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Col nuovo Statuto le facoltà scenderanno da 12 a 8

Discordia e polemica all'interno dell'Università di Palermo: saranno tagliati almeno 4 indirizzi

02 agosto 2011

È stato appena stilato, in una prima bozza, ma già è diventato oggetto di discordia e polemica all'interno dell'Ateneo di Palermo. Stiamo parlando del nuovo Statuto che dovrebbe accogliere le prerogative della riforma Gelmini. Prevede il conferimento di maggiore potere ai Dipartimenti, l'ingresso di tre componenti esterni ai consigli d'amministrazione e l'accorpamento tra facoltà. Ed è proprio su questo terzo aspetto che si è sollevato un forte contrasto da parte di docenti e dei presidi. Il nuovo documento, in questa prima versione, prevede la riduzione da dodici ad otto facoltà. Un limite più alto rispetto a quello dettato dalla riforma.
Stando così le cose, a Palermo, dovranno essere tagliate almeno quattro facoltà e malgrado ancora tutto sia allo studio, a subir la "decapitazione" sembrano essere Farmacia e Scienze Motorie che verrebbero unite a Medicina, Scienze Politiche ad Economia e Architettura ad Ingegneria.
Ed è proprio da Architettura che sembrano arrivare le proteste più forti, tra i docenti si respira infatti il timore di vedersi ridotti in minoranza nelle scelte che riguarderanno la didattica, così per "scongiurare" questo pericolo è anche partita una raccolta firme.
"Lo statuto così per come è stato scritto penalizza non soltanto la facoltà di Architettura - racconta all'Italpress Manfredi Leone, ricercatore ad Architettura e membro della commissione Statuto - si è forzata la norma generale prevista dalla Gelmini e si è andati oltre prevedendo questo taglio, passando da 12 ad 8 facoltà. Un accorpamento che non prevede nella fusione una riorganizzazione della didattica ma la semplice unione di due facoltà". "La facoltà di architettura - ha aggiunto - ha una dignità, costruita in 70 anni di attività di formazione, da salvaguardare, da qui sono usciti esperti di altissimo livello. Si è tentato a proposito di questi accorpamenti di dare maggiori margini di flessibilità ma fino a questo momento il tentativo è stato vano. Adesso", ha concluso Leone, "il documento è al vaglio del senato accademico e del Cda che dovrà scegliere alcuni nodi tecnici si spera che dopo la pausa estiva ci arrivi un documento corretto e si possa avere una riedizione". Tra gli studenti plauso da parte dell'Unione degli Universitari mentre per i rappresentanti degli studenti al Senato Accademico la nuova riorganizzazione rischia "di mettere in crisi alcuni settori dell'offerta formativa". [Fonte Corriere del Mezzogiorno - Italpress]

- Facoltà di Architettura a rischio di Vittorio Gregotti (Corriere del Mezzogiorno)

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02 agosto 2011
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