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Cavalli maltrattati al Palio di Acate (RG). La denuncia della LAV di Ragusa

04 maggio 2007

Il sindaco Caruso non sa, non sente, ma parla... e continua a negare l'evidenza che tutti i suoi concittadini conoscono.

Anche quest'ultima edizione del Palio di San Vincenzo si è trasformata in un mattatoio a cielo aperto. I due cavalli che si sono gravemente feriti durante le corse su strada del 28 e 29 aprile scorso, sono stati con molta probabilità già abbattuti. Tantissimi cittadini hanno visto quanto è accaduto sul percorso di gara: lo stramazzare sull'asfalto di due vigorosi e potenti cavalli è un evento traumatico. E' inutile negare l'evidenza raccontando di ''banali infortuni'' e paragonando questi incidenti a quelli che possono accadere ad atleti umani. Da nessuna parte del mondo degli ''atleti umani'' vengono costretti con la violenza a gareggiare, da nessuna parte del mondo degli ''atleti umani'' vengono pompati di prodotti farmaceutici fino a far loro scoppiare il cuore e crollare esausti.
Il sangue che ogni anno scorre su Corso Indipendenza non è ''un caso fortuito''... è la prassi che viene data in pasto, da una parte, ai giovanissimi spettatori, che vengono così abituati al ''sangue della tradizione'', e dall'altra al cosiddetto ''turismo malavitoso'' dei 'cavaddari' di mezza Sicilia che ormai girano, indisturbati ed in carovana, di palio in palio.

Il sindaco parla tanto di cultura, di civiltà, di formazione e di didattica ma poi difronte al Palio sacrifica tutto per non correre rischi personali e soprattutto politici. Il Palio è l'evento più ''diseducativo'' che si organizza in tutta la provincia iblea. E' un vero e proprio insulto alla sensibilità delle nuove generazioni, all'immagine del paese, al vivere civile. E' un prostrarsi alla violenza gratuita. Diventa soprattutto un 'regalo' ad una categoria di personaggi che, più volte fermati e denunciati ad Acate per corse clandestine (l'ultima risale al 16 dicembre scorso - 72 persone indagate), blocco del traffico, associazione a delinquere, maltrattamento di animali, si riversa con soldi alla mano sul percorso, stavolta autorizzato, per gestire e alimentare il vortice delle scommesse.

La responsabilità politica fra l'altro non è solo del sindaco, la manifestazione è infatti patrocinata dalla Provincia Regionale su diretto interessamento del presidente Franco Antoci, dalla Regione Siciliana tramite la deputazione di Alleanza Nazionale e la benedizione di Cuffaro ed infine il tutto continua a svolgersi a causa anche della nuova posizione di 'neutralità' assunta quest'anno dalla Chiesa Cattolica.
Il Palio non è un danno solo nei confronti della vita degli animali - questo è solo uno dei mali -, il Palio impone messaggi di ''devianza sociale'' ai giovani, ai bambini, abitua al sangue e alla violenza, crea una sorta di ombrello legale a tutto ciò che di terribile avviene dietro le quinte, nelle stalle, nei percorsi di allenamento dei cavalli, etc...
I cittadini di Acate devono essere sinceri con loro stessi, non basta dissociarsi o telefonare alla nostra associazione per trasmetterci informazioni anonime. Chi ha preso coscienza della vera forma del Palio deve iniziare a dirlo pubblicamente e agire di conseguenza. Lo stesso a nostro parere vale per la Prefettura, per le Forze dell'Ordine e per il Servizio Veterinario dell'Ausl.  Chiediamo infatti più controlli, più attenzione, più determinazione nel perseguire il reato di maltrattamento degli animali.

Chiediamo inoltre al sindaco di rendere pubbliche le generalità e le condizioni attuali dei due cavalli feriti durante le gare fornendo, a chiunque ne faccia richiesta, i relativi certificati medici e le relazioni dei veterinari dell'Ausl che probabilmente sono intervenuti in occasione degli incidenti di cui sopra.
Chiediamo ai Verdi, che sono intervenuti nel dibattito, di non spaccare il ''fronte abolizionista del palio'' che si è costruito in questi anni con tanto sacrificio e rischio personale. A nostro avviso spostare il Palio non serve infatti a bloccare le violenze, non serve ai diritti degli animali, non serve alle nuove generazioni che si stanno allontanando velocemente da queste pratiche e manifestazioni incivili e soprattutto non serve a sconfiggere la zoomafia.
In molte altre province della Sicilia i palii sono già stati vietati non si capisce perché i Verdi in questa provincia ne chiedano semplicemente una ingestibile e  incontrollabile riforma. Infine, chiederemo ufficialmente al Vescovo di Ragusa di intervenire sulla questione; la Chiesa pur non essendo l'ente organizzatore deve trovare la forza per prendere definitivamente le distanze da questa manifestazione oramai solo imbarazzante.

Biagio Battaglia
Rappresentante Provinciale LAV Onlus Ragusa

INFO
Tel .340.0031368
E.Mail:
lav.ragusa@gmail.com
- www.lavsicilia.it

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04 maggio 2007
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