Catania Jazz - XXX Stagione di concerti

Trent'anni di grande musica Jazz e... sentirli tutti con la stessa passione di sempre

23 gennaio 2013

Catania Jazz compie trent'anni! L'importante rassegna Jazz siciliana, infatti, nasce nel novembre del 1983. Un inizio quasi per gioco, spinto dalla smodata passione per il jazz, e continuato negli anni nonostante tutti e tutto.
Una kermesse musicale nata libera ed indipendente, proprio come il Jazz, e rimasta tale per ben 30 anni: il pubblico, gli artisti, tutti gli organizzatori del Jazz in Europa e non solo sono stati gli unici punti di riferimento che gli organizzatori hanno sempre tenuto nella massima considerazione.

Anche quest'anno Catania Jazz si fa in due: alla Stagione di concerti "ufficiale" - la XXX dalla fondazione di Catania Jazz (all'Hotel Sheraton di Aci Castello, in via Antonello da Messina 45) - si affianca infatti la stagione che si terrà al MA (Music Action) via Vela 6 (Castello Ursino), Catania

X X X  S T A G I O N E  D I  C O N C E R T I
Tutti i concerti si terranno presso l'Hotel Sheraton di Aci Castello e avranno inizio alle ore 21:30

24 Gennaio
DONNY McCASLIN GROUP - CASTING FOR GRAVITY
Donny McCaslin
(sax tenore); Matt Mitchell (tastiere); Tim Lefebvre (basso elettrico); Nate Woods (batteria)

Da molti anni ormai, Donny McCaslin si sta affermando come una potente voce nella moderna scena musicale. A Catania presenta il suo decimo e ultimo album - Casting for gravity - in cui il suo sax tenore trova uno spazio ideale tra il groove feroce della parte ritmica del bassista Tim Lefebvre e del batterista Nate Woods e le sonorità elettroniche del tastierista Jason Lindner.
Diplomato alla Berklee School of Music, Donny McCaslin nel suo repertorio ha sempre esplorato l'intera gamma di suoni che un sax tenore può produrre: dalla musica mainstream moderna al funky fusion, dalle ballate alla musica elettronica, senza perdere mai il suo approccio sperimentale. Dopo avere varcato i confini della musica elettro/acustica nell'album precedente Perpetual Motion, McCaslin con questo ultimo lavoro punta alla piena integrazione delle sue sonorità con l'elettronica, suonare cioè una musica che possa usare "più livelli sonori possibili". Il suo "tocco" è riconoscibile all'interno delle melodie dell'album che oscillano tra suoni dub, vortici di elettronica e potente rock da arena: in tutti  i brani dell'album McCaslin fonde tante influenze sperimentali in un sound jazz moderno. Lo stesso McCaslin ha affermato che il suo ultimo lavoro è stato molto influenzato dal Richard D. James, star dell'elettronica sotto lo pseudonimo di Aphex Twin e dal duo scozzese Boards of Canada, la cui canzone "Alpha e Omega" trova spazio all'interno dell'album.
Il suo curriculum musicale è di tutto rispetto: trasferitosi a New York nel 1991, è stato un membro degli Steps Ahead fino al 1994, in sostituzione di Michael Brecker. Ha anche suonato con la Gil Evans Orchestra, la George Gruntz Concert Jazz Band, Danilo Perez, Maria Schneider e Santi DeBriano. Nel 1996 ha suonato con Ken Schaphorst's Uprising e anche con John Medeski, Doug Yates, e Uri Caine. L'anno successivo ha suonato con David Binney, Scott Colley e Kenny Wolleson nel collettivo Lan Xang.
[www.donnymccaslin.com]

3 Febbraio
DIZZY GILLESPIE AFRO-CUBAN EXPERIENCE feat. MACHITO
John Lee
(basso); Freddie Hendrix (tromba e flicorno); Sharel Cassity (sax alto, sax soprano e flauti); Yotam (chitarre); Robby Ameen (batteria); Special Guest: Machito Jr. (percussioni)

