ruolo e precari dei consorzi di bonifica, i 460 trattoristi dell’Esa e i forestali che non hanno ancora completato le giornate lavorative annuali: per tutte e tre le categorie l’assessore all’Agricoltura, Nino Caleca, ha individuato 13 milioni e mezzo per pagare gli stipendi. Nei consorzi di bonifica l’attesa andava avanti da sei mesi.
Situazione diversa per i 20 mila precari dei Comuni. Per loro è arrivata da Roma una deroga che permette una proroga annuale ma l’Ars deve emanare una leggina e non può che farlo insieme all’esercizio provvisorio.

[Informazioni tratte da ANSA, Lasiciliaweb.it, GdS.it]

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17 dicembre 2014
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