Chi salvaguarderà (veramente) quel ''piccolo gioiello di Natura'' che si chiama Lago di Pergusa?

08 novembre 2006

Quale futuro per il Lago di Pergusa?
di Maria Cimino, Coordinatrice Comitato tecnico-scientifico per la salvezza di Pergusa
(Pubblicato da
www.vivienna.it)

Oggi vanno molto di moda oltre ai presenzialisti in TV anche i cosiddetti opinionisti, allargatisi questa volta anche sulla carta stampata per farci dono delle loro preziosissime idee i quali, per quanto esperti ed approfonditi in un particolare settore, si cimentano in superficie su ben altri e tanti argomenti tanto da ben meritare il titolo di ''tuttologi'', e senza averne conoscenza scientifica discettano, ahinoi!, di tutto e di più.
Non poteva perciò mancare sull'ultimo numero di un quindicinale ennese, l'ennesimo articolo sul Lago di Pergusa, rimpolpato peraltro per ben tre quarti virgolettate con una descrizione risalente al 1700.
Di tutto e di più, appunto, ma solo in superficie ed in questo caso quella del lago di Pergusa che, viene detto nell'articolo, può essere solcata da barche a vela e sulla quale possono ''tornare a svolgersi i tradizionali campionati di sci acquatico e sott'acqua fare qualche nuotata per osservare i pesci e le rane''.
Qui si arresta la profondità di pensiero di questi cultori!

Conoscono invero il significato di ''Riserva Naturale, Biodiversità, SIC,ZPS e relative norme di tutela comunitarie, nazionali e regionali''?
A quanto pare, considerato quanto è possibile osservare nella gestione della ''Riserva Naturale Speciale Lago di Pergusa'',che dovrebbe essere rispettosa delle leggi oltre che degli aspetti naturalistici e storico-culturali, questa conoscenza e consapevolezza non è stata ancora acquisita non solo dalle menti cosiddette ''dotte'', ma neppure dai livelli istituzionali, amministrativi e politici preposti alla tutela ed alla salvaguardia di questo Bene ambientale che, abbiamo più volte ribadito, non appartiene agli ennesi ma all’intera comunità internazionale.

Che la classe politica sopracitata non fosse dotata delle necessarie competenze culturali e scientifiche di cui è invece vistosamente carente, come del resto anche a livello nazionale la trasmissione televisiva delle Iene ha messo egregiamente in evidenza, non ci meraviglia più di tanto, considerato che il degrado, non solo ambientale, del centro del più profondo Sud d'Italia ha privilegiato anche le menti.
Abbiamo già ammirato in passato gli zampilli colorati di una pseudo-fontana collocata all'interno del lago, mentre oggi ammiriamo le fioriere tipiche dei giardinetti all'inglese poste ai lati del canneto per ''abbellire'' il percorso che porta i visitatori sulle sue rive; troviamo esaltati al massimo gli aspetti ludici e spettacolari come i percorsi ginnici all'interno della zona A dove la residua vegetazione ripariale viene sistematicamente calpestata e distrutta, per non parlare del ''Circo di Moira Orfei'' addossato al canneto, sempre in zona A, le cui luci fantasmagoriche ed i suoni amplificati al massimo dagli altoparlanti hanno certamente regalato sonni sereni e tranquilli alle tante ''specie protette'' ( si fa per dire!) che popolano il canneto. Tutto ciò con contorni ed elementi aggiuntivi di ulteriore cementificazione, urbanizzazione ed antropizzazione del bacino imbrifero, tra cui il ''Residence del Lago'', tanto per fare un esempio, con ben 18 ville unifamiliari!

E che dire infine dei nuovi progetti della Provincia di Enna , contemporaneamente Ente gestore della Riserva ed Ente autodromo (controllore e controllato!), dove vengono previste nuove strade ed altre linee di fuga che, oltre ad essere illegali, andrebbero a distruggere l'unica zona rimasta ancora integra, limitrofa alla pineta, per potenziare una pista automobilistica già da tempo fuori-legge e palesemente obsoleta?

Avevamo sperato, ma a quanto pare invano,che le qualificate consulenze dei prof. Bruno Massa e Giorgio Celli avessero potuto dare un valido apporto di conoscenza scientifica e normativa in materia di tutela e corretta gestione di Aree Protette e Zone Umide.
A chi rivolgeremo pertanto il nostro ultimo, accorato appello per salvare questo ''piccolo gioiello di Natura''?: ai politici, ai presenzialisti, ai tuttologi, a chi nella conca di Pergusa continua a ravvisare soltanto il business o gli aspetti ludico-sportivi?
La Cultura e la Scienza, non quella delle prebende e delle consulenze riccamente pagate, ma quella ''pura'', non ancora prostituita, oltre alla Politica benpensante , vogliono dire la loro? Queste, le sole che cercheremo di mobilitare nei giorni a venire.

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08 novembre 2006

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