Chiuso il processo Perseo: condanne complessive per più di due secoli di carcere

26 gli imputati accusati di associazione mafiosa, estorsione e traffico di droga. Assolti 14 indagati

26 ottobre 2010

Il gup di Palermo Ettorina Contino ha condannato complessivamente a quasi due secoli di carcere 26 dei 40 imputati del processo alle cosche mafiose palermitane denominato Perseo, nato da un maxi blitz dell'Arma che, nel 2008, portò all'arresto di '98 tra capi e gregari di Cosa nostra accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione e traffico di droga.
Alla sbarra c'erano esponenti storici dei clan come i boss Gerlando Alberti e Sandro Capizzi. Assolti 14 imputati. In alcuni casi a determinare il proscioglimento è stata l'inutilizzabilità, per un vizio di forma, di un'intercettazione, fondamentale per l'accusa, che "riprendeva" in diretta un summit di mafia.

Le pene più alte sono state inflitte al boss Giovanni Lipari (17 anni e 4 mesi) e al capomafia Sandro Capizzi (14 anni). Gerlando Alberti ha avuto 6 anni e 4 mesi. L'indagine, coordinata dai pm della dda di Palermo, svelò il piano dei vertici della mafia di ricostituire la commissione provinciale di Cosa nostra, organo unitario che negli anni '80 decideva gli omicidi eccellenti e le strategie dell'organizzazione. L'inchiesta portò anche all'individuazione di tutti i nuovi capi delle famiglie palermitane e all'identificazione di decine di estortori che taglieggiavano imprenditori e commercianti. Tra i condannati anche due vittime del racket che, negando di avere ricevuto richieste di pizzo, secondo il gup, avrebbero favorito Cosa nostra.

Il processo che si è concluso ieri è il terzo nato dall'inchiesta "Perseo". Oltre un secolo e mezzo di carcere è stato già inflitto, in primo grado, negli altri due procedimenti celebrati: a marzo scorso i gup di Palermo, Mario Conte e Sergio Ziino, hanno condannato 21 persone. La tranche conclusasi davanti al gup Ziino ha portato a 12 condanne, complessivamente a circa 80 anni di carcere, e 4 assoluzioni.
L'accusa era sostenuta dai pm Roberta Buzzolani, Francesco Del Bene e Marzia Sabella. La pena più alta è stata inflitta ad Antonino Badagliacca (8 anni e 6 mesi). A 6 anni e 6 mesi sono stati condannati Paolo Bellino e Francesco Sorrentino. Altre nove condanne, per complessivi 64 anni di carcere, e un'assoluzione sono state decise dal gup Conte nei confronti di alcuni affiliati alle "famiglie" del mandamento di Belmonte Mezzagno. La pena più alta è stata inflitta a Pietro Calvo che, col meccanismo della continuazione con una precedente condanna, ha avuto 12 anni. Dieci anni e otto mesi ha avuto Benedetto Tumminia, 10 Giuseppe Casella, nove Salvatore Bisconti, otto ciascuno Gaetano Casella e Salvatore Francesco Tumminia. Un altro processo è in corso con il rito ordinario.

Tutti i condannati e gli assolti
Questi i condannati dal gup di Palermo al processo per mafia, estorsione e favoreggiamento denominato "Perseo": Giovanni Adelfio (8 anni e 4 mesi), Salvatore Adelfio (6 anni e 4 mesi), Gerlando Alberti (6 anni e 4 mesi), Filippo Annatelli (5 anni e 8 mesi), Salvatore Bellomonte (6 anni e 4 mesi), Giuseppe Calvaruso (6 anni e 4 mesi), Sandro Capizzi (14 anni), Santo Dell'Oglio (4 anni), Giuseppe Di Cara (6 anni e 4 mesi), Antonino Freschi (5 anni e 8 mesi), Salvatore Freschi (12 anni), Francesco Leone (4 anni), Giovanni Lipari (17 anni e 4 mesi), Salvatore Milano (6 anni e 4 mesi), Gioacchino Mineo (10 anni), Massimo Mulè (6 anni e 4 mesi), Placido Naso (8 anni e 4 mesi), Giuseppe Perfetto (9 anni), Francesco Piscitello (2 anni), Onofrio Prestigiacomo (6 anni e 4 mesi), Rosario Rizzuto (3 anni e 8 mesi), Ludovico Sansone (6 anni e 4 mesi), Rosario Sansone (6 anni e 4 mesi), Giuseppe Scaduto (12 anni e 6 mesi), Enrico Scalavino (7 anni e 8 mesi), Gaetano Filippone (6 mesi) e Gaetano Ganci (6 anni e 4 mesi).
Gli assolti: Filippo Bisconti, Francesco Bonomo, Antonino Capizzi, Luigi Caravello, Marcello Di Giacomo, Giuseppe Greco, Rosario Lo Bue, Salvatore Lombardo, Gaspare Perna, Vincenzo Lombardo, Espedito Rubino, Vincenzo Tumminia, Baldassare Migliore e Giovanni Polizzi.

[Iinformazioni tratte da Ansa, La Siciliaweb.it]
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26 ottobre 2010

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