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Caso Gesip: per gli operai Cig e assegni familiari

Il sindaco Orlando: "Cassa integrazione per tutti". Ma dal Ministero del Lavoro negano tutto

19 settembre 2012

Cassintegrazione in deroga dal primo settembre per quattro mesi, 970 euro al mese più assegni familiari senza andare al lavoro. Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, lo definisce "il massimo risultato possibile" per i 1800 lavorati della Gesip, ma ai sindacati proprio non va giù il piano che l’Amministrazione comunale è riuscito a "strappare" al ministero dello Sviluppo economico. "Abbiamo evitato con il nostro lavoro scrupoloso e quotidiano il licenziamento dei dipendenti della Gesip, dando una risposta legale, dignitosa e decorosa alla situazione di questi lavoratori, messi dentro un 'trappolone' che abbiamo ereditato dal Consiglio dei ministri lo scorso maggio", è il mantra che Orlando, assieme agli assessori Lucio Abbonato al Bilancio e Cesare Lapiana alle Partecipate, ripete alla sigle sindacali della Gesip che però alzano un muro.

"Siamo delusi, le discussioni segrete avviate nei tavoli romani non hanno prodotto nessuna certezza se non quella della chiusura definitiva della società e il blocco totale dei servizi", lamentano i segretari di Cgil, Cisl, Uil Palermo Maurizio Calà, Mimmo Milazzo, Antonio Ferro e i segretari di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, Monia Caiolo, Mimma Calabrò e Pietro La Torre. "La cassa integrazione in deroga a zero ore - sostengono - rappresenta un duro colpo per i lavoratori e per i cittadini che patirebbero il blocco di tutti i servizi essenziali. Siamo fortemente preoccupati". Per i sindacati "chiedere la sottoscrizione della cassa integrazione in deroga, senza aver prima definito un progetto chiaro e certo, non è accettabile. Ci sono gravissime responsabilità sia del governo Monti sia del governo regionale, che hanno abbandonato la città di Palermo al proprio destino. Non è stato infatti mai aperto un serio confronto su tutte le partecipate, sul loro futuro e necessario riordino".

Il Comune comunque va per la sua strada, quella della società consortile che dal primo gennaio contenga sia i 1800 lavoratori della Gesip che gli 8.000 delle altre partecipate: un piano che Palazzo delle Aquile dovrà presentare entro novembre. Orlando considera tutto questo "un enorme risultato, perché fino a ieri non c’erano grandi risorse finanziarie e la cassa integrazione sembrava destinata a poco meno della metà dei lavoratori Gesip. Oggi, invece - conclude il primo cittadino -, abbiamo messo in sicurezza 1.800 famiglie palermitane".
Dal ministero del Lavoro, però, solo qualche ora dopo l'annuncio di Orlando, è arrivata una vera e propria doccia fredda: "Non esiste alcun accordo con il comune di Palermo sulla Gesip". "Il Comune - ha detto il portavoce del ministro Elsa Fornero, Filippo Vecchio - ha anzitutto un debito con l'Inps che deve risolvere. E deve farlo prima di poter chiedere la cassa integrazione. Poi dovrà presentare una richiesta, andrà individuata la copertura finanziaria e solo allora si potrà far partire il processo". Un iter che richiederebbe tempi lunghi.
Secca e immediata la replica dell'amministrazione comunale. "Vecchio non sa di cosa sta parlando - hanno replicato dallo staff del sindaco - non abbiamo alcun debito con l'Inps. E' escluso categoricamente".

[Informazioni tratte da ANSA, Lasiciliaweb.it, GdS.it, Italpress - Corriere del Mezzogiorno, LiveSicilia.it]

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19 settembre 2012
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