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Bollino Blu di qualità, per le realtà dell'agriturismo siciliano, che piace tanto ai turisti

Un marchio che faccia riconoscere l'alta qualità dell'offerta bucolica in Sicilia

11 marzo 2004
Negli anni passati la moda dei fine settimana negli agriturismo ha fatto il pienone, fino ad arrivare a punti di vera e propria inflazione e conseguente decadimento. Da una prima, inevitabile scrematura, gli agriturismo che hanno mantenuto viva  la vera vocazione incamminandosi verso un percorso d’eccellenza agreste ed enogastronomica, vogliono un marchio che ne confermi la qualità. Un ''bollino blu'', insomma, per qualificare gli agriturismi di qualità. E questo è il progetto al quale sta lavorando l'assessorato all'agricoltura della regione siciliana, che a breve emanerà una circolare per qualificare le strutture, stabilendo standard minimi di qualità a tutela dei consumatori.

Il programma annunciato dall'assessore Giuseppe Castiglione nell'ambito della Bit, la Borsa internazionale del turismo di Milano, mette in rilievo il fatto che ''Il futuro del turismo è nell'agricoltura, e che oggi c'è sempre una maggiore richiesta di strutture agrituristiche di qualità. Da qui l'idea del 'bollino blu'. Tutti possono creare nuove strutture agrituristiche, ma solo chi si conformerà agli standard che saranno sanciti dalla circolare potrà ottenere quel 'marchio' che rappresenta la sicurezza nei confronti del consumatore''.

Attualmente, gli agriturismi in Sicilia autorizzati sono 285, con 3.790 posti letto e 12.129 posti per ristorazione. Nell'ambito del Por, con il primo bando, che aveva una dotazione finanziaria di 20 milioni di euro, sono state finanziate 116 strutture. In corso, invece, c'è l'istruttoria del secondo bando (12 milioni di euro) per il quale sono arrivate 380 domande, per un'esigenza finanziaria di circa 70 milioni di euro. Un altro aspetto sottolineato da Castiglione è quello relativo alla valorizzazione degli itinerari italiani del vino. Tale scelta prende le mosse da un sondaggio Censis, dal quale è risultato che 10,4 milioni di italiani hanno intenzione di visitare le zone vinicole, che 5,7 milioni partecipano ad eventi legati al mondo del vino, che 9,5 milioni fanno associazioni mentali legate al vino con arte, storia ed enograstronomia e 3,1 milioni con le suggestioni delle cantine. Un fenomeno che interessa anche la nostra regione con numeri di tutto rispetto.

I dati confermano che in Sicilia il ''turismo del vino'', sull'onda del crescente favore per i turismi ''alternativi'', è destinato ad intercettare quote sempre più importanti di mercato: secondo il Censis, nei prossimi mesi, l'enoturismo nel Paese dovrebbe passare dagli attuali 3 milioni di arrivi ai 5 milioni di arrivi, e dalle attuali 8 milioni di presenze ai 15 milioni di presenze, con un giro di affari che oscilla dai 1.500 ai 2.500 milioni di euro. Una fetta consistente di questa torta, almeno il 10%, appartiene alla Sicilia. Il giro d'affari dell'enoturismo in Sicilia, insomma, si aggira attorno ai 200 milioni di euro e mobilita qualcosa come 1 milione di turisti.

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11 marzo 2004
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