Cara... benzina

In attesa che i petrolieri spieghino, le associazioni dei consumatori propongono lo ''sciopero del pieno''

07 agosto 2007

I prezzi dei carburante italiani sono superiori rispetto alla media degli altri Paesi Europei. Perché mai?
Ponendosi questa ''semplice'' domanda il ministro per lo Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani, ha deciso di convocare per venerdì prossimo i petrolieri italiani e girare a loro il quesito che, sicuramente, ne sanno qualche cosa in più.

La ''curiosità'' del ministro è curiosità comune già da un bel po' di tempo. I milioni di turisti italiani - e stranieri -, che in queste settimane hanno percorso, percorrono e percorreranno la penisola per raggiungere le località delle vacanze, sanno benissimo di dover fare i conti con un costo dei carburanti tra i più alti d'Europa. Le colonnine dei benzinai italiani sono tornate infatti a segnare i prezzi tra i più alti di Eurolandia, attestandosi al terzo posto nella classifica del caro-pieno per la benzina e al top assoluto per il gasolio. Prezzi che addirittura potrebbero anche aumentare (complice il nuovo rincaro del petrolio che nei giorni scorsi ha toccato un nuovo record storico sfiorando i 79 dollari al barile). Secondo gli ultimi dati del Ministero per lo Sviluppo economico la forbice tra la media dei prezzi al consumo della benzina in Italia e la Ue-15 è di 7,4 centesimi di euro al litro. Sempre per i prezzi al consumo, quelli del gasolio sono più alti di quasi 10 centesimi (9,5 per l'esattezza) rispetto alla media della zona euro. Il divario tra i prezzi medi nella Penisola e quelli medi di Eurolandia si attesta così ai massimi dall'inizio dell'anno. Quindi, con un prezzo medio 'alla pompa' di 1,349 euro al litro l'Italia non solo sorpassa di 0,074 euro al litro la media della zona euro (1,275) ma si pone a 5,5 centesimi in più della media dell'intera Europa a 25 (1,294 euro-litro). Sul fronte del gasolio che vede nella Penisola un'auto diesel su tre, invece, il 'divario' arriva a 0,095 euro al litro nei confronti dell'Eurozona: 1,173 euro il prezzo Italia contro 1,078 medio in Eurolandia. Prezzo nettamente più alto, 6,4 centesimi in più, anche nei confronti dell'intera Europa che mostra un prezzo medio di 1,109 euro a litro.

Il divario italiano ''incuriosisce'' anche la Commissione Europea che ha fatto sapere di ''seguire con grande interesse la questione'', ma, come ha spiegato il portavoce Martin Selmyer, di non vedere ''in questo momento alcun motivo per intervenire''. A dire il vero, secondo Selmyer, non ci sono neanche ragioni di preoccupazione.
Secondo l'Antitrust italiana, per voce del suo presidente, Antonio Catricalà, dice che ''le compagnie petrolifere italiane hanno margini per rendere più efficiente il servizio e ridurre il costo dei carburanti''. Il Garante ricorda così che l'Antitrust ha già avviato ad inizio di quest'anno un'istruttoria proprio per stabilire l'esistenza o meno di un cartello dei prezzi fra i petrolieri ed è ora in attesa di conoscere il giudizio del mercato sugli impegni che le società hanno presentato per ottenere la chiusura del procedimento senza sanzione.

Intanto, in attesa dell'incontro tra Bersani e i petrolieri, è arrivata la proposta di uno ''sciopero bianco'' degli automobilisti il giorno di Ferragosto per far fronte alle ''speculazioni'' dei petrolieri sul prezzo della benzina. A proclamarlo è stato il Codacons, che ha invitato i cittadini anche a ''boicottare, nei giorni 13, 14 e 15 agosto, quelle marche di benzina che non ridurranno da subito il prezzo alla pompa di almeno 3 centesimi di euro al litro''. ''Invitiamo i cittadini a non utilizzare l'automobile per i loro spostamenti nel giorno di Ferragosto, preferendo mezzi di trasporto alternativi come biciclette, treni o pullman e, laddove sia impossibile rinunciare alla macchina, limitare fortemente i consumi'', ha scritto in una nota il presidente del Codacons Carlo Rienzi.
Adiconsum e Aduc hanno chiesto invece un intervento del governo perché ''rompa il mercato oligopolistico''. Adusbef e Federconsumatori si sono rivolte all'Antitrust e alle Procure della Repubblica, perché indaghino sulle ''speculazioni seriali ormai insopportabili sul prezzo dei carburanti coincidenti, concordanti e sincronici da parte di tutte le compagnie operanti in Italia, che si verificano - guarda il caso - proprio durante la maggiore domanda, ossia quando milioni di famiglie prendono le auto per raggiungere le località di vacanza''.

L'Unione petrolifera si è difesa dalle accuse delle associazioni dei consumatori dicendo che: ''Non vi è alcun tipo di comportamento speculativo da parte delle compagnie'', perché il periodo dell'esodo estivo non rappresenta il picco dei consumi dei carburanti. Il differenziale dei prezzi con l'Europa, ''che nel periodo natalizio si ritiene aumenti, nello scorso anno per la benzina è invece sceso mediamente a dicembre da 0,049 di novembre a 0,041 euro al litro e analogamente per il gasolio è diminuito da 0,044 a 0,039 euro al litro'', hanno aggiunto i petrolieri. Inoltre, i dati che vengono fuori dai confronti del Ministero per lo Sviluppo economico sono sviluppati con ''un metodo inattendibile'' e rischiano di creare ''solo confusione nell'opinione pubblica'', ha sottolineato il presidente dell'Unione petrolifera, Pasquale De Vita, che commentando i raffronti tra le medie dei prezzi al consumo in Italia ed in Europa ha precisato che ''si tratta di confronti internazionali, costruiti sulla base di livelli di tassazione diversa tra i paesi''.

Beh, fra tre giorni chi con ''l'oro nero'' ha a che fare tutti i giorni dovrà pure dare delle risposte opportune al ministro Bersani, insomma, dovranno spiegarci il perché e il percome la benzina da noi costa di più e chi deve adoperarsi affinché tale situazione cessi di esistere.

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07 agosto 2007

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