Buon Anno Nuovo con un secondo in più

Meno tre... meno due... meno uno... meno uno... BUON ANNO! Quando il Tempo è questione di... Tempo

31 dicembre 2005

Anno Nuovo, Tempo Nuovo! Così potremo dire dal primo giorno del 2006, perché nel nuovo anno un minuto non sarà più di 60 secondi ma di 61! Non è uno scherzo (o magari forse lo è), è una serissima iniziativa degli scienziati che ritarderanno l'inizio del 2006 con il primo ''leap second'' in sette anni, una leggera modifica temporale che tiene conto dei cambiamenti nella rotazione terrestre.
L'aggiustamento sarà realizzato ''incollando'' un secondo extra negli orologi atomici mondiali allo scoccare della mezzanotte del Coordinated Universal Time, lo standard maggiormente adottato al livello internazionale, secondo quanto annunciato questa settimana dal National Institute of Standards and Technology Usa.

Il ''Coordinated Universal Time'' coincide con l'orario invernale di Londra. Sulla East Coast americana, il secondo extra arriverà poco prima delle 19 del 31 dicembre. Sugli orologi atomici in quel momento si leggerà 23:59:60 prima di girare a zero.
Il secondo viene aggiunto per mantenere uniforme il cronometro con la rotazione della Terra, che può rallentare o accelerare a causa di molti fattori, comprese le maree oceaniche. Il primo secondo extra è stato aggiunto il 30 giugno 1972, secondo il Nist, una unità del dipartimento del Commercio Usa.
Dal 1999 fino ai giorni recenti, i due standard per il tempo sono stati vicini abbastanza da non richiedere un secondo aggiuntivo, dice il Nist.
Decidere quando introdurre un secondo in più è responsabilità dell'International Earth Rotation and Reference Systems Service. Secondo un accordo internazionale, in genere i secondi si modificano il 31 dicembre o il 30 giugno.
C'è inoltre da dire che una precisa misurazione del tempo è necessaria per i sistemi di comunicazione ad alta velocità ed altre tecnologie moderne.

L'Uomo e l'ossessione del Tempo
Il Tempo scorre crudele e ineluttabile... Il Tempo non ci attende e chi si ferma è perduto... Chi ha Tempo non aspetti Tempo e condanniamo i ritardatari... L'ossessione dell'uomo per la rigorosità nella misurazione del tempo non è certo cosa recente. Fin dai tempi delle riforme del calendario volute da Giulio Cesare nel 46 a.C. e da Papa Gregorio XIII nel 1582 ci si era resi conto che misurare il tempo astronomicamente (cioè basandosi sulla rotazione della Terra attorno al proprio asse) comportava degli sfasamenti; l'anno bisestile fu introdotto per risolvere alla meglio il problema. Per un po' l'uomo si è accontentato ma, con il ''passare del Tempo'', nella seconda metà del XX secolo il progresso tecnologico ha portato alla creazione di strumenti in grado di misurare il tempo in maniera estremamente precisa e non soggetta alle variazioni del periodo di rotazione terrestre: gli orologi atomici.
Il primo ''orologio atomico'' fu creato nel 1955. Questo tipo di strumento si basa sulle vibrazioni di un atomo di cesio 133; nel 1958 si stabilì a quale numero di oscillazioni degli atomi di cesio 133 corrispondesse un secondo atomico, che da allora costituisce l'unità di misura del Tempo Atomico Internazionale, T.A.I. Svariati strumenti (dai satelliti ai missili teleguidati, dalle sveglie radiocontrollate al segnale orario in Tv) fanno riferimento ad esso per la taratura. Ma i ''Kronos Atomici'', ossia i ''padri del T.A.I.'',  ne combinarono una grossa, definendo il secondo atomico come la 86.400ma parte del giorno solare. E' la solita storia del gatto che si morde la coda (o del cane, scegliete voi l'animale): abbandonato il tempo astronomico perché impreciso, si definì il secondo atomico anche in relazione al giorno solare, che non è eternamente immutabile.
Infatti, le giornate si allungano. Non perché il 21 dicembre, il giorno più corto dell'anno, è alle spalle, ma nel senso che ogni anno, frenata dall'azione della luna sulle maree, la Terra per una sorta di attrito cosmico impiega un tempo maggiore per compiere la propria rotazione. E così, quest'ultima dura 1,7 nanosecondi in più al secolo. Un lasso impercettibile per l'uomo, ma in grado di far saltare il rapporto tra tempo atomico e tempo astronomico, con gravi ripercussioni tecnologiche.

Tra il 1961 e il 1971 si ovviava al problema ''rallentando'' gli orologi atomici, ma dal 1972 si preferisce aggiungere un secondo al ''Coordinated Universal Time'', come detto lo standard temporale usato in tutto il mondo. Ecco, quindi, l'esigenza di ricorrere al ''minuto di 61 secondi'' tutti gli anni in cui lo sfasamento tra tempo atomico e astronomico si avvicina agli 0,9 secondi. Nel nuovo millennio non era mai accaduto; si era ricorsi al secondo addizionale per l'ultima volta nel 1998. Tra il 1972 e il 1979 lo si era utilizzato addirittura ogni anno.
Astronomi e fisici promettono che analizzeranno con meticolosità le conseguenze nel 2006 del 61mo secondo dell'ultimo minuto del 2005, e nel nuovo anno da un secondo in più chissà se verrà risolta la diatriba tra ''abolizionisti'' e ''difensori'' del secondo addizionale.
I primi, gli ''abolizionisti'' sostengono che esso nuoccia a numerosi strumenti, come telefoni cellulari e sistemi per il controllo del traffico aereo, i secondi ritengono che eliminarlo comporterebbe una costosissima ri-taratura di satelliti, telescopi e altri strumenti scientifici già ''vaccinati''. I ''difensori'' evidenziano come l'espediente è utilizzato da trent'anni senza conseguenze percettibili. Chi invece vorrebbe abolire il secondo addizionale pensa all'intera ora in più da aggiungere tra qualche secolo. L'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni, fortissimamente toccata dalla questione, ha rinviato al 2007 la discussione di tale tesi. Al momento, la maggioranza degli scienziati sembra accordarsi su un solo aspetto: rendere costante l'introduzione del secondo addizionale; si prevede che entro un secolo possa divenire una pratica automatica da eseguirsi ogni 12 anni.

Per ora,  il National Institute of Standards and Technology Usa, ha detto in una nota esplicativa: ''Godetevi un ultimo dell'anno un secondo più lungo''.
Noi, senza preoccuparci minimamente, rispondiamo: Meno 3... meno 2... meno 1... meno 1... BUON ANNO A TUTTI!

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31 dicembre 2005

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