Dizzy Gillespie fu introdotto a Chano Pozo nel 1947 da Mario Bauza. Entrambi diventarono grandi amici e Dizzy e Chano svilupparono insieme l'Afro-Cuban jazz, che divenne estremamente popolare, grazie alle sue ritmiche estremamente ballabili. Le più famose composizioni di Gillespie nella musica Afro-Cubana sono le composizioni "Manteca" e "Tin Tin Deo".
Gli Afro Cubans di Machito (formati nel 1940) e fondatori del Cu-Bop, furono di grande ispirazione per artisti come Gillespie: Dizzy li stimava così tanto che nel 1975, invitò il figlio di Machito, Mario Grillo (o Machito Jr) a entrare nella sua band per la registrazione di ‘Afro-Cuban Jazz Moods'. E' questo il senso della partecipazione di Machito Jr. alla Dizzy Gillespie Afro Cuban Experience, diretta da John Lee, il bassista "storico"  di Gillespie.

19 Febbraio
NOA, GIL DOR & SOLIS STRING QUARTET
Noa
(voce, percussioni); Gil Dor (chitarra acustica); Vincenzo Di Donna (violino); Luigi De Maio (violino); Gerardo Morrone (viola); Antonio Di Francia (violoncello)

Un omaggio alla città di Napoli e alla sua musica immortale. Con questo spirito, la cantante israeliana Noa con l'immancabile accompagnamento dei Solis String Quartet e di Gil Dor si presenterà a Catania il 19 febbraio per la XXX Stagione di concerti di Catania Jazz.
Il percorso iniziato dalla cantante tanti anni fa e culminato prima in "Napoli-Tel Aviv", processo di interiorizzazione e traduzione in ebraico dei classici melodici vesuviani, e poi in "Noapolis" del 2011, trova così il suo logico compimento con l'arrivo al Lirico napoletano della scugnizza israelo-yemenita, voce tra le più prestigiose del panorama internazionale.
In "Noapolis" i classicissimi più famosi come "Torna a Surriento" trovano nuova vita, così come il melodico contrappunto di "Era de maggio", l'affondo feroce di "Sia maledetta l'acqua" e la tenerezza di "Nonna nonna" per la prima volta in lingua ebraica. Al contempo il Solis String Quartet costruiscono trame delicate, cameristiche e mai snob infondendo alle canzoni popolari nuova linfa vitale che resiste al logorio del tempo.

17 Marzo
GINO PAOLI E DANILO REA "DUE COME NOI CHE..."

Si chiama "Due come noi che…" il nuovo progetto di Gino Paoli e Danilo Rea, una serie di concerti a base di voce e pianoforte che vede duettare insieme uno dei più grandi interpreti della canzone d'autore italiana e uno dei più lirici e creativi pianisti di oggi.
Uno spettacolo unico in cui il repertorio varia di serata in serata, veleggiando nel mare dell'improvvisazione grazie alle esperte mani di Rea e al desiderio di sperimentazione che da sempre accompagna Paoli. Ogni live è quindi diverso e irripetibile, con una scaletta aperta che spazierà tra i grandi classici nazionali e internazionali, gli indimenticabili successi di Paoli, e persino incursioni nella canzone d'autore napoletana, di cui il pubblico ha avuto un assaggio durante il recente concerto che li ha visti impegnati sul palco del Teatro San Carlo di Napoli e che ha registrato il tutto esaurito.
A settembre 2012 è prevista l'uscita di un album che raccoglierà una selezione di alcuni brani di questa felice esperienza musicale che sta incantando il pubblico in ogni data. Gino Paoli e Danilo Rea rinnovano così il loro fortunato sodalizio artistico, già sperimentato con il progetto "Un incontro in Jazz" e la pubblicazione degli album "Milestones" e "Auditorium
".

25 Marzo
THE YELLOWJACKETS
Russel Ferrante
(piano/tastiere); Bob Franceschini (sax); Felix Pastorius (basso elettrico); Will Kennedy (batteria)

