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Broken flowers

L'amara ironia di Jim Jarmush e la comicità stralunata di Bill Murrey, per raccontare una parte d'America

05 dicembre 2005

Noi vi consigliamo...
BROKEN FLOWERS
di Jim Jarmusch

L'ironia paradossale di Jim Jarmusch si incontra con la comicità stralunata di Bill Murray.
Non è tanto il fatto di essere stato per l'ennesima volta mollato a sconvolgere la vita decisamente poco movimentata di Don (Bill Murray), uno scapolo d'oro appena piantato dalla fidanzata di turno, ma piuttosto una lettera anonima nella quale gli viene annunciato di avere un figlio ventenne e che questi lo vorrebbe incontrare. Una tale eventualità lo costringe ad abbandonare il divano dove trascorre placidamente la sua esistenza, per andare a ripescare, in giro per gli States, le sue ex dell'epoca, per cercare di capire da quale grembo possa essere uscito il pargolo.
I temi sono quelli tipici del regista indipendente Jim Jarmusch, la malinconia e la fuga dal tempo, ai quali si può aggiungere il senso di una paternità perduta e rimpianta. Ma senza drammi emotivi particolari, Jarmusch mette in scena un catatonico Don, incapace di esprimere sentimenti che si ritrova a doversi confrontare con le sue ex fidanzate. Naturalmente il ritrovarsi faccia a faccia con queste donne comporta una serie di equivoci e traumi. Anche perché la prima è Sharon Stone, che vive in una casa rosa con una figlia che si chiama Lolita..., la seconda Jessica Lange che ha cambiato gusti e ha una storia con la giovane Chloe Sevigny. La terza è morta, la quarta è una motociclista da strada, interpretata da una irriconoscibile Tilda Swinton, la sesta un'ex hippie ora immobiliarista e nessuna pare sia l'autrice della lettera. Ma quel che conta è la scoperta di se stesso e dei propri desideri repressi che Don arriverà vagamente a percepire nel pudico finale aperto.

La caccia ai fantasmi di Bill
''Ghostbusters - racconta Bill Murray - ha terrorizzato molti bambini all'epoca... Quello che c'era di più spaventoso era l'idea di aver bisogno di un estintore sulle spalle per proteggersi dai fantasmi. Ripensando a quel film, rispetto a questo, si può dire che il protagonista di Broken flowers accetta di confrontarsi con i propri fantasmi, e alla fine diventa una nuova persona, e non un pagliaccio scollegato dal suo passato''.


Distribuzione Mikado
Durata 105'
Regia Jim Jarmusch
Con Bill Murray, Jeffrey Wright, Sharon Stone, Frances Conroy, Jessica Lange
Genere Commedia


La critica
''Murray gioca su occhiatine e microespressioni applicando la formula del «less is more» (meno fai, più vali). Il pubblico se lo gode tutto, non perde una sfumatura dei suoi dialoghetti con lo zelante vicino di casa Jeffrey Wright (...). Il tutto raccontato con brio, anche se ogni tanto il film rischia di esaurirsi nella trovata. La visione di Broken Flowers è stata «proprio come andare al cinema». Ovvero il contrario di ciò che succede in genere a Cannes o a Venezia, dove ci si ritrova sotto lo schermo come a scuola, in ufficio o al lavoro, non certo per divertirsi.''
Tullio Kezich, Il Corriere della Sera

''Così va benissimo che Jarmusch pur restando indipendente, non disdegni di fare un film che, anche arzigogolando sui suoi significati profondi può essere soprattutto definito carino (...)''
Natalia Aspesi, la Repubblica

''Momento d'oro per il festival con i «fiori infranti» di Jim Jarmusch.''
Mariuccia Ciotta, Il Manifesto

''Come sempre con Jarmush il ripetersi di una situazione è accettata da certi critici come alta cifra stilistica, anziché come incapacità di sviluppare il soggetto. Il fatto è che il regista americano non ha il respiro del lungometraggio, ma solo quello del film a episodi.''
Maurizio Cabona, il Giornale

''Bill Murray è straordinariamente bravo, commovente e divertente (...). Si ride spesso, sia il protagonista sia il film sono perfetti.''
Lietta Tornabuoni, La Stampa

''Se non danno a quel genio di Bill Murray il premio come miglior attore, per protesta bisognerà incatenarsi alle transenne. O tirare i pomodori sullo smoking di Kusturica, cercando di beccare anche le treccione rasta del premio Nobel Toni Morrison. Meriterebbe la Palma d'oro anche 'Broken Flowers', altro punto su cui siamo disposti a litigare con chiunque. Però è solo un film. Meraviglioso, divertentissimo, pieno di belle signore che fanno i mestieri più strani (riordinatrice di armadi, specialista in comunicazione animale, venditrice di prefabbricati), ma solo un film. Non esplora 'il sesso mistico e il sacrificio' (titolo di Le Monde sul pompino di 'Batalla en el cielo'), non funziona come palestra di antiamericanismo, non obbliga a rispolverare parole come esistenzialismo, incomunicabilità, alienazione. Basta spellarsi le mani a furia di applausi, ogni volta che il dongiovanni Bill Murray compra le rose, e suona al campanello di una ex fidanzata.''
Mariarosa Mancuso, Il Foglio 

''Cineasta indipendente per eccellenza, Jim Jarmush coltiva nelle sue pellicole un tipo d'umorismo freddo che procede parallelamente ad uno stile elegante o frugato, ed una riflessione permanente sul posto che l'uomo occupa nel mondo.''
Jan-Luc Wahthausen, Le Figaro

- Gran Prix al 58mo Festival di Cannes (2005)

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05 dicembre 2005
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