Bye Bye Donald

Gli Stati Uniti d'America sono diventati democratici, e George W. Bush sacrifica Donald Rumsfeld

09 novembre 2006

Una batosta colossale. Un colpo che farà cambiare radicalmente la situazione americana. La Camera e il Senato degli Stati Uniti d'America, hanno oggi una maggioranza democratica. Le elezioni di Medio Termine hanno quindi deciso l'ormai inevitabile discesa di George W. Bush.
Quest'ultimo, come è successo in Italia pochi giorni dopo le elezioni, ha chiesto ai vincitori un periodo di ''larghe intese''. ''Dobbiamo lavorare assieme per i prossimi due anni'', ha detto George W. Bush, dopo aver ammesso la propria delusione per la sconfitta elettorale dei repubblicani.
Ha riconosciuto come propria la gran parte della responsabilità di questa sconfitta, e trovandosi circondato da una folta compagnia di democratici, l'unica cosa che gli rimaneva da fare era quella di chiedere a questi una mano. ''Bisogna superare le differenze per aiutare l'America a risolvere i suoi problemi. Gli americani vogliono che i partiti lavorino assieme per affrontare le sfide del futuro. Possiamo lanciare una nuova era di cooperazione''. ''Gli elettori vogliono che ci muoviamo in una nuova direzione - ha affermato Bush durante una conferenza stampa alla Casa Bianca - e credo che si debba rispettare la loro volontà. Sono ovviamente dispiaciuto ma ora occorre lavorare di comune accordo per guidare il Paese''.

Manco a dirlo, la nuova direzione riguarda anche l'Iraq. ''Parleremo con i nuovi deputati e senatori e Donald Rumsfeldascolteremo le loro idee'' ha detto Bush. ''Sono cambiate molte cose con queste elezioni - ha ammesso - ma non cambiano le mie responsabilità principali: proteggere gli Usa dai pericoli''.
E le nuove direzioni che l'America dovrà prendere partono dalle dimissioni del Segretario alla Difesa Donald Rumsfeld, simbolo sempre più controverso della guerra in Iraq.
L'architetto del conflitto che continua a dividere l'America, ha presentato le sue dimissioni al presidente George W. Bush poche ore dopo che le elezioni di midterm hanno dato il benservito ai repubblicani.
Bush, sempre convinto dell'utilità della missione in Iraq, ha però precisato che la decisione delle dimissioni di Rumsfeld era stata stata presa prima delle elezioni: ''Ne parlavamo già da tempo. Non ho voluto annunciarla prima per non iniettare insicurezza negli ultimi giorni della campagna elettorale. Ma avevo già parlato con Rumsfeld della necessità di avere nuove prospettive sulla missione irachena. E anche lui era d'accordo. Insieme, abbiamo deciso che era giunto il momento di accettare le sue dimissioni''. Ciò non toglie, ha aggiunto il presidente, che ''dall'Iraq non ce ne andremo prima di aver finito il lavoro''.

Al posto di Rumsfeld sarà presto nominato Robert Gates, ex capo della Cia dal '91 al '93, già alle dipendenze di sei presidenti americani sia democratici che repubblicani (compreso George Bush  padre), attuale direttore di un'importante università del Texas. ''Già sabato scorso, nel mio ranch di Crawford in Texas, ho avuto un lungo colloquio con Robert Gates. L'ultimo incontro con Rumsfeld l'ho avuto ieri e con lui abbiamo parlato dell'avvicendamento'', quindi, le dimissioni di Rumsfeld, ha giurato Bush, ''sono indipendenti dall'esito delle elezioni''.
Neppure le parole del prossimo speaker-presidente della Camera, Nancy Pelosi, sono all'origine delle dimissioni di Rumsfeld. ''Sarebbe una buona cosa se Bush cacciasse il segretario alla Difesa'', aveva detto l'indomita italo americana appena eletta tra le file dei democratici: ''Cambiare la leadership civile al Pentagono, sarebbe un segnale di idee nuove''. Bush ha negato che le parole della Pelosi lo abbiano influenzato: ''Ho parlato con lei di molte cose, ma credetemi - ha detto Bush rispondendo ai giornalisti - l'avvicendamento alla Segreteria alla Difesa non c'entra con le convinzioni della Pelosi''.

Robert GatesMa chi è Robert Gates? - Il posto di Rumsfeld sarà preso dunque da Robert Gates che ha lavorato nel Consiglio per la Sicurezza Nazionale ed è stato direttore della Cia dal novembre 1991 al gennaio 1993.
Nato a Wichita, in Texas, il 25 settembre 1943, Gates fu reclutato nella Cia quando studiava all'università dell'Indiana, ma entrò a pieno titolo nella Central Intelligence Agency dopo due anni di servizio nella Air Force. Nel corso della sua carriera ha lavorato alternativamente nella Cia, dove ha passato 26 anni, e nello staff del Consiglio di Sicurezza nazionale, dove ha servito per nove anni sotto quattro diversi presidenti dei due partiti. Nel 1987 fu scelto come candidato alla poltrona di direttore della Cia, ma si ritirò quando apparve chiaro che il suo ruolo nell'affare Iran-Contras ne avrebbe resa difficile la conferma in Senato. Nel 1991 il presidente George Bush padre lo scelse nuovamente come direttore della Cia, e questa volta Gates ottenne la conferma. Gates rimase alla guida della Central Intelligence Agency fino al 1993. Attualmente è presidente dell'università A&M del Texas e presidente della National Eagle Association degli Scout.
Nel 1996 ha scritto un libro di memorie intitolato: ''From the shadows: the ultimate insider's story of five presidents and how they won the cold war'' (''Dalle ombre: la fondamentale storia dall'interno di cinque presidenti e di come hanno vinto la guerra fredda''). Nel 2005 lo stesso Gates scrisse sul sito web della sua università che il presidente Bush gli aveva offerto la poltrona della nuova figura di zar dell'intelligence, per il coordinamento di tutte le agenzie di spionaggio e sorveglianza, ma che lui l'aveva declinata. Ora lo aspetta un incarico altrettanto se non più difficile.

 

 

 

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09 novembre 2006

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