Come e quanto brinderanno gli italiani per dire addio al 2005 e salutare l'arrivo del 2006?

Champagne o spumante? Bicchiere alto e stretto o bicchiere basso e largo? Comunque cin cin!

31 dicembre 2005

Come brinderanno gli italiani per salutare l'arrivo del 2006? Preferiranno stappare bottiglie di champagne o stureranno rumorosamente bottiglie di ottimo spumante italiano? In tutte e due i casi la tendenza sembra essere rosa nel mondo delle bollicine, e, forse, anche il brindisi di addio al 2005 e di buon inizio del 2006, sarà realizzato con queste eleganti e ''colorate'' bollicine. Champagne o spumante, metodo classico ma anche charmat, il rosé è sempre più apprezzato in Italia e se ne diffonde la produzione e il consumo.

È quanto emerge da un'indagine condotta da Alma Torretta per Wine News, portale dedicato al meglio della produzione vinicola italiana e molto attento alle tendenze nostrane e internazionali.
Negli ultimi 4 anni il numero di bottiglie di champagne rosé importate dalla Francia è praticamente raddoppiato rimanendo, tuttavia, un prodotto di nicchia pari al 3,28% del totale dello champagne importato in Italia nel 2004.
Ma se l'Italia è il quinto Paese nel mondo per quantità di champagne rosé consumato, è il terzo come valore d'acquisto, dopo Gran Bretagna e Usa, perché il mercato italiano degli champagne rosé è piccolo ma esigente.
''È un prodotto per intenditori - ha spiegato a Winenews, Domenico Avolio, responsabile del Centro Informazioni Champagne per l'Italia - che può raggiungere prezzi stratosferici per le piccolissime quantità prodotte e l'altissima qualità''. Ma se praticamente tutte le grandi Maison dello Champagne hanno il loro rosé, anche nel Belpaese, dal Nord al Sud, sempre più cantine si stanno dedicando a questa particolare produzione.
''Bere rosa non è più la moda di un anno, ma una tendenza ormai consolidata'', spiega Camilla Lunelli che sottolinea pure come le bollicine rosé continuano ad essere molto apprezzate dalle donne.
Tanti gli appassionati che hanno scoperto come il rosé si abbina perfettamente a tutto pasto, reggendo con il suo tannino anche piatti più strutturati. Nonostante ciò, le bollicine rosa restano un prodotto particolare, ma sono ormai davvero per tutti i palati e per tutte le tasche.

E se, sia con lo champagne che con lo spumante (qualsiasi colore si scelga), si vuole evitare di alzare il gomito, beh gli italiani dovrebbero scegliere, comunque, bicchieri stretti e lunghi: si avrà la sensazione di bere di più, ma così non sarà.
Se invece lo scopo è quello di indurre chi vi serve da bere a versarvi dosi più generose, allora meglio scegliere un bicchiere basso e largo, e al mal di testa dell'indomani meglio non pensarci.
Questo ideale consiglio per il veglione di Capodanno, viene dalla Cornell University, ed è stato appena pubblicato sul ''British Medical Journal''.
Secondo uno studio condotto da Brian Wansink, professore di marketing, economia e scienze nutrizionali, nei bicchieri tozzi e ampi finisce dal 20 al 30 per cento di liquido in più. Colpa, o merito, di un illusione ottica che inganna anche i professionisti del drink: le persone tendono mediamente a percepire le linee verticali come più lunghe di linee identiche messe in orizzontale.
Allo stesso modo, ''si stima generalmente che i bicchieri alti contengano più liquido di quelli larghi con pari volume'', spiega Wansink.''Si bada all'altezza del liquido che si sta versando senza tenere nella giusta considerazione l'ampiezza. Né la pratica, né la concentrazione riescono a correggere questa sovrastima''.

Quindi, augurando a tutti un Buon Anno, adesso sapete cosa bere e quanto bere.

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31 dicembre 2005

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