Il gruppo, inizialmente nominato The Robben Ford Group, fu fondato nel 1977 da Robben Ford, Russell Ferrante, Jimmy Haslip e Ricky Lawson. In seguito Ford fu rimpiazzato dal sassofonista Marc Russo e Ricky Lawson lasciò nel 1986 per seguire Lionel Richie.
Nel 1981 il gruppo prese il nome Yellowjackets ed era orientato al R&B con il chitarrista Robben Ford. Quando Ford lasciò il gruppo subentrò Marc Russo al sax e la band assunse sonorità del tutto originali con il tastierista Russell Ferrante il bassista Jimmy Haslip, il batterista William Kennedy, avvicinandosi alla fusion con composizioni originali che ricordavano le melodie di Joe Zawinul. Iniziarono le registrazioni dei primi album con la Warner Brothers passando poi alla MCA/GRP nel 1986, con cui registrarono vari album di discreto successo. Gli Yellowjackets comparvero anche nella colonna sonora di Star Trek IV: The Voyage Home.
Negli anni '90 Russo decise di unirsi definitivamebte ai Doobie Brothers, ed al suo posto subentrò Bob Mintzer (sax tenore e clarinetto). Questo passaggio avvicinò ulteriormente il gruppo alle sonorità jazz. Tornarono a registrare per la Warner Brothers nel 1995 poi incisero per l'etichetta Heads Up un paio di album dal vivo (Mint Jam, 2002). Nel 2006 il gruppo celebrò il venticinquesimo anniversario con l'album Twenty Five.
Nel maggio 2008 gli Yellowjackets incisero il loro ventesimo disco (Lifecycle, HeadsUp International). In Lifecycle compare il chitarrista Mike Stern (dopo 15 anni di assenza dai loro dischi di un chitarrista, l'ultimo nel 1994 fu Run For Your Life con Robben Ford). L'album fu proposto nel 2009 ai Grammy Awards nella categoria Best Contemporary Jazz Album.
[www.yellowjackets.com]

2 Aprile
NGUYÊN LÊ "SONGS OF FREEDOM"
Nguyên Lê
(guitar, laptop); Himiko Paganotti (vocalist); Illya Amar (vibrafono & elettronica); Linley Marthe (basso elettrico); Stéphane Galland (batteria)

Il titolo di questo album è tratto da una delle "canzoni di libertà" preferite del chitarrista franco-vietnamita Nguyên Lê: "Redemption Song" di Bob Marley. La canzone ovviamente appare nell'album affiancata da brani di artisti che hanno scritto alcune delle più belle canzoni dello scorso secolo: Led Zeppelin, Janis Joplin, Stevie Wonder, Eric Clapton e i Beatles. In "Songs of Freedom", Nguyên Lê riporta alla luce questi brani iconici del pop e del rock grazie alle sue formidabili abilità musicali, alla sua instancabile vena creativa ed alla partecipazione di numerosi ospiti che affiancano la sua band formata da Illya Amar (marimba, vibrafono ed elettronica), Linley Marthe (basso elettrico) e Stéphane Galland (batteria).
Le riletture di questi brani ormai diventati classici del pop e del rock sfuggono qualsiasi stereotipo o banalizzazione. Queste composizioni del nostro recente passato si fondono con lo spirito contemporaneo di una musica globale che riflette le influenze e le culture di ogni parte del mondo. E così il soul di Stevie Wonder ("I Wish") si miscela in modo sorprendente, eppur armonioso, con sonorità caraibiche e asiatiche, mentre il rock di Janis Joplin ("Mercedes Benz") o dei Led Zeppelin ("Whole Lotta Love") è amalgamato con suoni che ricordano la musica indiana, giapponese e francese. Una tale invenzione sonora, geniale e sorprendente, non sarebbe stata possibile se non grazie al talento di Nguyên Lê che con accortezza e incredibili intuizioni musicali dà vita ad un album unico, innovativo e coinvolgente.
[www.nguyen-le.com]

7 Maggio
SEAMUS BLAKE QUARTET
Seamus Blake
(sassofono tenore); Scott Kinsey (tastiere); Matt Garrison (basso elettrico); Nate Smith (batteria)

