Crea gratis la tua vetrina su Guidasicilia

Acquisti in città

Offerte, affari del giorno, imprese e professionisti, tutti della tua città

vai a Shopping
vai a Magazine

Come leggere quei significativi ''NO'' all'Unione europea da parte della Francia e dell'Olanda

L'Unione Europea: un vuoto ben confezionato?

10 giugno 2005

I ''No'' all'Unione europea della Francia e dell'Olanda
di Ninni Radicini*

Il risultato dei referendum di Francia e Olanda sul Trattato costituzionale della Unione Europea ha mostrato l'inconsistenza della strategia di marketing politico per cui la Unione Europea è un ''prodotto'' che i cittadini avrebbero comprato senza indugi perché presentato in una confezione attraente.
Superata con agilità la strumentalizzazione dei falsi europesti, per i quali quei ''NO'' sono la dimostrazione che i cittadini non vogliono l'Unione Europea, e smarcandosi dalla lettura secondo cui si tratta di una scelta populistica e sciovinistica, forse si potrebbe avanzare l'ipotesi che invece si tratta di un voto riconducibile alla delusione verso la Unione Europea.
E' difficile contestare che, nonostante la politica sinceramente europeista dei veri federalisti, si sia determinato un distacco tra le dichiarazioni e gli atti, tanto che la volontà della Ue di essere un superstato compiuto, con una economia liberale-sociale e un'attenzione costante verso il rispetto dei diritti civili e umani, appaia come un traguardo da raggiungere.

In questo modo si finisce per fare il gioco di coloro che, utilizzando il cavallo di Troia della retorica e presentandosi come ultra europeisti, in realtà puntano a indebolire le strutture portanti della Ue, rendendola inefficace e poco credibile. Si pensi al tema dell'Allargamento.
Sorprende che questa tattica portata avanti soprattutto dal settore più retrivo della Destra non sia considerata motivo di opposizione da parte della Sinistra che invece addirittura in alcune sue parti aderisce (si presume in modo inconsapevole).
Per la Sinistra e per il Centrosinistra, a livello europeo e nazionale, c'è così il rischio di diventare catalizzatore dei risentimenti di quella parte - maggioritaria - dell'elettorato attenta a che alle promesse seguano realizzazioni concrete e, soprattutto, contraria alle scelte opportunistiche.
Dovrebbe essere abbastanza indicativo quanto sta avvenendo in Germania, dove la coalizione rosso-verde ha perso voti in tutti i Lander, perfino, di recente, in quello considerato una fortezza sicura, il Nord Reno Westfali.
Il voto ideologico è un ricordo del passato e in Italia l'esempio si era già avuto nel '99 quando la Sinistra perse il comune di Bologna.
Si pensa che il cittadino guardi con ammirazione ai politici e ai partiti propensi alle basse manovre, all'opportunismo, al raggiungimento di posizioni di potere. Ma come mostrano anche certi risultati elettorali, anche a livello europeo, il cittadino molto più spesso tende a premiare la coerenza, al di la' dello schieramento politico.

Ai referendum di Francia e Olanda seguiranno quelli di Lussemburgo, Danimarca, Portogallo, Gran Bretagna, Irlanda, Polonia.
Pensare di superare l'ostacolo posto dai risultati dei primi due ostentando superbia non è il modo migliore per convincere i cittadini degli altri stati sulla bontà delle intenzioni.
Tra le dichiarazioni del dopo voto franco-olandese si possono leggere uscite del tipo ''Andiamo avanti lo stesso'' o ''il Trattato non si cambia''. In questo modo i cittadini aumenteranno il proprio distacco dalla Ue perché penseranno che la loro opinione negativa sull'Unione europea è fondata.
Il vicepresidente della Commissione, Margot Wallstrom, ha detto: ''La voce di quasi la metà della popolazione dell'Unione non può essere ignorata'', riferendosi al dato per cui, dopo la ratifica della Germania, il Trattato risulta approvato, fino ad ora, da nove paesi, in rappresentanza del 49% della popolazione comunitaria. E' vero, ma bisognerebbe aggiungere che si tratta nella quasi totalità di ratifiche per via parlamentare.
Ammettere gli errori compiuti e dimostrarsi disposti a migliorare sarebbe invece un modo più concreto e sincero di affermare il proprio europeismo.

La grande maggioranza dei cittadini europei vuole la Unione Europea, perché si rende conto benissimo che rappresenta un punto di riferimento alternativo e forte, soprattutto un garante contro certe normative statali.
Adesso la parola torna alla politica e alla comunicazione.

--------------

*Ninni Radicini collabora con "Orizzonti Nuovi" (www.orizzontinuovi.org), quindicinale di informazione e analisi del movimento Italia dei Valori, ed è autore della newsletter Kritik.

Condividi, commenta, parla ai tuoi amici.

10 giugno 2005
Caricamento commenti in corso...

Ti potrebbero interessare anche

Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia