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Chiuderà solo Termini Imerese

Sergio Marchionne ''tranquillizza'': ''Oltre Termini non c'è alcun altro stabilimento in pericolo''

11 febbraio 2010

Il Governo e la Fiat hanno fatto pace. Tra loro corre di nuovo buon sangue ed entrambi concordano sulla decisione di non rinnovare gli incentivi per l'auto per il 2010. Certo, questa scelta, condivisa, per il mercato italiano vorrà dire 350.000 vetture in meno, e per il Lingotto vorrà dire anche più cassa integrazione, ma tant'è...
"Condividiamo la scelta, capiamo le ragioni per cui è stata fatta", ha detto pacato l'amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne, a margine delle 'celebrazioni per il centenario di Confindustria', commentando la decisione del Governo. Quanto alla ricaduta che questo avrà sul mercato, è stato proprio Marchionne a dare le cifre di cui sopra: "si venderanno 350mila vetture in meno in Italia". L'ad ha poi aggiunto: "Accetto quello che ha detto il ministro per quello che è. Non ci sono incentivi, dunque basta, guardiamo al futuro, lavoriamo sul mercato, andiamo fuori dall'Italia, andiamo a lavorare dappertutto". E a chi gli ha chiesto se questo comporterà ancora il ricorso alla Cassa integrazione, Marchionne ha risposto "ci dovrà stare per forza, ma la gestiamo". Tanto, ha aggiunto, "nessun altro stabilimento chiuderà oltre a Termini Imerese". Affermazione che la dice lunga su come per lui il problema Termini Imerse è chiuso definitivamente, su come e quanto se ne sbatte del destino dei 2000 e passa operai che non sanno cosa ne sarà del loro imminente futuro... Tra l'altro, lo scorso 22 dicembre, incontrando governo e sindacato, Marchionne era stato più che chiaro: "L'azienda è consapevole dei risvolti sociali che la chiusura di Termini comporta e  comprende lo stato d’animo dei lavoratori. Ma la Fiat non è il Governo, quindi non spetta a noi curarci dei problemi sociologici".
 
A proposito delle offerte per lo stabilimento siciliano, l'ad Fiat ha ribadito ieri che "siamo disposti ad ascoltare tutti, non abbiamo chiuso la porta a nessuno, ma finora non ho visto niente". "Stiamo lavorando con tutte le istituzioni - ha aggiunto - per trovare una soluzione". E al ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha assicurato che nei prossimi giorni metterà a disposizione dei futuri acquirenti il sito siciliano.

Il ministro Scajola si è detto "lieto" del fatto che Marchionne abbia dichiarato di condividere la scelta del Governo a proposito dello stop agli incentivi. "Gli incentivi sono una droga del mercato e lo destabilizzano. Non vi è dubbio che bisogna rientrare nella normalità del mercato e rinviare questa scelta fermerebbe i consumi. Inoltre - ha aggiunto - potremmo avere difficoltà molto più grosse nel 2011 o nel secondo semestre 2010". "Ecco perché ci pare - ha proseguito il ministro - che sia più saggio rientrare celermente nella normalità del mercato non dando incentivi al consumo dell'auto focalizzando alcune risorse sull'innovazione e sulla ricerca del settore auto e incentivando i consumi per alcuni prodotti che hanno particolarmente sofferto e che hanno bisogno di una spinta". "Col presidente Montezemolo - ha proseguito Scajola - abbiamo mantenuto in questi giorni rapporti costanti e posso dire che tra Governo e Fiat c'è concordanza di vedute". "Le risorse sono limitate - ha spiegato ancora - e le dedicheremo ad altri settori che soffrono la crisi e hanno bisogno di una spinta". Il ministro dello Sviluppo Economico ha poi sottolineato che il governo ritiene la Fiat "patrimonio fondamentale di questo Paese di cui andare sicuramente fieri". E tornando sul tema oggetto di polemiche nei giorni scorsi: "è un pilastro del nostro sistema industriale, merito della sua capacità di innovare il prodotto ma anche della considerazione e dell'appoggio che ha sempre avuto dai governi di questa repubblica". Sulle prospettive per Termini Imerese, Scajola ha ribadito che il governo vuole che resti un polo industriale. "A breve la Fiat, con una lettera, metterà nella piena disposizione lo stabilimento di Termini Imerese perché possa avere uno sviluppo industriale - ha aggiunto infine Scajola - La Fiat metterà a disposizione il sito, e il nostro orientamento per Termini Imerese è quello del polo industriale: ci sono diverse offerte che stiamo valutando con la riservatezza che il caso impone".

CINQUEMILA CARTOLINE PER MARCHIONNE - Cinquemila cartoline scritte dagli operai Fiat di Termini Imerese e dell'indotto disegnate da Sergio Staino, che firma le vignette sulla prima pagina de 'l'Unità', arriveranno all'ad del gruppo Fiat, Sergio Marchionne, all'indirizzo del Lingotto.
E' l'iniziativa, promossa dall'amministrazione comunale di Termini Imerese, per dare voce alla protesta degli operai dello stabilimento Fiat e dell'indotto durante il Carnevale, che ha preso il via l'altro ieri. Sergio Staino, il disegnatore satirico papà del personaggio "Bobo", ha espressamente ideato una vignetta sulla vertenza, che è stata stampata sul fronte di cinquemila cartoline. Sarà possibile scrivere la propria cartolina presso un apposito gazebo dedicato alla Fiat, allestito durante la manifestazione dove si potrà anche versare un contributo a sostegno della vertenza. Tra tutte le cartoline raccolte sarà effettuata una selezione delle più rappresentative che saranno inviate per posta a Marchionne.

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11 febbraio 2010
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