Caravaggio torna in Sicilia...

A Messina l'Adorazione dei Pastori restaurata, a Palermo "I Musici" dal Metropolitan Museum di New York

29 giugno 2010

Caravaggio torna in Sicilia e lo fa con il ritorno al Museo Regionale di Messina dell'Adorazione dei Pastori restaurata con il sostegno di uno sponsor, e con l'arrivo de I Musici dal Metropolitan Museum di New York alla Galleria Regionale di Palazzo Abatellis di Palermo.
"Il quadro messinese è testimonianza di come il partenariato pubblico-privato può produrre risultati anche nel restauro delle opere d'arte - ha detto l'assessore regionale ai Beni Culturali e dell'Identità siciliana, Gaetano Armao - Il quadro giunto a Palermo suggella invece l'intesa raggiunta pochi giorni fa a New York con l'importante istituzione culturale americana. Un accordo che sarà sottoscritto nei primi di ottobre proprio a Palermo, davanti al dipinto de 'I Musici', tra l'assessorato regionale ai Beni culturali e il museo americano".

I Musici di Caravaggio a Palazzo Abatellis (dal 29 giugno al 29 agosto 2010)
Due tele, I Musici di Caravaggio e Orfeo di Pietro D’Asaro, un Piatto da Parata di Giuseppe De Filippo raffigurante ancora Orfeo, costituiscono l’oggetto di questa straordinaria esposizione. Tre opere individualmente definibili e definite i cui nessi, le cui "rispondenze segrete" si intuiscono in realtà ad un solo sguardo: la musica come momento di rievocazione storica, in cui rivive la cultura e il mecenatismo delle corti tardo rinascimentali, la musica come momento lirico di riattualizzazione del mito, e infine la pluralità delle forme e delle culture artistiche espressioni allo stesso modo capaci, sia pur con differenti mezzi, di innescare a più livelli le emozioni di chi guarda. I Musici di Caravaggio, oggi nelle collezioni del Metropolitan Museum di New York, si identifica con una delle opere realizzate dall’artista tra il 1594 e il 1595, durante il soggiorno romano presso il Cardinale Francesco Maria Del Monte, probabile committente dell’opera alla cui qualità di mecenate e protettore di musici e cantori, nonché di patrono del coro della Cappella Sistina, doveva sicuramente riferirsi il soggetto dell’opera stessa. All’interno di uno spazio costipato tre giovani sono colti nei preparativi di un concerto, in quello che appare un gioco scenico di prospettive e rimandi speculari: al centro della composizione un ragazzo rivolto verso gli spettatori suona il liuto, di fronte a lui con le spalle verso chi guarda un altro sta leggendo una partitura musicale mentre, su di un piano leggermente arretrato, un terzo visibile in scorcio si appresta a suonare il corno. Un violino e uno spartito aperto posti in primo piano si pongono forse quale meditazione sul tema della natura morta, o forse semplicemente quale emblema dell’arte della musica. Colpisce la concentrazione massima delle linee, delle forme e dei colori, che accentua il senso di presa diretta della composizione: l’intento realistico tuttavia si stempera raggiungendo l’ideale nella figura mitica di Cupido che appare di profilo sullo sfondo, in un atteggiamento languido e malinconico. Si rivela qui dunque l’essenza più intima della pittura di Caravaggio: l’immersione nella realtà più viva e perspicua solo all’interno della quale e senza trascendere da essa, l’ideale e il divino si rivelano nell'essenza più intima e pura.

 

 

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29 giugno 2010

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