Cento anni fa nasceva Madre Teresa di Calcutta

Una vita per la povertà, sempre accanto agli ultimi degli ultimi

25 agosto 2010

26 agosto 1910. Cent'anni fa a Skopje, in Macedonia, nasceva Anjeza Gonxhe Bojaxhiu. Colei che divenne la suora dei poveri e che il mondo intero conosce come Madre Teresa di Calcutta. Premio nobel per la Pace nel 1979, fu beatificata da papa Wojtyla sette anni fa.
Una serie di eventi internazionali, tra messe, veglie di preghiera, novene e convegni ne ricorderanno il centenario della nascita.

In India, intanto, si registra "perplessità per il tardare della canonizzazione" della fondatrice delle Missionarie della Carità. A rilevarlo è monsignor Leo Maasburg, uno dei più autorevoli studiosi di Madre Teresa che ha condiviso la sua opera missionaria per tantissimi anni. Interpellato in Austria dall'Adnkronos, padre Maasburg autore di un volume su Madre Teresa tradotto in ben dodici lingue nonché direttore delle Opere Pontificie Missionarie in Austria, spiega: "ho avuto occasione di recarmi in India due volte quest'anno e ho notato una profonda venerazione e stima per Madre Teresa". Una stima e una venerazione immutate nel tempo che hanno fatto percepire all'amico sacerdote una "certa perplessità per il tardare della canonizzazione della ormai beata Madre Teresa".
Padre Maasburg, che ha accompagnato Madre Teresa nei suoi viaggi e ha avuto "il privilegio di collaborare alla installazione della prima Radio Maria in Russia", si sente ancora oggi 'apostolo' della suora dei poveri. "Non me lo sono mai chiesto fino ad ora - dice - ma, riflettendo e osservando la reazione della gente quando racconto su Madre Teresa devo ammettere che mi sento ancora tale. In più posso dire che chi sperimenta la tenerezza di Dio, in questo caso attraverso di lei, non lo dimentica più e vuole dare testimonianza".
La suorina dei poveri è morta tredici anni fa (a Calcutta il 5 settembre del 1997) eppure, a distanza di tempo, come dice padre Leo Maasburg, che è anche aiuto-postulatore alla causa di beatificazione, la fiducia nell'ordine della suora di Calcutta è immutato. "Credo che la congregazione sia tuttora in crescita - afferma il padre che ha condiviso l'operosità di Madre Teresa non solo a Calcutta ma anche attraverso l'apertura di nuove case delle Missionarie della Carità in vari paesi - sottoposta a mutamenti locali e continentali. Certo - ammette ancora - gli aiuti materiali possono sicuramente cambiare, ciò che non è cambiato è la fiducia totale delle suore nella tenera provvidenza divina per loro".

C'è stato un momento nel percorso di Madre Teresa in cui la suora ebbe una crisi religiosa. E' stata motivo di turbamento per i suoi devoti? "Dipende un po' dal livello educativo dei devoti - afferma mons. Maasburg - e dalla loro formazione spirituale. La 'notte dell'anima' come è chiamato il fenomeno che ha subito Madre Teresa è maestosamente descritta nelle opere di San Giovanni della Croce, che l'ha sperimentata in prima persona".
Madre Teresa aveva un grande rapporto con papa Wojtyla. I rapporti con il Papa Ratzinger continuano ad essere diretti anche con la nuova madre della congregazione? "Credo che il grande amore per il Santo Padre appartenga al codice genetico di tutta la congregazione di Madre Teresa. Perciò il rapporto diretto cuore a cuore sicuramente c'è. Se si incontreranno così frequentemente come la Madre Teresa si vedrà solo in futuro".
Cento anni dalla nascita della madre divenuta premio Nobel per la Pace. La regola, lo stile della suora di Calcutta sono ancora attuali o ci sarebbe bisogno di un aggiornamento? "Le regole che Madre Teresa ha dato alla sua congregazione hanno tutte uno solo scopo: rendere trasparente - afferma padre Leo Maasburg - l'amore e la tenerezza di Dio nel tempo. Per questa ragione essi contengono principi fondamentali, validi per tutta la Chiesa di Cristo. Penso ad esempio ai consigli evangelici, sempre attuali. Regole che contrassegnano la Congregazione - elenca lo studioso - riguardano ancora il quarto voto che tutte le suore emettono, cioè di dare servizio gratuito e di tutto cuore ai più poveri".

Una 'santa' che molti ricordano con ammirazione. Così come Carla Fracci, la quale un giorno ricevette a sorpresa una lettera scritta da Madre Teresa e che l'etoile custodisce gelosamente in uno scrigno tra i cimeli. "Che emozione ricevere quella lettera da madre Teresa - ricorda all'Adnkronos Carla Fracci - Mi trovavo a Palermo per le recite di Gisele e un bel giorno arrivò la splendida sorpresa".
Carla Fracci è la beniamina del fratello di madre Teresa di Calcutta. "Ebbene, - racconta l'inseparabile marito della Fracci, Beppe Menegatti - il fratello della madre era un grandissimo fan di Carla. Era venuto alle recite di Gisele e tornando a casa e trovandovi la sorella suora le raccontò di Carla". Madre Teresa deve essere stata talmente catturata dal racconto del fratello estasiato dalla grazia e dall'eleganza della Fracci da prendere carta e penna e scrivere all'etoile una lettera-testamento. "Dear miss Fracci - legge l'etoile ripescando dal cassetto dei cimeli la preziosa lettera conservata insieme ad una bellissima lirica autografa di Montale, ad una composizione di Mario Luzi, ad uno scritto di Fernanda Pivano e ad una poesia di Alda Merini - poni l'idea di Dio nella tua danza così che la gente che ti vede danzare riconosca Dio nella tua danza. Love, much love mother Teresa".
L'emozione per questa lettera non si è mai spenta nel tempo. E, in seguito, Carla Fracci ha danzato per madre Teresa di Calcutta. Non che la suora fosse presente fisicamente a teatro. "Qualche anno fa - ricordano Fracci e Menegatti - ci fu l'occasione di commemorare Maria Callas ad Ostia antica. E la serata pensammo di dedicarla a due donne meravigliose: la Callas e madre Teresa". E fu così che la Fracci indossò la riproduzione del velo che aveva sempre indossato la suora dei poveri. [Adnkronos/Ing]

 

 

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25 agosto 2010

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