Che senso ha pubblicizzare i vini siciliani nel Marocco islamico?

13 agosto 2002
Sarà anche vero che il Marocco non solo è il più tollerante dei paesi arabi in merito all'assunzione di bevande alcoliche, ma è anche produttore di vini locali, ma che senso ha investire somme "importanti" di denaro pubblico per andare a pubblicizzare nel paese islamico (dove dunque l'acool è proibito dalla religione) i nostri vini?

Se lo chiede l'amministratore di Assovini: "L'Istituto regionale della vite e del vino rischia la chiusura, non abbiamo fondi, non sappiamo ancora se il prossimo anno potremo partecipare al Vinitaly di Verona o all'Expo di Bordeaux, e intanto si trovano i soldi per una degustazione di vini siciliani in Marocco".

Tutto nasce dalla scelta dell'ufficio di Palermo dell'Istituto per il commercio estero e l'assessorato regionale alla cooperazione di organizzare un viaggio promozionale di vini siciliani in Marocco.

Il viaggio prevede tappe a Casablanca il 30 settembre e a Marrakesh il 2 ottobre.

Sono previste cene per circa 150 persone, l'ausilio di 4 hostess, di 3 interpreti e di un enologo, ma le aziende che vorranno partecipare dovranno farsi carico delle spese di trasporto, vitto, alloggio, spedizione e sdoganamento.

Mica poco.

Condividi, commenta, parla ai tuoi amici.

13 agosto 2002

Ti potrebbero interessare anche

Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia