Chiesto il rinvio a giudizio per i 7 indagati dell'inchiesta sul Ciapi

Secondo la Procura di Palermo l'ente di formazione regionale avrebbe intascato illecitamente fondi per progetti mai realizzati

13 novembre 2013

La Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio dei sette indagati dell'inchiesta sul Ciapi, l'ente di formazione regionale che avrebbe intascato illecitamente fondi per progetti mai realizzati.
Il rinvio a giudizio è stato chiesto dai pm Maurizio Agnello, Alessandro Picchi, Piero Padova, Sergio Demontis e Gaetano Paci, per il manager Faustino Giacchetto, l'uomo che, secondo l'accusa, avrebbe organizzato il sistema per gestire a suo piacimento, grazie alla presunta compiacenza di imprenditori, burocrati e politici, i quindici milioni destinati alla comunicazione del progetto Corap.

Il processo è stato sollecitato anche per l'ex presidente del Ciapi di Palermo, Francesco Riggio, Stefania Scaduto e Concetta Argento (rispettivamente segretaria e moglie di Giacchetto), l'ex dirigente dell'Agenzia regionale per l'impiego Rino Lo Nigro, l'ex assessore regionale Luigi Gentile e l'esponente del Pid, Domenico Di Carlo. Stralciata la posizione di un altro ex assessore regionale, Gianmaria Sparma, che ha chiesto di patteggiare la pena.
Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere, corruzione, truffa e falso in atto pubblico. La Procura aveva chiesto che gli imputati fossero giudicati col rito immediato ritenendo evidenti le prove a loro carico, ma il gip Cesare Vincenti ha respinto l'istanza. [Informazioni tratte da ANSA, GdS.it]

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13 novembre 2013

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