Bruxelles cita in giudizio l'Italia per il mancato rispetto delle norme ambientali

Infrazioni commesse anche da Gran Bretagna, Francia, Irlanda, Spagna, Germania, Belgio e Lussemburgo

29 luglio 2003
Procedura d'infrazione di Bruxelles contro l'Italia ed altri sette paesi, Gran Bretagna, Francia, Irlanda, Spagna, Germania, Belgio e Lussemburgo per il mancato rispetto delle norme comunitarie che obbligano ad una valutazione d'impatto ambientale prima di realizzare alcuni progetti.

L’Italia, spiega l'esecutivo europeo, sarà citata davanti alla Corte di giustizia perché la sua legislazione nazionale ammette un'esenzione dalla valutazione di impatto ambientale per ''situazioni di urgenza''. Consentendo così a singoli progetti di poter eludere l'obbligo della valutazione di impatto ambientale, si rileva, la norma italiana non recepisce correttamente la direttiva europea.

Ma l'Italia è nel mirino di Bruxelles, che ha inviato un parere motivato, in seguito ad una denuncia relativa ad un allevamento intensivo di maiali a Perd'e Caddu (Nuoro), in Sardegna, realizzato senza la valutazione di impatto ambientale. La legislazione italiana, fa notare l'esecutivo europeo, permette agli interessati di non ritenersi obbligati alla valutazione di impatto ambientale se le autorità non ne fanno richiesta entro 60 giorni dalla domanda presentata da chi realizza l'impianto.

In ogni caso, si rileva in una nota dell'esecutivo europeo, le autorità non hanno dato seguito a questa domanda. ''Le carenze di un'amministrazione - osserva la Commissione - non sono una ragione accettabile per astenersi dall'esame di impatto ambientale''. La direttiva sulla valutazione di impatto ambientale, rileva il commissario Ue all'ambiente Margot Wallstrom, è un ''elemento utile per realizzare uno sviluppo durevole nell'Ue ed è importante per assicurare la trasparenza e la partecipazione dei cittadini che possono esprimere le loro preoccupazioni intervenendo nei processi decisionali.

Gli Stati membri, oggetto della procedura d'infrazione - ha aggiunto il commissario - hanno ancora molto cammino da compiere per mettere in opera correttamente la direttiva e noi continueremo a fare pressione perché prendano le misure necessarie''.

Fonte: Ansa

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29 luglio 2003

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