Seamus Blake è un musicista ricco di brillanti idee, aperto a molteplici influenze contemporanee ma con forti radici nella storia del jazz, in possesso di un'eccellente tecnica e di un suono carismatico. Sassofonista di doti tecniche e pensiero musicale superiori, che coniuga a una grande sensibilità e a una non comune sapienza espressiva, Blake è unanimemente considerato uno dei migliori esponenti mondiali del sax tenore.
Nato a Londra e cresciuto in Canada, da diversi anni risiede a New York, dove ha avuto modo di collaborare tra gli altri con John Scofield, la Mingus Big Band, Conrad Herwig, Alex Sipiagin e Dave Douglas, oltre che di suonare e incidere a proprio nome e come sideman in varie formazioni comprendenti suoi pari quali Chris Cheek, Jorge Rossy, Kevin Hays, Larry Grenadier e Bill Stewart. Da diversi anni è componente fisso della Mingus Big Band.
La sua classe di grande improvvisatore ha ottenuto un importante riconoscimento nel 2002, anno in cui Blake ha vinto il prestigioso Thelonious Monk Award come migliore tenorsassofonista, premio assegnatogli da una giuria comprendente Wayne Shorter, George Coleman e Joshua Redman.
Ha inciso come leader di propri progetti numerosi apprezzati cd per la Criss Cross, e nel 2008 ha pubblicato con la Jazz Eyes "Live in Italy", un doppio cd realizzato con registrazioni effettuate a Palermo, Cesenatico e Senigallia nell'ambito di un tour del suo quartetto organizzato tra febbraio e marzo 2007 da Caleidoscopio Jazz Booking. Il cd, co-prodotto da Toti Cannistraro, vede la partecipazione di David Kikoski, Danton Boller e Rodney Green, e ha ricevuto critiche entusiastiche a livello mondiale, tra le quali spiccano le quattro stelle e mezzo assegnategli nella recensione pubblicata da Down Beat Magazine.
[www.seamusblake.com]

C O N C E R T I  A L  M A
Tutti i concerti si terranno presso il MA (vicino al Castello Ursino) e avranno inizio alle ore 21.30

17 Febbraio
ED CHERRY QUARTET
Ed Cherry
(chitarra); Art Hirahara (piano); Marco Marzola (basso); Jerome Jennings (batteria)

Nato a New Haven, Connecticut, Dopo essersi trasferito a New York nel 78, Ed Cherry ha suonato la chitarra con Dizzy Gillespie (1978-1992), esibendosi nel quartetto di Gillespie, big band e con l'Orchestra delle Nazioni Unite, che ha registrato il Grammy Award-winning Live at Royal Festival Hall (Enja).
Collaborazioni: Dizzy Gillespie, Henry Threadgill, Kenny Burrell, Ray Brown, Steve Coleman, Paquito Dí Rivera, Freddie Hubbard, Carmen McRae, Elvin Jones, James Moody, David Murray, Claudio Roditi, Jimmy Smith, Sarah Vaugha , Clark Terry, Max Roach, Roy Hargrove, Jimmy Heath, Jon Faddis, Randy Brecker, Bobby Watson, Benny Green, Cyrus Chestnut, Kenny Barron, Ignacio Berroa, John Lee, Dennis Mackrel, Slide Hampton, Jimmy Heath, Flora Purim, Mario Rivera, Giovanni Hidalgo, Paquito D'Rivera, Arturo Sandoval, Steve Turre, Danilo Perez, Airto Moreira.

Art Hirahara - E’ un pianista tastierista jazz e compositore di NY. Originario della San Francisco Bay Area, Art si trasferisce a New York nel 2003 per essere richiesto dal gruppo di musicisti di fama mondiale. Art ha avuto il privilegio di suonare con Stacey Kent, Akira Tana, Rufus
Reid, Don Braden, Roseanna Vitro, Dave Douglas, Vincent Herring, Victor Lewis, Travis Sullivan's Bjorkestra, Jim Black, Jenny Scheinman, Greg Cohen, Fred Ho, Sean Nowell, Royal Hartigan and Hafez Modirzadeh. Si è esibito in tutto il mondo, in Europa, Asia, Sud America, Medio Oriente e ampiamente in giro per gli Stati Uniti.

Marco Marzola - Catturato dal Jazz, si trasferisce a New York nel 1982, Barry Harris e Buster Williams. Ha suonato, registrato e collaborato con musicisti della scena Internazionale del jazz come: Jimmy Lovelace, Tommy Tarantine, Betty Carter, Harold Land, George Cables, Greg Hutchinson, Steve Turre, Tommy Campbell, John Hics, Tony Scott, Jessy Davis, Bruce Forman, Jimmy Cobb, Ed Cherry, Akua Dixon, Jaimeo Brown, Sherman Irby, James Zollar, Dion Parson, Darrell Green, Stacy Dillard, Giulio Capiozzo, Flavio Boltro, Stefano Bollani, Fabrizio Bosso, e molti altri ancora.
Jerome Jennings - Ogni tanto in un istante arriva un musicista abile all'arte della musica, si inserisce in qualsiasi genere musicale. Un musicista che contro alla credenza popolare, può suonare tutti gli stili, e suonarli tutti bene. Questo musicista è Jerome Jennings nato e cresciuto in Cleveland Ohio. Le sue performance e le registrazioni con Maestri luminari del Jazz come: Benny Golson, Sonny Rollins, Hank Jones, Ray Charles, Ernestine Anderson, Christian McBride, Wynton Marsalis, per citarne solo alcuni.

