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Caltanissetta: poco lavoro e poco turismo

La provincia nissena ha il doppio dei disoccupati rispetto alla media italiana ed è praticamente nulla la domanda turistica

13 marzo 2010

La provincia di Caltanissetta è tra le ultime in Italia per turismo e mercato del lavoro. Malgrado questi parametri negativi, Caltanissetta dimostra di aver saputo far fronte alla crisi che ha colpito l'economia del territorio nel 2009. E soprattutto dimostra di poter superare la congiuntura negativa e guardare al 2010 come all'anno del ritorno alla normalità.
È questa la sintesi dell'indagine dell'Osservatorio Economico della Provincia di Caltanissetta, realizzato dalla Camera di Commercio con l'Istituto Guglielmo Tagliacarne.
I risultati della ricerca, svolta su un campione di 500 imprese, sono stati presentati ieri al Teatro Margherita di Caltanissetta nel corso del convegno dal titolo ''Realtà economica e potenzialità di sviluppo nel contesto dell'attuale crisi globale''.

Il convegno, organizzato dalla Camera di Commercio di Caltanissetta e sponsorizzato da Unicredit Banco di Sicilia, ha offerto l'occasione per fare una seria riflessione sulla situazione economica del territorio e per analizzare le prospettive di rilancio in collaborazione con l'Istituto G. Tagliacarne e con le istituzioni. Il 2009 è l'anno in cui la crisi si è manifestata nella sua forma più acuta. La congiuntura economica globale, tra l'altro, ha colpito una provincia che strutturalmente soffre di alcuni squilibri economici e sociali piuttosto seri, come un tasso di disoccupazione altissimo, più del doppio della media nazionale: il 13,2% per gli uomini, contro l'11,9% della media siciliana e il 5,5% della media nazionale. Anche il tasso di disoccupazione femminile raggiunge livelli drammatici: il 17% di Caltanissetta contro il 17,3% della regione e contro l'8,5% della media italiana.
Questi numeri pongono Caltanissetta al sesto posto nella graduatoria nazionale per tasso di disoccupazione.
Dall'indagine dell'Osservatorio Economico emerge poi che Caltanissetta è tra le ultime province in Italia (102esima su 108) per la domanda turistica. I principali indicatori turistici sono eloquenti. L'indice di internazionalizzazione turistica per Caltanissetta è del 10,9%, per l'Italia è del 44,6%. L'indice di qualità alberghiera (cioè della presenza di hotel a 4/5 stelle sul totale degli alberghi) è del 7,1% contro il 12,4% nazionale. L'indice di concentrazione turistica (arrivi/popolazione) è a Caltanissetta del 17,9% contro il 161% della media italiana. Infine l'indice di permanenza media dei turisti a Caltanissetta è del 2,5% contro una media nazionale del 3,9%.

La crisi, però, può essere vista anche come opportunità di sviluppo. E infatti il 37,8% delle imprese ha ridotto le spese esterne, il 30,8% ha migliorato il rapporto qualità prezzo dei beni offerti sul mercato. Il 18% degli intervistati ha agito sul fronte della razionalizzazione dell'organizzazione dell'impresa. Il 17% sulla ricerca di nuovi mercati interni. L'analisi trova conferma nelle parole del delegato nazionale di Confindustria per i rapporti con le istituzioni preposte al controllo del Territorio, l'imprenditore Antonello Montante. "Caltanissetta - dice - ha investito in nuovi modelli di ripresa economica che hanno proiettato la provincia su scenari che saranno certamente più rosei e sulla base dei quali Caltanissetta sarà in grado di attrarre maggiormente investimenti dall'esterno".

Alla presentazione del rapporto "Tagliacarne" è intervenuto l'assessore regionale alle Attività Produttive, Marco Venturi, che è anche presidente della Camera di commercio nissena. "Attualmente - ha detto - l'aspetto maggiormente interessato dalla crisi è quello legato ai consumi delle famiglie, seguito da una ricaduta sui livelli occupazionali. A ciò, si aggiunga la sensazione che l'economia sommersa si stia propagando, proprio in un sistema produttivo già caratterizzato da aspetti di concorrenza imperfetta". Secondo Venturi, che è anche imprenditore: "Si tratta di fattori che si traducono in una serie di conseguenze poco favorevoli per il circuito economico locale, come la riduzione degli ordini ed un ingessamento della circolazione delle risorse economiche. Chiaramente, tali aspetti si ripercuotono sulla capacità competitiva e sulla solidità finanziaria del sistema produttivo nisseno". "Per uscire dalla crisi economica, che in Sicilia si è fatta sentire in maniera vigorosa - ha detto ancora l'assessore Venturi - la Regione deve decisamente cambiare passo. Occorre utilizzare i fondi Fas ed europei per incentivare gli investimenti e far crescere il tessuto produttivo siciliano e, in particolare, le piccole e medie imprese. Dobbiamo anche snellire procedure e norme per accelerare gli iter autorizzativi e burocratici perché chi investe ha bisogno di tempi e risposte certe, viceversa dirotta i capitali in altri luoghi".

"Misure come la leva fiscale e gli incentivi agli investimenti sono senz'altro delle priorità per le imprese, non solo per quelle nissene ma in generale per tutte le imprese siciliane"
. Queste le parole di Nino Salerno, componente della giunta nazionale di Confindustria, presente ieri a Caltanissetta. "Bisogna stare vicino - ha aggiunto il presidente di Unioncamere Sicilia, Giuseppe Pace - agli imprenditori che con il loro lavoro contribuiscono allo sviluppo locale. Sono loro la colonna portante della nostra economia. Questo convegno è un momento importante di confronto anche sul tema del racket e delle azioni in atto per contrastarlo. A tal proposito esprimo la mia solidarietà a Renzo Caponetti, presidente dell'associazione antiracket 'Gaetano Giordano' di Gela, che nei giorni scorsi è stato vittima di una vile intimidazione. L'attenzione su episodi come questi deve rimanere alta".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, La Siciliaweb.it]

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13 marzo 2010
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