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Cara Emma ti scrivo ...

Sergio Marchionne scrive ad Emma Marcegaglia: "Dal 2012 Fiat e Fiat Industrial lasciano Confindustria"

03 ottobre 2011

"Come preannunciato nella lettera del 30 giugno scorso, Fiat e Fiat Industrial hanno deciso di uscire da Confindustria con effetto dal 1 gennaio 2012". Lo ha scritto l'ad di Fiat Sergio Marchionne in due lettere identiche inviate al presidente di Confindustria Emma Marcegaglia.
Nello stabilimento Fiat di Mirafiori, a partire dalla seconda meta del 2013 avrà inizio la produzione di un suv a marchio Jeep. Nell'annunciarlo in una nota, il Lingotto conferma l'intenzione di installare nello stabilimento torinese la versione più aggiornata di una delle tre principali architetture sulla quale saranno prodotti diversi modelli dei vari marchi. L'installazione degli impianti produttivi inizierà nel 2012. Confermata per Mirafiori la produzione dell'Alfa Romeo Mito incluse nuove versioni e aggiornamenti. Infine, ha comunicato Fiat, sarà sviluppato in Italia e prodotto a partire dall'inizio del 2013 nello stabilimento Fma di Pratola Serra un nuovo motore a benzina turbo ad iniezione diretta per il Marchio Alfa Romeo. "Questo è un passo importante nei nostri piani di rinnovo del sistema produttivo in Italia collegato all'andamento dei mercati e all'ampliamento della rete distributiva resa possibile dall'integrazione con il Gruppo Chrysler - ha commentato Marchionne - questa architettura avanzata ci permetterà di disporre delle più aggiornate piattaforme per lo sviluppo dei nostri marchi e, ancora più importante, di beneficiare a pieno della completa offerta di motori e trasmissioni di Fiat e Chrysler".

Intanto a Termini Imerese, dopo una settimana di cassa integrazione, ha riaperto i battenti lo stabilimento Fiat, ma gli operai resteranno a braccia conserte per tutta la giornata per lo sciopero di otto ore indetto dai sindacati. "C'e attesa per la riunione di mercoledì al ministero dello Sviluppo economico sui dettagli del piano industriale della Dr Motors - ha detto il segretario provinciale della Fiom Roberto Mastrosimone - il dissenso è alto tra gli operai e l'astensione dal lavoro è totale. La nostra protesta va avanti dal 16 settembre e non si fermerà fino a quando non avremo risposte concrete". Davanti i cancelli della fabbrica del Lingotto è in corso un presidio.

Il testo della lettera di Sergio Marchionne ad Emma Marcegaglia

Cara Emma, negli ultimi mesi, dopo anni di immobilismo, nel nostro Paese sono state prese due importanti decisioni con l'obiettivo di creare le condizioni per il rilancio del sistema economico. Mi riferisco all'accordo interconfederale del 28 giugno, di cui Confindustria è stata promotrice, ma soprattutto all'approvazione da parte del Parlamento dell'Articolo 8 che prevede importanti strumenti di flessibilità oltre all'estensione della validità dell'accordo interconfederale ad intese raggiunte prima del 28 giugno.
La Fiat fin dal primo momento ha dichiarato a Governo, Confindustria e Organizzazioni sindacali il pieno apprezzamento per i due provvedimenti che avrebbero risolto molti punti nodali nei rapporti sindacali garantendo le certezze necessarie per lo sviluppo economico del nostro Paese questo nuovo quadro di riferimento, in un momento di particolare difficoltà dell'economia mondiale, avrebbe permesso a tutte le imprese italiane di affrontare la competizione internazionale in condizioni meno sfavorevoli rispetto a quelle dei concorrenti.
Ma con la firma dell'accordo interconfederale del 21 settembre è iniziato un acceso dibattito che, con prese di posizione contraddittorie e addirittura con dichiarazioni di volontà di evitare l'applicazione degli accordi nella prassi quotidiana, ha fortemente ridimensionato le aspettative sull'efficacia dell'Articolo 8.
Si rischia quindi di snaturare l'impianto previsto dalla nuova legge e di limitare fortemente la flessibilità gestionale. Fiat, che è impegnata nella costruzione di un grande gruppo internazionale con 181 stabilimenti in 30 paesi, non può permettersi di operare in Italia in un quadro di incertezze che la allontanano dalle condizioni esistenti in tutto il mondo industrializzato.
Per queste ragioni, che non sono politiche e che non hanno nessun collegamento con i nostri futuri piani di investimento, ti confermo che, come preannunciato nella lettera del 30 giugno scorso, Fiat e Fiat Industrial hanno deciso di uscire da Confindustria con effetto dal 1 gennaio 2012.
Stiamo valutando la possibilità
di collaborare, in forme da concordare, con alcune organizzazioni territoriali di Confindustria e in particolare con l'Unione Industriale di Torino.
Da parte nostra, utilizzeremo la libertà di azione applicando in modo rigoroso le nuove disposizioni legislative. I rapporti con i nostri dipendenti e con le Organizzazioni sindacali saranno gestiti senza toccare alcun diritto dei lavoratori, nel pieno rispetto dei reciproci ruoli, come previsto dalle intese già raggiunte per Pomigliano, Mirafiori e Grugliasco. E' una decisione importante, che abbiamo valutato con grande serietà e attenzione, alla quale non possiamo sottrarci perché non intendiamo rinunciare a essere protagonisti nello sviluppo industriale del nostro Paese.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ign]

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03 ottobre 2011
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