6 Marzo
ANDERSON - HELIAS - HEMINGWAY "BASSDRUMBONE"

I tre si incontrarono artisticamente nel 1977 in un esperimento denominato Oahspe e, nel periodo 1979-84, produssero 4 album "pieni di avvenimenti e di sostanza in cui", scrisse la critica, "ogni musicista aveva una storia da raccontare". La storia si è interrotta nel 1988, quando la compagine andò in letargo per riprendere cinque anni più tardi le attività concertistiche e ripresentarsi con una nuova incisione, Hence The Reason.
"Se ho mai avuto una casa, questa era il trombone", dichiara il perenne vincente dei referendum annuali della giuria di DownBeat. In realtà, col suo stile influente e innovativo Ray Anderson (Chicago, 1952) ha arricchito il trombone di nuove sonorità, rendendo accessibile in tutto il mondo i suoni "di casa sua".
Cresciuto a varie influenze musicali, da Duke Ellington a Sly Stone, dopo un apprendistato californiano in complessi rock e R&B, si trasferì a New York per approdare al quartetto di Anthony Braxton e infine costituire propri gruppi che comprendono funk selvatico (Slickaphonics) e second-line alla maniera neorleansiana (Pocket Brass e Alligatory Band). Sempre ansioso di superare i limiti tecnici del suo strumento, Ray, che è anche occasionale vocalista dallo schietto humour, va sempre a fondo del proprio splendente virtuosismo, avvicinando, col ricorso al growl e al vibrato, le sonorità del trombone a prolungamenti della voce umana.
Il contrabbassista e compositore Mark Helias ha esplorato i più vasti contesti entro ed ai confini del jazz. Attualmente guida il quintetto Attack The Future, che rappresenta il trademark della sua sensibilità armonica e il veicolo per una percussività legnosa, nel pizzicato come nell'archettato, vissuta in simbiosi fisica con la cassa armonica. Il gruppo, che si mantiene in mirabile equilibrio tra forma compositiva, interazioni ritmiche, eccentriche suddivisioni metriche e aperte improvvisazioni, è stato lodato soprattutto per l'elegante ineluttabilità che rivela un'arte ben costruita e una voce immediatamente riconoscibile.
Gerry Hemingway compone e interpreta musica per solista e ensemble dal 1976. Nato nel 1955 a New Haven, Connecticut, patria della prestigiosa università di Yale che lo vedrà tra le matricole, si cimenta da metà degli anni '70 al solo di percussioni (in questa veste, con l'ausilio dell'elettronica, appare nella sua prima incisione in solitudine, Solo Works, nel 1981). Nell'83 entra nel quartetto di Anthony Braxton e attraverso i tour europei allaccia contatti col violoncellista olandese Ernst Reijseger, col quale fonderà un quintetto che considera tuttora "la mia priorità assoluta".
Personalità multiforme, abile nelle contrapposizioni di timbri, sonorità e sfumature, Gerry ama spaziare da percussioni "esotiche" a scritture e grooves contemporanei (c'è un sapiente ammiccamento alla vena dei Massive Attack nel recente cd Songs, con la voce di Lisa Sokolov). "Più che improvvisatore, mi vedo come un formalista. Amo il gioco delle forme nello spazio, le diverse stratificazioni dentro la musica". [www.gerryhemingway.com/bassdrumbone.html]

3 Aprile
GEGÈ TELESFORO NU JOY BAND
GeGé Telesforo
(voce e percussioni); Greta Panettieri (voce); L.A. Santoro (voce); Domenico Sanna (piano elettrico e acustico); Giuseppe Bassi (contrabbasso); Roberto Pistolesi (batteria)

