Caro Presidente... è questa l'Europa delle responsabilità? Una lettera di Mario Capanna al premier Prodi

18 settembre 2007

Il presidente della Fondazione Diritti Genetici Mario Capanna ha scritto ieri una lettera al presidente del Consiglio Romano Prodi in vista del pronunciamento del Consiglio dei ministri Ue dell'Agricoltura sull'introduzione della barbabietola biotech.
La Commissione europea ha posto la data limite del 25 settembre affinché il Consiglio dei ministri dell'Agricoltura si pronunciasse sull'introduzione nell'Unione della barbabietola da zucchero geneticamente modificata. Mario Capanna, ha chiesto in proposito una decisa presa di posizione dell'Italia in una lettera al premier.

Il testo della lettera di Capanna

Caro Presidente,
la Commissione europea ha posto la data limite del 25 settembre affinché il Consiglio dei ministri dell'Agricoltura si pronunciasse sull'introduzione nell'Unione della barbabietola da zucchero geneticamente modificata.
Poiché il predetto Consiglio si riunirà il 26 settembre, fuori tempo massimo - le istituzioni europee amano impiccarsi ai loro meccanismi burocratico-metafisici - la Presidenza ha iscritto la questione della barbabietola tra i punti A del Consiglio dei ministri della Giustizia, che si riunirà domani 18 settembre.
Non Ti può sfuggire la gravità, procedurale e di merito, del problema.
Sconcertante: quale competenza hanno, i ministri della Giustizia, in merito agli ogm e alle loro multiformi implicazioni?

E' questa l'Europa delle responsabilità?

Inoltre: il Consiglio dei ministri dell'Agricoltura del 26 settembre dovrà esaminare l'introduzione in Europa di nuove linee di mais gm.
Essendo appena iniziata, dal 15 settembre, come sai, la consultazione nazionale promossa dalla coalizione ItaliaEuropa-liberi da ogm, composta da 28 organizzazioni con circa 10 milioni di associati, che ha l'obiettivo di raccogliere 3 milioni di SI per uno sviluppo agroalimentare libero da ogm, sarebbe inaudito, agli occhi dell'opinione pubblica, se in sede comunitaria l'atteggiamento dell'Italia si discostasse dal principio di prudenza e precauzione.

Sia per quanto riguarda il Consiglio europeo del 18 settembre (quello della Giustizia... geneticamente... applicata) sia per quello agricolo del 26, chiedo che il governo italiano non si limiti a salvarsi la coscienza votando contro, ma intraprenda una immediata iniziativa politico-diplomatica per costruire una posizione europea maggioritaria contro la decisione della Commissione o, in subordine, per coagulare una solida e ampia minoranza di blocco che otterrebbe lo stesso risultato.
Ti ricordo che la recente introduzione in Europa della patata transgenica è passata - anche grazie alla colpevole inerzia del governo italiano che si è sostanzialmente limitato a votare contro - con un consenso di minoranza, dato che la somma dei voti contrari e delle astensioni è stata nettamente superiore ai voti favorevoli.

E' evidente che decisioni comunitarie adottate così presentano una palese mancanza di legittimità sostanziale agli occhi dei cittadini.
E questo non rafforza certo il processo democratico di costruzione dell'UE (inutile, poi, lagnarsi per l'avanzare dell'antipolitica).

Grato per l'attenzione, con i saluti più cordiali

Mario Capanna (Presidente Fondazione Diritti Genetici)

 

 

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18 settembre 2007

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