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Come pensano i mafiosi? Mafiosità, pentimento e rispetto nello studio degli psichiatri palermitani

Quanto sono connaturati nella psiche dei siciliani gli antivalori mafiosi?

18 aprile 2005

Giusy Vitale, la sorella dei ''Fardazza'', la prima donna che ha tenuto in mano le redini di un clan mafiosa si è pentita, e dal suo pentimento sono scattati i primi arresti. 
Otto le ordinanze di custodia cautelare, di cui quattro in carcere, richieste dalla Dda di Palermo. I destinatari dell'operazione antimafia denominata ''Araba fenice'', sono tutti esponenti della sanguinosa cosca dei ''Fardazza'', facente capo ai fratelli Leonardo e Vito Vitale, entrambi in carcere e fratelli di Giusy, fratelli che hanno ripudiato e maledetto la propria sorella, il sangue del loro sangue.

Giusy Vitale si è pentita per amore, dei suoi figli e del suo amante, comportamento inqualificabile per il codice mafioso, che non conosce amore o parentela, ma solo rispetto e affiliazione che nasce dal terrore e dalla prepotenza.
Un codice che, pur se la mafia è cambiata, continua ad esistere e che Giusy Vitale ha deciso di contravvenire, sfidando la corrente, sfidando la paura, sfidando il sentimento fondante della mafiosità.
Sì, perché mafiosi lo si può diventare, ma fondamentalmente mafiosi lo si deve essere

E proprio sull'essere mafiosi, un'equipe di psichiatri palermitani curerà uno studio, finanziato dal ministero della Ricerca scientifica e da 10 comuni siciliani.
Il progetto, il cui costo è di circa 300 mila euro, si propone di comprendere quanto siano connaturati nella psiche dei siciliani gli antivalori mafiosi. L' equipe, guidata dal professore Girolamo Lo Verso, sarà impegnata in un lavoro di psicoterapia di gruppo. In ogni comune che aderisce all'iniziativa verranno costituti gruppi di volontari che si sottoporranno ad un lavoro di analisi.
''Lo scopo - dice Lo Verso - è dimostrare quanto di non detto ed addirittura di non pensato rispetto alla mafia c'è in ognuno di noi''. La ricerca analizzerà il materiale raccolto dagli studiosi durante alcuni colloqui avuti con collaboratori di giustizia, agenti di scorta, magistrati che si occupano di criminalità organizzata, parenti di uomini d'onore in cura psichiatrica.

Del professor Girolamo Lo Verso, che già in passato si è occupato delle problematiche relative alla psiche mafiosa, vogliamo segnalare il saggio ''La psiche mafiosa. Storie di casi clinici e collaboratori di giustizia'', pubblicato per la casa editrice Franco Angeli.

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LA PSICHE MAFIOSA

Storie di casi clinici e collaboratori di giustizia
di Girolamo Lo Verso e Gianluca Lo Coco

Dopo dieci anni dalle stragi di Capaci e via D'Amelio (la prima edizione è del 2002), cosa sta succedendo nella mentalità mafiosa? Sappiamo qualcosa di più rispetto agli uomini d'onore, alla loro psiche, alle loro famiglie, al contesto culturale? Scopo della Psiche mafiosa è favorire una riflessione sulle storie di queste persone. Il lavoro che gli Autori hanno portato avanti in questi anni raggiunge qui un ulteriore momento di sistematizzazione. Il testo ci guida ad entrare all'interno delle dinamiche psichiche "fondamentaliste" dei membri dell'organizzazione mafiosa, attraverso la narrazione, fluida e scorrevole, di resoconti di casi clinici e di interviste. Infrangendo l'ideologia omertosa di Cosa Nostra, il volume riesce a farci addentrare nelle storie più varie, svelando le caratteristiche di diversi personaggi: padri preoccupati, figli difficili, mogli e donne di grande carattere, ma anche preti compiacenti e fiancheggiatori di tutti i tipi. L'aspetto più innovativo del lavoro nasce dal fatto che per la prima volta due psicoterapeuti hanno avuto la possibilità di svolgere delle interviste cliniche ad alcuni collaboratori di giustizia mafiosi ed avere così un racconto delle loro drammatiche storie da un punto di vista psicologico: come hanno svolto la loro vita, come erano da bambini, che tipo di famiglia di origine, come svolgono il compito di genitori, che tipo di rapporti matrimoniali e sessuali, come gestiscono l'ansia o la paura. Una gran mole di dati sui quali riflettere ed aprire nuovi percorsi di ricerca. Si tratta, quindi, anche, di una proposta di metodo: non a caso il volume è dedicato a Giovanni Falcone. Un libro utile non soltanto a psicologi interessati al legame tra i casi clinici e realtà sociali, ma anche a tutti quegli operatori, pubblici e privati, di area giuridica o educativa, interessati ad approfondire la conoscenza della psiche mafiosa a partire da dati di ricerca di prima mano.

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18 aprile 2005
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