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Col percolato alla gola...

Il sindaco di Palermo Diego Cammarata indagato per l'emergenza percolato a 'Bellolampo'

01 giugno 2010

Nei giorni scorsi Diego Cammarata, sindaco di Palermo, domandava al prefetto di Palermo, al commissario per l’emergenza rifiuti e ai commissari dell’Amia: "Qual è la reale capienza della discarica di Bellolampo e per quanto tempo sarà possibile scaricare i rifiuti di Palermo?". Al ministro per l'Ambiente Stefania Prestigiacomo invece chiedeva di "convocare al più presto una riunione a Roma per valutare l’esatta quantificazione delle volumetrie e dei tempi di smaltimento per adottare le misure necessarie". La differenza del tempo di "messa in sicurezza" della discarica, infatti, secondo Cammarata non era chiara: due mesi per il consulente dei commissari Amia, otto-dieci mesi per il Prefetto di Palermo. "Non una differenza di poco conto", faceva rilevare il primo cittadino al ministro Prestigiacomo. Ai commissari Amia, l'ex azienda municipalizzata per la raccolta dei rifiuti, Cammarata ha invece chiesto di essere informato sulla situazione relativa al percolato. "Chiedo che venga fatta chiarezza e che ci si adoperi per offrire un quadro veritiero, presupposto indispensabile per avviare le attività necessarie a rendere la discarica di Bellolampo sicura ed utilizzabile per il tempo che era stato previsto”.
Insomma, un sindaco attivo per il bene della propria città, che chiede chiarimenti, scrive lettere, richiama alle responsabilità...

Ieri il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, è stato indagato dalla Procura proprio nell'ambito dell'inchiesta sulla discarica di Bellolampo gestita dall'Amia. Al sindaco vengono contestate ipotesi di reato che vanno dal disastro doloso all'inquinamento delle acque e del sottosuolo, dalla truffa alla gestione abusiva della discarica, fino all'abbandono dei rifiuti speciali. Secondo l'accusa, infatti, Cammarata avrebbe impartito gli ordini su come gestire l'ex municipalizzata e anche la discarica.
L'avviso di garanzia, firmato dal Pm Geri Ferrara, è stato notificato ieri mattina al sindaco, mentre era in corso un'ispezione dei tecnici inviati dalla Procura nella discarica di Bellolampo.

Oltre a Cammarata, per presunte irregolarità nella gestione della discarica di Bellolampo sono indagate altre 12 persone: in pratica tutti i vertici dell'Amia dal 2007. Tra questi Gaetano Lo Cicero, fino a pochi mesi fa commissario liquidatore dell'ex municipalizzata, e i dirigenti Aldo Serraino e Giovanni Gucciardo, che si sono alternati nella gestione del sito di Bellolampo.
Al centro dell'inchiesta la formazione dell'enorme lago di percolato, il liquido rilasciato dai rifiuti, altamente inquinante, che si è formato nella discarica. Nelle scorse settimane dagli accertamenti disposti dai pubblici ministeri Calogero Ferrara e Maria Teresa Maligno, titolari del fascicolo, era emersa la presenza di solfiti, nitrati e metalli nelle acque di alcuni pozzi della zona. Da qui l'ipotesi che il percolato si sia infiltrato nel sottosuolo e nella falda acquifera. Il percolato, inoltre, sarebbe tracimato a valle, finendo per inquinare il torrente Celona che alimenta il canale Passo di Rigano, le cui acque finiscono nel mare dell'Acquasanta. Proprio per accertare se il torrente e le acque sotterranee siano state contaminate specificamente dal percolato i pm hanno disposto una serie di analisi tuttora in corso. Verranno prelevati campioni che saranno congelati e inviati in un laboratorio di Milano, unico in Italia a fare questo tipo di accertamenti.
I pubblici ministri indagano pure sullo smaltimento delle ecoballe provenienti dalla raccolta differenziata che, invece di essere dirottate nei centri speciali, sarebbero finite in discarica insieme ai rifiuti ingombranti e ai tronchi delle palme uccise dal punteruolo rosso.

"Finalmente grazie all'azione della magistratura stanno trovando riscontro le battaglie fatte dal Pd rispetto alle responsabilità dirette del sindaco Diego Cammarata nella gestione dell'Amia, nella nomina dei suoi amministratori e nelle assunzioni". Queste le parole del consigliere comunale Saltavore Orlando (Pd), commentando l'avviso di garanzia notificato al sindaco. "Da tempo denunciamo che è Cammarata il responsabile principale del tracollo dell'Amia e della pessima gestione della raccolta dei rifiuti - ha aggiunto Orlando - Cammarata, in qualità di sindaco, non poteva non sapere che il suo ex coordinatore di Fi e senatore Enzo Galioto, nonché ex dirigente dell'Amia, assieme ad altri funzionari della società, raschiava le casse dell'azienda spendendo i fondi pubblici in cene e viaggi invece di occuparsi della pulizia della città. Cammarata ha tentato di smarcarsi addossando su altri tutte le colpe del fallimento dell'Amia e del buco nei bilanci, finalmente la magistratura sta alzando il velo sulle colpe del sindaco". "Su questa vicenda spetta alla magistratura accertare le eventuali reponsabilità penali del sindaco - ha concluso Orlando - Sulle responsabilità politiche di Cammarata, invece, ormai non c'é alcun dubbio: il sindaco ha fallito".
"Cammarata va rimosso subito dal suo incarico. Le inadempienze del sindaco sulla gestione dei rifiuti, al di là degli esiti che avranno le indagini della magistratura, sono gravissime", ha affermato il consigliere comunale e deputato regionale del Pd, Davide Faraone. "Di certo vi sono responsabilità politiche gravi - ha aggiunto - da cui il sindaco e le dirigenze susseguitesi alla guida di Amia non possono essere immuni, né fare finta di non sapere come sono andate le cose. L'entità del danno causato dal percolato, sia sotto il profilo ambientale sia per quanto riguarda l'aspetto economico, è enorme. Stiamo parlando di 100 milioni di litri. Sulla vicenda a suo tempo ho presentato un'interrogazione alla quale non ho ancora avuto risposta, ed ho anche scritto una lettera indirizzata al ministro Maroni, al Capo della Protezione civile Bertolaso, al presidente della Regione Raffaele Lombardo e all'assessore PierCarmelo Russo per chiedere la rimozione del sindaco di Palermo".
Per Tonino Russo, parlamentare nazionale del Pd, "questa città invasa dai rifiuti e avvolta nell'ombra di presunti illeciti dal suo primo cittadino, ha bisogno di ripartire e di ritrovare una politica che dimostri efficienza e trasparenza. Tutto ciò può avvenire solo con le dimissioni di Cammarata".
Anche l'Italia dei Valori va all'attacco: "Le ipotesi di reato che vengono contestate al sindaco di Palermo Diego Cammarata sono di estrema gravità. E' ora che vada a casa una volta per tutte". Questo il commento dell'europarlamentare dell'IdV Sonia Alfano. "I partiti del centrosinistra dovrebbero adesso cominciare a organizzarsi per tornare alle urne - ha aggiunto - e proporsi in modo credibile, prendendo spunto dal movimentismo e dall'associazionismo, che a Palermo esistono, stanno crescendo e soprattutto sono gli unici a fare resistenza e ad opporsi al sistema e dare finalmente vita a una nuova stagione politica, altrimenti si rischia di ripetere l'esperienza dell'elezione del famigerato cavallo di Caligola".

"Non ho mai avuto poteri e competenze nella gestione diretta di Amia né sulla discarica di Bellolampo. Prova ne sia, qualora vi fosse bisogno di conferma, che è stata necessaria un'ordinanza di protezione civile lo scorso 30 aprile per attribuirmi, in quanto sindaco di Palermo, competenze sugli interventi per la discarica". Questa la difesa di Diego Cammarata.
Il Comune è socio unico di Amia Spa. Dopo avere espresso piena fiducia nella magistratura e nel riconoscimento da parte di quest'ultima "della piena distinzione di ruoli, funzioni e attività che ha connotato e connota le attività proprie del comune di Palermo e di Amia", Cammarata ha precisato quali siano i rapporti fra l'amministrazione comunale e la partecipata Amia: "il servizio di smaltimento dei rifiuti è stato affidato ad Amia con un contratto di servizio pubblico, il che fa sì che la società attui, in piena autonomia, una gestione tecnicamente ed economicamente efficiente". "Il fatto che Amia sia partecipata totalmente dal Comune - ha aggiunto il sindaco - non poteva e non può, per legge, incidere sull'autonomia gestionale degli amministratori della società. Al socio unico non spettano dunque poteri gestionali ma piuttosto il diritto di sostituire gli amministratori la cui gestione appaia inadeguata; spettano anche responsabilità connesse alla assunzione di atti necessari alla patrimonializzazione della società e nell'esercizio della facoltà, riservata al contraente, di aggiornare il contenuto del contratto di servizio. Tutti poteri e competenze - ha affermato Cammarata - a cui non mi sono mai sottratto".
Il sindaco di Palermo ha poi ricordato quali siano stati i "diritti, i poteri e i doveri che sono stati, nel tempo, esercitati o ottemperati dal Comune di Palermo che, allorché sono emerse inadeguatezze gestionali, ha provveduto a nominare, in sostituzione dei precedenti, nuovi amministratori che hanno provveduto al riequilibrio della gestione economica e tecnica di Amia; a deliberare, nelle sedi di legge, l'esperimento di azioni di responsabilità, nei casi in cui è stata accertata la ricorrenza dei necessari presupposti; a porre in essere, in passato, e a programmare, per il futuro, (assumendo ogni relativo impegno) interventi di ripatrimonializzazione della società e ad aggiornare i contenuti del contratto di servizio in forza del quale la società opera". Infine, Cammarata ha stigmatizzato gli attacchi del centrosinistra su questa vicenda definendoli "veri e propri atti di inqualificabile sciacallaggio politico".


Bellolampo secondo Maurizio Cattelan

L'Amia presenta piano per la rimozione del percolato a Bellolampo - E' stato presentato ieri al Ministero dell'Ambiente e alla Regione lo studio di fattibilità per la rimozione del percolato della discarica di Bellolampo. A renderlo noto l'amministrazione straordinaria dell'Amia rispondendo all'assessore comunale all'Ambiente di Palermo, Mario Parlavecchio, sulla presunta mancanza di un progetto per la rimozione del percolato dalla discarica di Bellolampo. I commissari straordinari dell'Amia, Sebastiano Sorbello e Paolo Lupi, hanno specificato che "il progetto esiste, tant'é che era stato oggetto di confronto in precedenti incontri al Dipartimento regionale dell'Energia e dei servizi di pubblica utilità".
Ieri mattina, nel corso di un vertice svoltosi al Dipartimento regionale, alla presenza del direttore generale del Ministero dell'Ambiente Marco Lupo e dei rappresentanti di Protezione civile, Arpa, Prefettura, Comune e Amia, il consulente dell'Amia, Federico Vagliasindi, ha presentato e illustrato lo studio di fattibilità per la rimozione di tutto il percolato presente a Bellolampo in superficie e nel sottosuolo. "Per questo studio - hanno concluso i commissari - che è stato condensato in una relazione assai articolata, l'Amia ha sollecitato l'emanazione di un parere tecnico preventivo da parte degli enti competenti, che sarà utile a integrare con le eventuali osservazioni il progetto esecutivo, per la cui approvazione dovrà essere convocata una conferenza dei servizi. Tutto ciò si aggiunge alle iniziative già assunte dall'Amia per la rimozione del percolato, operazione che è già iniziata e che è in corso con un massiccio impiego di ditte di smaltimento, mezzi speciali e trivelle".
Intanto più di 300 mila metri cubi è la capienza della quinta vasca della discarica palermitana di Bellolampo, che entro il 20 giugno verrà consegnata all'Amia per l'avvio del conferimento. E' quanto emerso nella riunione che si è svolta ieri pomeriggio in prefettura tra i tecnici della struttura commissariale e il professor Federico Vagliasindi.
Ieri, inoltre, è scaduta l'autorizzazione, concessa in deroga con ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri lo scorso 30 aprile, che consentiva lo smaltimento dei rifiuti urbani nella discarica di Bellolampo. L'ordinanza stabiliva che il sindaco Cammarata doveva provvedere tramite l'Amia a smaltire il percolato presente nella discarica di Bellolampo, utilizzando le risorse economiche anticipate dalla Regione siciliana.

[Informazioni tratte da Ansa, Adnkronos/Ing, La Siciliaweb.it]

 

 

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01 giugno 2010
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