Una nuova formazione per un concerto carico di energia e di nuove sonorità. Le voci di GeGé, Greta e L.A. Santoro si fondono con la ritmica e le armonie dei nuovi brani: eleganza, atmosfera, groove, potenza. Tradizione e contemporaneità del jazz unite in un concerto che sale fino ad un finale travolgente. [www.gegetelesforo.it]

17 Aprile
GET THE BLESSING
Jim Barr
(basso); Clive Deamer (batteria); Pete Judge (tromba); Jake McMurchie (sassofono)

Creati dalla sezione ritmica delle leggende del Trip-Hop "The Portishead", Jim Barr al basso e Clive Deamer (Radiohead) alle pelli, i GTB si completano con I fiati e l'elettronica del sassofonista Jake McMurchie e del trombettista Pete Judge, proponendo un mix unico ed esplosivo che rende il loro sound immediatamente riconoscibile sfidando ogni facile classificazione, senza però perder di vista martellanti melodie, echi di un glorioso passato, o la gioiosa e genuina spontaneità dei loro live.
Il loro ultimo album OC:DC è stato presentato nella primavera di quest'anno riscuotendo un notevole successo sia di critica che di pubblico. Con influenze che spaziano da Ornette Coleman e Tortoise a Blondie e Samuel Beckett i GTB hanno portato il loro ultimo lavoro in giro per gli USA con un tour di 10 date (il più lungo per una jazz band britannica!) e per l'Europa, facendo sold-out, tra le decine di palchi calcati, all'Iridium di New York, al Moods di Zurigo, al Ronnie Scott's di Londra, ma anche al Rochester J.F., Saskatoon J.F., Istanbul, Munich, Oslo, Vicenza & many many more!!
[www.theblessing.co.uk]

22 Aprile
SOO CHO QUARTET feat. JAVIER GIROTTO
Soo Cho
(piano); Javier Girotto (fiati); Sven Happel (contrabbasso); Jasper Van Hulten (batteria)

Soo Cho è nata nella Corea del Sud e praticamente suona il piano da sempre. Ha studiato pianoforte alla Sung Sin University a Seoul e giovanissima ha cominciato a suonare negli hotel della città sino a quando, nel 2001, ha deciso di trasferirsi ad Amsterdam per seguire la sua grande passione: il jazz, scoperto per caso in un bar ascoltando per la prima volta Bill Evans.
Non è una cosa semplice per una donna coreana, piantare tutto e andare a studiare in Europa, rompere con le tradizioni familiari molto forti in quel paese, ma la determinazione di Soo ebbe la meglio. In Olanda, Soo studia al Conservatorio di Utrecht con Bert van den Brink per un anno per poi spostarsi definitivamente ad Amsterdam, in mezzo una breve parentesi di sei mesi negli USA insieme a Jason Moran. Il suo primo album solista risale al 2008 "Prayer".
[www.soocho.nl]

2 Maggio
SANDRO FAZIO QUARTET feat. FRANCESCO BEARZATTI - "DEAR LORD" - MODERN TRIBUTE TO COLTRANE
Sandro Fazio
(chitarra); Francesco Bearzatti (sassofono, clarinetto ed effetti sonori); Michael Stratz (basso elettrico ed effetti sonori); Kaspars Kurdeko (batteria e percussioni)

Il progetto è ispirato dal genio di John Coltrane e nasce dal tentativo di rivisitare la potenza emozionale delle composizioni del grande sassofonista americano, facendole rivivere con esperienze e le contaminazioni musicali contemporanee.
Le canzoni che la band presenta sono completamente riarrangiate da Sandro Fazio, riscritte nel tentativo di immaginare come Coltrane avrebbe ripensato le sue canzoni se le avesse scritte oggi. Un tentativo ardito, vista la caratura del compositore, ma sincera nelle intenzioni.
Il progetto nasce dalla certezza che la maniera migliore per rimanere fedeli a Coltrane è proprio quello di ricerca continuamente la contemporaneità.

«There is never any end. There are always new sounds to imagine; new feelings to get at. And always, there is the need to keep purifying these feelings and sounds so that we can really see what we've discovered in its pure state.» (J. Coltrane)

«I've found you've got to look back at the old things and see them in a new light.» (J. Coltrane)

«Change is inevitable in music. Things change.» (J. Coltrane)

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Tutte le informazioni sul costo dei biglietti e degli abbonamenti su: www.cataniajazz.it

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23 gennaio 2013

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