Buon ''magro'' Natale a tutti i cittadini europei. Si tira la cinghia e si spera nel futuro

Non c'è crisi solo per gli italiani...

26 novembre 2005

Sulla prima pagina del Financial Times, l'autorevolissimo quotidiano economico-politico britannico, i risultati di un sondaggio relativo alle intenzioni di spesa degli europei in vista del Natale, dimostrano che il Natale 2005 degli europei sarà alquanto ''magro''.
Il rapporto è stato realizzato dai ricercatori della Deloitte su 6.800 persone in nove paesi europei (Germania, Italia, Belgio, Irlanda, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Francia e Gran Bretagna), e mostra - informa il Financial Times - segni di debolezza dell'economia e lascia intravedere scarsa propensione agli acquisti in occasione delle festività di fine anno.
In media, le spese per regali o altri prodotti legati alle feste dovrebbe scendere del 3 per cento. Peggiore la situazione di Francia e Germania, dove ci si aspetta un calo del 9 per cento. Dei nove paesi presi in esame, sembra che solo Spagna e Irlanda non intendano rinunciare alle tradizionali spese. Più in generale, il sondaggio di Deloitte, mostra che la tendenza al risparmio non si limiterà al Natale ma proseguirà per tutto il 2006. I cittadini, infatti, avvertono una recessione dell'economia del loro paese ma anche delle loro stesse finanze. ''Precarietà'', ''timore per il futuro'', ''paura di non arrivare alla fine del mese'' sono, riferisce il Financial Times - le frasi più utilizzate dagli europei per spiegare il loro atteggiamento prudente di fronte agli acquisti.

Nella musica e nel cinema i desideri. Tra gli articoli da regalo più desiderati in Europa rimangono in vetta alla classifica ''Cd e Dvd'', seguiti dai ''libri'' e dai ''vestiti''.
In Italia invece i libri sono al primo posto seguiti da vestiti e dai viaggi. Nella media europea le prime tre posizioni della classifica dei prodotti regalati corrispondono ai desiderata, mentre in Italia la terza posizione dei ''viaggi'' è sostituita da ''cosmetici e profumi''.
Per quanto riguarda il mondo dei bambini, in Italia i genitori preferiscono fare regali ''utili'' mentre inglesi, tedeschi e irlandesi si indirizzano verso i giochi, più spesso tradizionali e non elettronici.

Etica e acquisti.''... Metà degli intervistati europei... considera importante per la scelta il modo in cui (il regalo) è stato prodotto, con particolare riguardo al commercio equo-solidale e al lavoro minorile. Gli italiani risultano essere i più attenti in tal senso (59%)'', afferma Dario Righetti, responsabile italiano per il consumer business di Deloitte, sottolineando una particolare attenzione alla componente etica dell'acquisto emersa nella ricerca di quest'anno.

Spesa online e risparmio. Gli strumenti tecnologici come Internet aiuteranno coloro che desiderano fare acquisti in maniera più oculata. I consumatori europei usano la rete più come una vetrina dove è possibile confrontare i prezzi e analizzare modelli più che per gli acquisti veri e propri, affermano i ricercatori. Internet sarà quindi uno strumento di orientamento all'acquisto per il 68% degli italiani e per il 75% della media europea.

La morigeratezza in Italia nel periodo natalizio
Il quadro che emerge dall'indagine Swg-Confesercenti sul comportamento degli italiani in fatto di spese natalizie e sull'impiego delle tredicesime, non si distacca da quello di Deloitte.
Per l'indagine Swg-Confesercenti 56 italiani su 100 si apprestano a vivere le prossime festività con più aspettative rispetto al futuro, ma nei fatti accentueranno il rigore nelle spese.
Gli italiani spenderanno (forse) di più solo per computer, alta tecnologia e abbigliamento, mentre calerà la quota di tredicesima da destinare ai regali agli amici e al partner. Spenderemo (forse) di più per i viaggi, spenderemo (forse) di più per gli acquisti su internet.
Ma molti useranno la tredicesima per pagare spese arretrate o per la rata del muto.

Così, nonostante le tredicesime aumentino quest'anno di 443 milioni di euro, per un totale di circa 31,5 miliardi, la spesa sarà di 15,7 miliardi di euro, vale a dire 547 milioni in meno rispetto al 2004. I primi a diminuire saranno proprio i regali e a farne le spese saranno parenti e amici.
Meno regali (- 5%), dunque, quest'anno sotto l'albero di Natale: in strenne finiranno oltre 3,8 miliardi di euro, con una flessione rispetto alle feste precedenti di 195 milioni di euro. Ma anche meno spese per casa e famiglia (-352 milioni di euro) e meno risparmio (-57 milioni), mentre più soldi andranno a saldare conti in sospeso (+195 milioni) e aumenterà in misura significativa la quota di tredicesime destinata al pagamento del mutuo, raggiungendo gli 852 miliardi di euro.

A scatenare la morigeratezza sono quest'anno soprattutto il peso di tasse e tariffe (+5%) e i continui aumenti dei carburanti (+3%), mentre diminuisce la percentuale di coloro che affermano di decidere le spese da fare in funzione degli aumenti dei prezzi (-2%), di un peggioramento della situazione familiare (-5%), delle preoccupazioni rispetto al posto di lavoro (-1%) o al terrorismo (-1%).
Quanto ai luoghi e alle modalità per l'acquisto dei regali di Natale, le grandi strutture commerciali restano le più frequentate (55%), seguite dai piccoli negozi (31%), e dai mercatini (13%). Le tre tipologie, però, perdono il 3% delle preferenze rispetto allo scorso anno a beneficio della rete Internet (+3%) che continua a crescere nelle preferenze dei consumatori.
''E' un Natale di speranza: si aspetta il miracolo, ma intanto si tira la cinghia'', ha affermato il presidente della Confesercenti, Marco Venturi, commentando i risultati dell'indagine. ''La boccata d'ossigeno ai consumi, che ogni anno auspichiamo il Natale porti con sé non ci sarà. La speranza espressa dagli italiani è anche la nostra: purtroppo, però, come dimostra il merito delle risposte date dagli intervistati, agli acquisti verrà destinata una parte sempre minore della tredicesima, allontanando ancora di più la ripresa economica''.

[Foto da www.ballaro.rai.it]

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26 novembre 2005

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