Chi guida non beve e chi beve non guida!

Dal Parlamento una proposta di legge che prevede regole più severe per chi guida dopo aver bevuto

16 dicembre 2008

Tolleranza zero per chi guida dopo aver bevuto! Infatti, se si vorrà guidare non si potrà (quasi) più bere alcol: sarà infatti sufficiente un tasso alcolico dello 0,2% (ora è 0,5%, espresso in grammi di alcol ogni 100 ml di sangue) per vedersi ritirare la patente.
A prevederlo è la proposta di legge all'esame della Camera e che dovrebbe essere varata entro la fine di gennaio. Lo ha detto il presidente della commissione Trasporti della Camera, Mario Valducci dopo i recenti incidenti mortali che hanno visto coinvolti guidatori con tasso alcolico superiore al consentito. "Stiamo lavorando su una proposta di legge - ha spiegato Valducci - che si aggancia a un lavoro già svolto. E' una proposta assolutamente bipartisan che introduce il principio della tolleranza zero nei confronti dell'uso di alcol. Chi guida non beve e chi beve non guida: si tratta di un ulteriore giro di vite anche rispetto agli attuali limiti consentiti. Si valuterà se applicare o meno queste nuove norme alla fascia più giovane d'età o se invece estendere un divieto generalizzato".
La proposta si tradurrà "in un modifica al Codice della strada". Particolarmente pesanti, ha preannunciato, saranno poi le sanzioni: "Pensiamo - ha detto Valducci - a un inasprimento progressivo, che può andare dalla sospensione della patente per sei mesi fino al definitivo ritiro".

Incidenti: uno su due per alcol e droga - Maschio, quarantenne, 'annebbiato' una volta su due da sostanze stupefacenti assunte da sole o in cocktail. Alcol e cocaina in primis. Questo l'identikit del guidatore-tipo coinvolto in un incidente stradale, secondo un'indagine condotta a Milano dal Trauma team dell'ospedale Niguarda, con la collaborazione della polizia locale. I risultati della ricerca, che da marzo a settembre ha coinvolto 74 conducenti di auto o motocicli, sono stati illustrati ieri al Niguarda in occasione del convegno 'Trauma update. Incidenti stradali: dalla prevenzione alla riabilitazione'.
Il 'peso' di alcol e droghe quali cause all'origine degli incidenti stradali, dalle cosiddette stragi del sabato sera agli schianti infrasettimanali, "ha un'importanza di gran lunga superiore a quanto si possa immaginare", ha assicurato il direttore del Trauma team di Niguarda, Osvaldo Chiara. "Da un lato servono interventi di educazione - ha sottolineato l'esperto - ma dall'altro occorre potenziare lo strumento dei controlli".

Un appello al quale si è unito Domenico Musicco, legale dell'Associazione italiana familiari e vittime della strada onlus. "Nel nostro Paese si esegue ogni anno un milione di alcoltest, contro i 10 milioni della Francia - ha rileva Musicco - e il numero di narcotest è di gran lunga inferiore". Risultato: "Fino a qualche tempo fa ogni guidatore aveva solo una probabilità ogni 127 anni di essere fermato per un controllo - calcola - mentre oggi siamo a una ogni 74 anni".
Nell'indagine milanese, ha spiegato il dottor Chiara, "tutti i conducenti che venivano ricoverati in seguito a un incidente stradale sono stati sottoposti ai test per valutare i livelli di alcolemia e l'eventuale assunzione di una o più droghe". Circa "il 50% del campione è risultato positivo", ha riassunto lo specialista. In particolare, "il 20-22% aveva assunto soltanto alcol - ha puntualizzato - il 20% solo droga (soprattutto cocaina) e il 15% alcol e droga in mix". In generale, "il 70% dei guidatori analizzati era maschio e l'età media del campione era 39 anni". Dati in linea con quelli dell'Associazione italiana familiari e vittime della strada onlus. "Circa il 40% dei conducenti che vengono sottoposti ad alcoltest o narcotest nel nostro Paese risulta positivo all'assunzione di alcol o droga", ha riferito Musicco.

[Informazioni tratte da Corriere.it, Adnkronos/Ing]

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16 dicembre 2008

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