Cacciatori pronti a sparare

Pre-apertura della stagione venatoria 2010-11 dal 1 settembre. Già pronti i ricorsi al Tar da parte delle associazioni ambientaliste

31 agosto 2010

La stagione venatoria si aprirà ufficialmente la terza domenica di settembre (il 19) ma le doppiette potranno tornare a sparare già da domani, primo settembre, grazie alla pre-apertura.
Ma all'"antipasto" della stagione di caccia 2010-2011 sarebbero già pronti i ricorsi al Tar da parte delle maggiori associazioni ambientaliste, tra cui Wwf e Lipu.
Da quest'anno, la legge comunitaria approvata - tra le polemiche - pochi mesi fa dall'Aula della Camera, ha cambiato le carte in tavola: l'articolo 42 del testo di recepimento della direttiva Ue ha modificato la legge quadro che regola l'attività venatoria, la 157. Tra i punti principali, la possibilità di estendere il periodo di caccia ai primi 10 giorni di febbraio oltre la chiusura del 31 gennaio, e una maggiore 'attenzione' alle specie e al divieto nei periodi di migrazione e riproduzione.
Per le pre-aperture si potrà sparare il primo e il cinque settembre, in Puglia anche il 12. Al momento non si sparerà in Piemonte, Emilia-Romagna e Liguria, mentre molte Regioni ritardano le delibere sui calendari a fine agosto per evitare che i ricorsi ai Tribunali amministrativi blocchino le pre-aperture.
Le modifiche al quadro normativo ha portato l'Ispra (Istituto superiore per la ricerca ambientale) alla stesura di un documento destinato ad aiutare le Regioni con le linee guida per la stesura dei calendari. L'Istituto del ministero dell'Ambiente dovrà, inoltre, esprimere parere sulle deroghe sia temporali che di prelievo in base ai dati scientifici. [ANSA]

Domani in Sicilia il via per 49.588 doppiette - Domani 1 settembre in tutta la Sicilia inizia la stagione di caccia con la pre-apertura ed è il peggiore degli inizi possibili: mentre la legge statale n. 157 del 1992 fissa la data di apertura alla terza domenica di settembre, con un escamotage l’Assessore regionale all’Agricoltura on. Titti Bufardeci ha anticipato il via alle doppiette. Ancora una volta a prevalere sono le pressioni del mondo venatorio più estremista invece che le esigenze della fauna selvatica, le indicazioni del mondo scientifico e le norme europee ed italiane per la tutela della biodiversità.
Secondo il WWF, dopo il devastante periodo degli incendi - ancora tragicamente attuale - gli animali selvatici della Sicilia non avevano proprio bisogno dell’anticipazione della caccia: con la fauna debilitata dal fuoco e dalla distruzione degli habitat naturali, adesso si rischia un vero massacro!
Anche se la caccia sarà in questi giorni consentita su alcune specie (tortore, merli, colombacci e conigli), il danno sarà gravissimo per queste specie e per tutte le altre presenti sul territorio, soggette comunque a disturbo ed a possibili danni diretti in un periodo particolarmente delicato della loro biologia come la tarda estate. Inoltre la cronica assenza di vigilanza non scoraggerà certo l’azione di cacciatori di frodo che potrebbero abbattere anche specie per le quali la caccia si aprirà più tardi (lepri, quaglie, gallinelle d’acqua, ecc.).

Il WWF da anni chiede alla Regione di non autorizzare la caccia ai primi di settembre: in questo periodo la fauna selvatica è in genere messa in difficoltà da condizioni ambientali non facili di fine estate e nel quale non tutti i giovani dell’anno sono ancora completamente indipendenti; a finire sotto le fucilate sono soprattutto gli animali che nidificano sul nostro territorio e che sono quindi di particolare importanza per la nostra fauna.
Invece il Calendario emanato dall’Assessore Bufardeci non solo non ha tenuto conto di tali inviti alla ragionevolezza, ma ha addirittura ignorato tutte le autorevoli indicazioni dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), che aveva pesantemente censurato il decreto siciliano: calpestando il parere dell’Istituto, infatti, l’Assessore ha autorizzato la caccia a tortore merli e colombacci senza limitazione di orario e giornate (massimo 4 mezze giornate per l’ISPRA); la caccia anticipata al coniglio; la caccia alla beccaccia anche a gennaio; la caccia alla moretta (anatra); la caccia alla lepre italica (a rischio di estinzione); la caccia ai migratori in tutto il territorio regionale. Insomma, un Calendario Venatorio che tutela i cacciatori anziché la fauna, patrimonio della collettività.
Già lo scorso mese di giugno il WWF, assieme ad altre Associazioni, aveva diffidato la Regione ad applicare delle nuove e più rigorose norme introdotte recentemente dalla "Comunitaria 2009" (Legge 96/2010): le Regioni sono obbligate a prevedere la chiusura o la limitazione temporale della caccia in alcuni periodi per molte specie, nonché l’applicazione rigorosa di principi di conservazione a tutela della fauna selvatica, sempre di derivazione europea. Nulla però è stato fatto in Sicilia e la preapertura ne è una dimostrazione eclatante. Per questo il WWF porterà la questione nelle aule dei tribunali a tutela della fauna e dell’ambiente. [WWF]

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31 agosto 2010

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