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Caccia in Sicilia: il Tar sospende di nuovo il calendario venatorio. I cacciatori specificano: "solo nei territori incendiati".

Sulla sospensione dell'inizio deIla caccia richiesta dagli ambientalisti i cacciatori vogliono più chiarezza

04 novembre 2021
Caccia in Sicilia: il Tar sospende di nuovo il calendario venatorio. I cacciatori specificano: ''solo nei territori incendiati''.
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Dopo lo stop alla preapertura della caccia del 31 agosto e del 7 settembre, adesso il Tribunale amministrativo regionale sospende per la terza volta il calendario venatorio 2021-22 in Sicilia, emanato dall'assessore regionale all'Agricoltura Toni Scilla. Lo dicono in un comunicato le associazioni animaliste e ambientaliste che hanno impugnato il calendario venatorio.

Il Tar di Palermo ha depositato l'ordinanza che accoglie la sospensiva richiesta da Wwf Italia, Lav, Legambiente Sicilia, Lipu BirdLife Italia, Lndc Animal Protection ed Enpa che, difese dagli avvocati Antonella Bonanno e Nicola Giudice, avevano impugnato i decreti assessoriali che stabilivano periodi e specie cacciabili.

Sul sito dei "Liberi cacciatori siciliani" si legge però che quanto affermano gli ambientalisti è errato, che la caccia in Sicilia resta aperta e che è vietata solo nei terreni incendiati.
Il comunicato degli ambientalisti, dal canto suo, afferma che la Regione aveva l’onere di individuare e delimitare i terreni bruciati, nei quali vietare la caccia, ma che non l'ha fatto. In definitiva, per i cacciatori si può cacciare tranne che nelle zone bruciate, per gli ambientalisti le zone bruciate non sono individuate e quindi non si può cacciare. Una sorta di corto circuito sul quale non interviene, almeno per il momento, la Regione.

Secondo il Tar, dice il comunicato degli ambentalisti, "la Regione non ha tenuto conto dell'emergenza ambientale determinata dagli incendi estivi, che hanno danneggiato gravemente le popolazioni di animali selvatici", si legge in una nota delle associazioni. Nel ricorso le sei associazioni avevano stigmatizzato "l'apertura della stagione venatoria in violazione del principio di precauzione ed in manifesta contraddizione con l'emergenza degli incendi, mettendo a rischio la conservazione degli habitat naturali e la sopravvivenza di molte specie". La Regione da una parte aveva dichiarato lo stato di calamità per agricoltura e zootecnia, dall'altra aveva comunque autorizzato l'apertura della caccia "senza, però, individuare e tabellare tutte le aree incendiate dove vietare la caccia".

Il Tar, sottolineano inoltre le associazioni, "ha dichiarato illegittima anche l'inclusione della tortora selvatica tra le specie cacciabili, nonché l'allungamento della stagione di caccia alla beccaccia fino al 10 gennaio, in periodo di migrazione prenuziale".

Su questi due punti convengono anche i cacciatori, che in un articolo pubblicato sul sito libericacciatorisiciliani.it, firmato dall'avvocato Alfio Barbagallo, spiegano che la richiesta di sospensiva cautelare, in attesa peraltro di un giudizio nel merito, è stata accolta solo parzialmente. Circostanza - quest'ultima - confermata dal fatto che i giudici hanno deciso la compensazione delle spese processuali. L'articolo dell'avvocato Barbagallo precisa che "il Tar ha ritenuto illegittimo il vigente calendario venatorio, statuendone la sospensiva, solo sui seguenti punti: 1) il prelievo della tortora selvatica, 2) il prelievo della beccaccia dal primo al 10 gennaio 2022 anziché in tre giorni fissi, 3) il divieto di caccia sui terreni incendiati".

Quest'ultimo divieto va attuato "a prescindere dall’ambito di applicazione dell’art. 10, comma 1, della l. n. 353/2000", come si legge nel parere dell'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), espressamente richiamato dal Tar. La norma citata è quella che vieta per dieci anni le costruzioni sui terreni incendiati e vieta anche la caccia (e il pascolo) "limitatamente ai soprassuoli delle zone boscate percorsi dal fuoco". Limite dunque che in questo caso non si applica: la caccia nei terreni bruciati è da vietare senza alcun limite, secondo il Tar.

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04 novembre 2021
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