Buon Natale e buon appetito...

Saranno Made in Italy i prodotti che imbandiranno le rigogliose tavole natalizie degli italiani?

24 dicembre 2005

Sulle tavole del Natale italiano si stima che ben quattro prosciutti su cinque provengano da maiali allevati in Olanda, Danimarca, Francia, Spagna o Germania e sono solamente ''mascherati'' da Made in Italy.
È quanto ha denunciato nei giorni scorsi la Coldiretti nel sottolineare che si tratta di un inganno reso possibile dal fatto che non è ancora obbligatorio per i salumi indicare in etichetta l'origine come avviene per la carne bovina e per quella di pollo.
Per avere la certezza di consumare salumi ottenuti da maiali allevati in Italia non basta dunque richiedere prosciutto cotto, crudo o stagionato ma occorre scegliere prosciutti a Denominazione di Origine Protetta (DOP) che sono riconosciuti dall'Unione Europea e individuabili dal marchio comunitario (DOP) o da quello del Consorzio di Tutela come i Prosciutti di Parma, San Daniele, Modena, Toscano, Berico-Euganeo e Carpegna.

La realtà è che sui circa 50 milioni di pezzi di prosciutto venduti solo dieci milioni sono stati ottenuti da maiali allevati in Italia mentre per il resto si tratta soprattutto di cosce importate per essere solo lavorate sul territorio nazionale.
Tra salumi, pancette, soppressate, coppa capocollo, e culatello, l'Italia, sottolinea la Coldiretti, dispone di oltre venti prodotti a base di carne riconosciuti come denominazioni di origine dall'Unione Europea e contraddistinti dal marchio Dop rappresentato dal caratteristico logo (DOP/IGP) a cerchi concentrici blue e gialli con la scritta per esteso nella parte gialla "Denominazione di Origine Protetta".
In alternativa, continua la Coldiretti, è possibile rivolgersi direttamente anche gli allevatori che offrono l'opportunità di prenotare un maiale intero per risparmiare e garantirsi una scorta di prosciutti, salami, salsicce e carni fresche di qualità e di origine certa.
Tuttavia, su un totale di oltre 280 milioni di chili di salumi acquistati annualmente dalle famiglie italiane per consumi domestici solo il 9% per una quantità di 23 milioni di chili sono a denominazione di origine garantita, secondo l'indagine Ismea-Ac Nielsen.

I salumi sono anche tra gli omaggi più gettonati delle feste e se le previsioni saranno mantenute la Coldiretti stima che per le festività natalizie gli italiani spenderanno 1,5 miliardi di euro per prodotti tipici nazionali destinati all'acquisto di vini e spumanti (40%), formaggi (35%), salumi (20%), extravergini di oliva (1%) e legumi, frutta secca e altri prodotti (4%). Nonostante la diffusione dei regali tecnologici con telefonini e televisori in primo piano, per Natale i prodotti tipici, magari confezionati secondo tradizione in colorati cesti, piacciono a tre italiani su quattro che consumano cibi legati al territorio con un aumento di ben il 9% rispetto allo scorso anno sulla base dell'"Indagine 2005 Coldiretti-Ispo sulle opinioni degli italiani sull'alimentazione".
Si tratta di una scelta che è anche il frutto di comportamenti dettati dalla necessità di ridurre i margini di errori nei regali e di ottimizzare la spesa con acquisti utili e destinati a trovare posto nei cenoni delle feste. Ad essere più gettonati sono i cibi territoriali, che ricordano una tradizione, un sapore del passato o un luogo, ma anche quelli più facilmente conservabili scelti tra i 153 prodotti nazionali (il 20% del totale comunitario) che possono fregiarsi del marchio a denominazione di origine (Dop o Igp), i 4100 prodotti tradizionali regionali e i 453 vini Docg, Doc o Igt.

Fonte: Aise

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24 dicembre 2005

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