Chiusa l'inchiesta Iblis: i fratelli Lombardo indagati per concorso esterno in associazione mafiosa

Il governatore Raffaele Lombardo: "Finalmente potrò dimostrare la mia innocenza"

11 aprile 2011

Dopo cinque mesi, il primo atto formale. La procura della Repubblica di Catania ha chiuso le indagini dell'inchiesta Iblis, su Cosa nostra etnea e su presunti rapporti tra mafia, politica e imprenditori. Sono in tutto 56 gli indagati per i quali le indagini sono considerate chiuse. Tra loro, con l'ipotesi di reato di concorso esterno all'associazione mafiosa, ci sono il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo e suo fratello Angelo che è parlamentare del Mpa.
Secondo l'accusa, Raffaele Lombardo, attraverso altre persone tra le quali suo fratello Angelo, avrebbe "sollecitato Cosa nostra catanese a reperire voti per loro, e per i partiti in cui militavano durante competizioni elettorali ingenerando nella mafia la convinzione che loro fossero a disposizione per assecondare le esigenze della cosca Santapaola nel controllo di appalti, attività economiche, concessioni e servizi pubblici". L'accusa era nota, ma adesso è messa nero su bianco.
Tra gli indagati ci sono anche il deputato regionale del Pid ed ex sindaco di Palagonia, Fausto Fagone, per il quale la Cassazione ha rigettato una richiesta di scarcerazione; il consigliere della Provincia di Catania dell'Udc, ma prossimo a passare al Pid, Antonino Sangiorgi; l'ex assessore del Comune di Ramacca, Giuseppe Tomasello; il consigliere dello stesso Ente, Francesco Ilardi e il deputato regionale ex Pdl Sicilia e adesso Gruppo misto, Giovanni Cristaudo.
Tutti gli indagati hanno 20 giorni di tempo per presentare memorie, produrre documenti, chiedere ai magistrati ulteriori atti di indagine, presentarsi per rilasciare dichiarazioni o chiedere di essere interrogati. A conclusione dei termini la Procura valuterà ciascuna posizione per decidere se chiedere, per ogni indagato, l'archiviazione o il rinvio a giudizio. La valutazione poi spetterà al Gip.
La Cassazione, intanto, ha annullato con rinvio l’ordine di arresto di tre imprenditori, Rosario Ragusa, Giovanni D’Urso e Felice Naselli, dell’avvocato civilista Agatino Santagati, detenuti dal novembre del 2010 nell’ambito dell’operazione antimafia Iblis.

Raffaele Lombardo, poche ore dopo la notifica del provvedimento, ha commentato così la notizia: "Finalmente il deposito degli atti! Potrò così dare puntualmente conto di ogni mio comportamento e dimostrare la mia assoluta estraneità". Secondo Lombardo il deposito degli atti "pone fine allo stillicidio di notizie, sulla cui fuga sono state avviate indagini, strumentalizzate più d'una volta a fini politici, anche per la modalità di diffusione troppe volte coincidente con momenti delicati della vita politica e istituzionale della nostra Regione".
"Questo mio governo - ha detto il presidente a Blog Sicilia - è quello che ha ingaggiato con i fatti, non con le parole di certa antimafia, la lotta alla mafia. Noi abbiamo tolto alla mafia l’affare dei termovalorizzatori e nessun governo precedente l’aveva fatto". "Ho chiesto reiteratamente e invano, sin da quando la stampa ha iniziato a raccontare questa storia, di essere sentito - ha ricordato Raffaele Lombardo - e sinora ho potuto rendere conto soltanto all’opinione pubblica. Da oggi disporrò di elementi certi e potrò contribuire a ricostruire compiutamente la verità. Adesso leggeremo, finalmente, tutte le carte e saranno i miei difensori a decidere se dovrò farmi interrogare o meno".

L'avviso di conclusione indagini è stato firmato dai sostituti della Dda della Procura di Catania, Giuseppe Gennaro, Agata Santonocito, Antonino Fanara e Iole Boscarino, ma non dai vertici dell'ufficio. In Procura si sottolinea tuttavia che è una procedura abituale e che non c'è alcuna 'spaccatura' ma "unità di intenti".
Nel fascicolo confluiscono le indagini dei carabinieri del Ros di Catania, culminata con decine di arresti nella notte tra il 2 e il 3 novembre 2010. È una Cosa nostra moderna quella svelata dall'inchiesta Iblis - il nome del Diavolo in arabo - che si insinua negli appalti prima che vengano decisi, che si fa imprenditrice con uomini propri e che usa ed è utilizzata da aziende che prima sono vittime, poi si servono della mafia per ottenere altri appalti.

[Informazioni tratte da Lasiciliaweb.it, Adnkronos/Ing, GdS.it, Corriere del Mezzogiorno.it]

- Dall'operazione Iblis... (Guidasicilia.it, 04/11/10)

- Un nodo difficile da sciogliere (Guidasicilia.it, 05/11/10)

- "Scarti d'indagine per destabilizzare la Sicilia" (Guidasicilia.it, 06/11/10)

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11 aprile 2011

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