Catania - Palermo 0 a 2

Il derby siciliano più atteso dai tifosi va alla squadra rosanero, allenata dal fiorentino Silvio Baldini

10 novembre 2003
L'attesa sfida siciliana tra il Catania e la squadra rosanero premia gli ospiti con tre punti e una significativa accelerazione in classifica. I palermitani si portano a un punto dalla vetta e tornano a vincere nella città etnea dopo una lunga astinenza: l'ultimo successo esterno risaliva alla stagione '67-'68.
Gli uomini di Baldini passano al "Massimino" per 2- 0 con una rete per tempo mostrando praticità e capacità di soffrire. Trovatisi la strada in discesa grazie a un rigore trasformato da Corini dopo cinque minuti, i palermitani riescono a contenere la reazione di un Catania generoso. I rossazzurri spingono per buona parte della gara, ma non trovano mai il guizzo vincente. L'ottima prestazione del portiere avversario Berti, un palo e un rigore sbagliato da Oliveira frenano ogni tentativo di rimonta degli etnei.

Il derby, come nelle aspettative, è una partita intensa, omaggiata da una spettacolare cornice di pubblico. Al "Massimino" c'è il tutto esaurito: oltre 21 mila gli spettatori. La formazione del Catania è quella prevista: Monaco è al centro della difesa accanto a Stendardo, in avanti Sedivec affianca Oliveira. Una sorpresa nel Palermo. Baldini lascia Gasbarroni in panchina e schiera Vasari da laterale di centrocampo utilizzando Mutarelli accanto a Zauli in appoggio all'unica punta Toni.

Cinque minuti e il Palermo è già in vantaggio. Oliveira si fa intercettare un passaggio sulla mediana, la palla arriva a Toni che, approfittando di un Catania in fase di ripartenza, trova spazio sulla destra guadagnando il rigore per un contatto con Monaco, che nell'occasione s'infortuna e deve lasciare il posto a Terra. Dal dischetto Corini spiazza Squizzi.
Il Catania si riversa subito in avanti e crea più di un'apprensione agli avversari. Sedivec trova la parte alta della traversa con un colpo di testa su punizione di Fini, poi Berti si salva bene prima in uscita bassa su Oliveira e quindi su un colpo di testa ravvicinato di Stendardo respinto a pugni chiusi. I rossazzurri non sono neppure fortunati. Una punizione da oltre venti metri di Mascara s'infrange sul palo a Berti battuto. Il Palermo gioca raccolto nella propria metà campo provando a ripartire appena possibile grazie alle intuizioni di Zauli e al lavoro di Toni, unica punta rosanero. Nei minuti di recupero, è proprio Zauli a chiamare Squizzi all'uscita provvidenziale.
Nella ripresa la situazione non cambia. Matricciani e Colantuono provano a variare qualcosa mettendo in campo Della Rocca e Delvecchio per Sedivec e Grieco. Dopo un tiro alto di Mutarelli, il Catania sfiora il pari con un colpo di testa di Delvecchio sul quale Berti è prodigioso. Cinico, il Palermo raddoppia al 21'. Il 2-0 è di Zauli, lasciato colpevolmente solo in area dalla difesa catanese su punizione di Corini.

Il Catania prova a crederci ancora e ha un'ottima occasione per riaprire la partita cinque minuti dopo. Conteh ostacola Oliveira al tiro e Paparesta decreta il rigore. Per i rossazzurri, però, è un pomeriggio stregato: Berti respinge la conclusione dagli undici metri di Oliveira mettendo la firma sulla vittoria. Sospinti da un pubblico caloroso, gli uomini di Colantuono e Matricciani insistono anche nel finale, ma, nonostante la superiorità numerica dovuta all'espulsione di Di Donato per doppia ammonizione, non riescono a cambiare le sorti del match.

Come di consueto, purtroppo, i deficienti che hanno trasformato una giornata di intense emozioni calcistiche in bolgia di violenza e insensatezza, non sono mancati. Sono stati, infatti, dieci i tifosi, di entrambe le tifoserie, fermati e condotti in questura.

La scheda del derby
Catania (4-4-2): Squizzi, Diliso, Stendardo, Monaco (9' pt Terra), Giallombardo, Fini, Grieco (13' st Delvecchio), Firmani, Mascara, Sedivec (13' st Della Rocca), Oliveira. (1 Concetti, 2 Del Grosso, 8 Fusco, 23 Sturba). All. Matricciani-Colantuono.
Palermo (3-4-2-1): Berti, Ferri, Atzori, Conteh, Vasari (28' st Brienza), Di Donato, Corini, Accardi, Mutarelli, Zauli (36' st Codrea), Toni. (12 Santoni, 11 Masiello, 20 Pepe,29 Nastase, 46 Gasbarroni). All. Baldini.
Arbitro: Paparesta di Bari.
Reti: nel pt 6' Corini (rigore); nel st 21' Zauli
Note: Recuperi: 5' e 4'. Angoli: 5-3 per il Catania. Ammoniti: Terra, Ferri, Stendardo, Toni ed Atzori, tutti per gioco scorretto Espulso Di Donato al 33' st per doppia ammonizione.

Fonte: La Sicilia

Chi festeggia in Serie B
Fanno festa quelle seconde che ora si sentono un po' meno tali. Ternana e Palermo vincono, e lo fanno bene, in due partite importanti che in futuro potranno essere considerate anche determinanti. Gli umbri rimontano la Fiorentina, e alla fine è Frick a risultare decisivo con la rete del 3-2; il Palermo, grazie al rigore di Corini e a Zauli, due big veri, fa suo a Catania il derby siciliano. Per entrambe significa quota 26. Significa prove tecniche di decollo.
Ci ha provato, l'Atalanta, a non sentire il loro fiato sul collo. Ma il vantaggio dei bergamaschi ad Ascoli è durato solo un minuto: poi Bonfiglio ha risposto a Pinardi, e la squadra di Mandorlini è costretta a restare zavorrata a 27 punti: una lepre braccata.

Nella zona in cui si insegue il trio di testa, la figura migliore la fa il Cagliari, che passa nettamente a Como (doppietta di Suazo nel 3-1 finale) e raggiunge il Catania: davanti a loro solo il Livorno, fermato sullo 0-0 a Pescara. Rispetto ai toscani fa peggio il Torino, cui stavolta la rimonta non riesce: il Venezia va sul 2-0 e la rete di Ferrante serve solo ad accorciare le distanze. E i granata si ritrovano (a 20 punti) in compagnia del Piacenza (0-0 a casa dell'Albinoleffe) e di un Treviso in crescita, capace di battere per 2-1 la Triestina.

La pancia della classifica non racconta storie entusiasmanti: solo il Messina, che passa a Bari (3-1) sale a quota 18 e riprende una corsa veloce. I pugliesi rimangono al terzultimo posto, e la panchina di Tardelli sembra sempre a rischio. Alle spalle hanno solo Como e Avellino: gli irpini dimostrano di essere vivi costringendo il Verona al pareggio, ma non basta un punto per cambiare marcia. Lo stesso vale per il Napoli, che si conferma capace solo di pareggiare sul neutro di Campobasso, stavolta contro la Salernitana: e l'ennesimo nulla di fatto costa la panchina ad Andrea Agostinelli. Lo stesso vale per Vicenza e Genoa, che dallo 0-0 che le ha viste opposte non possono ricavare altro che piombo sulle ali.

Fonte: gazzetta.it

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10 novembre 2003

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