Cantone contro Ciancimino jr: "Lavora a tutela di interessi personali"

Raffaele Cantone al Riformista commenta il caso del supertestimone e della "guerra" tra procure

13 dicembre 2010

Il magistrato anticamorra Raffaele Cantone, uno che di testimoni, e di pentiti, se ne intende, autore di importanti inchieste contro i casalesi, punta il dito contro Ciancimino jr, che a suo giudizio utilizzerebbe le sue dichiarazioni per svolgere "un lavoro a tutela di propri personali interessi". Invitato da Il Riformista, in un'ampia intervista sul tema dell'Antimafia e dell'informazione (Leggi l'intervista - pdf), a esprimere un giudizio su quanto sta accadendo in Sicilia, dove per i pm di Palermo il figlio dell'ex sindaco di Palermo è un supertestimone credibile (e proprio perché tale indagato per concorso esterno in mafia), mentre per i colleghi nisseni mente, e per questo è sotto inchiesta per calunnia, Cantone non si tira indietro, pur non entrando nel merito dei procedimenti.
"Comprendo - dice l'autore di "Solo per giustizia" e de "Gattopardi", appena uscito per i tipi di Mondadori - il disagio di qualsiasi cittadino rispetto alla disinvoltura con la quale Massimo Ciancimino utilizza le sue dichiarazioni, ma quel che appare come una guerra tra le procure di Palermo e Caltanissetta può in realtà essere segno dl limite della giustizia stessa". Per Cantone, infatti, nel caso Ciancimino, "la giustizia si trova nella condizione di dover valutare le parole di chi non fornisce prove ma elementi, mentre dietro tali elementi si svolge un lavoro a tutela di propri interessi". [Corriere del Mezzogiorno]

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13 dicembre 2010

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