Bufera sull'Università di Messina

Il presidente della Provincia di Messina, Nanni Ricevuto, entra a far parte dell'inchiesta sull'ateneo messinese

17 dicembre 2008

Nell'ambito dell'inchiesta avviata dalla Procura di Messina su un concorso a Medicina del  lavoro del Policlinico messinese, dove sarebbe stato favorito l'ex presidente del Consiglio comunale Umberto Bonanno, e che ha determinato la sospensione dalle funzioni, per due mesi, del rettore dell'Università Franco Tomasello, vi sono indagati anche il presidente della Provincia Nanni Ricevuto e la moglie del rettore Melitta Grasso.
Il presidente della Provincia, che nel 2006 era sottosegretario alle Infrastrutture, è accusato di concorso in truffa e falso per aver rilasciato certificati che attestavano le qualifiche professionali di Bonanno. La moglie del rettore è indagata di concorso in abuso: avrebbe parlato al telefono con  Bonanno in relazione al concorso del Policlinico.

Secondo l'accusa, avanzata dal sostituto procuratore Angelo Cavallo, il Presidente della Provincia sarebbe stato firmatario di alcuni attestati che dichiaravano lo svolgimento di funzioni pubbliche da parte di Umberto Bonanno presso il Ministero Istruzione Università Ricerca. Tali funzioni, sarebbe risultato dalle indagini, in realtà, oltre a non essere state effettivamente svolte da Bonanno, sarebbero state certificate non su carta ufficiale del Ministero ma su semplice carta intestata, normalmente utilizzata per comunicazioni interne. Gli attestati di cui sopra erano valsi ad Umberto Bonanno per ottenere il terzo posto nella graduatoria del concorso a Medicina del Lavoro, oggetto dell'inchiesta della procura.
Melitta Grasso invece, già indagata per concussione in relazione agli appalti di pulizia e vigilanza del Policlinico, è stata adesso indagata per concorso in abuso d'ufficio perché, come risulta dalle intercettazioni, sarebbe stata l'interlocutore di Bonanno che spesso lo avrebbe ''traquillizzato'' nella certa vincita del concorso.

Ed è durato poco meno di un'ora e mezza l'interrogatorio del rettore dell'Università di Messina, Franco Tomasello, svoltosi ieri mattina davanti al Gup Maria Angela Nastasi, alla presenza degli avvocati Carmelo Scillia e Nino Favazzo, dove ha pacatamente, ma con vigore, respinto ogni accusa sull'indagine sul concorso a Medicina del Lavoro.
Di Umberto Bonanno, il rettore ha detto che, trattandosi di un emotivo, spesso esaspera i fatti e pertanto quanto dice deve essere filtrato. Tomasello ha inoltre aggiunto che Bonanno, al tempo segretario di Ricevuto, spesso millantava il potere del ruolo. Anche sul presunto scambio di favori che, sempre a detta dell'accusa, sarebbe stato alla base dell'accordo tra lui e l'allora viceministro della funzione pubblica, Nanni Ricevuto, il rettore ha respinto le accuse. "Nessun finanziamento all'ateneo messinese erogato solo in funzione dell'assunzione di Bonanno - ha dichiarato Tomasello -. I 4 milioni di euro ottenuti dal Miur sono un atto formale di ripartizione, annuo, che il ministero avrebbe comunque erogato all'università di Messina, prescindendo da sotterranei accordi per favorire l'amico da 'sistemare'".

Ieri i difensori del rettore hanno anche sollevato l'eccezione della inutilizzabilità delle intercettazioni alla base dell'inchiesta. Secondo i legali, infatti, essendo state effettuate nell'ambito dell'inchiesta 'Oro Grigio' (in cui la Squadra Mobile aveva messo sotto controllo l'utenza telefonica di Bonanno ed aveva applicato una cimice sull'auto dell'allora presidente del consiglio, ndr) che, a parte Bonanno, non vede coinvolti gli odierni indagati, non potevano supportare quella sul concorso a Medicina del lavoro che ha determinato la sospensione dall'incarico, per la seconda volta, del rettore dell'Università di Messina.

[Informazioni tratte La Siciliaweb.it, Asca.it, TempoStretto.it]

- La bufera soffia ancora sull'Ateneo di Messina
(Guidasicilia.it, 13/12/08)

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17 dicembre 2008

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