Continua a rimanere avvolto nel mistero il caso di Claudio Castegnetta, giovane siciliano morto in Canada

01 ottobre 2007

Claudio Castagnetta, 32 anni, ed era partito alcuni anni fa da Palermo per andare a lavorare in Canada, presso la società Olympus come traduttore di testi che contenevano - a quanto sembra - anche segreti industriali.
Castagnetta due settimane fa è morto in circostanze misteriose dopo essere stato arrestato dalla polizia del Quebec.
Arrestato per disturbo della quiete pubblica, dopo essere apparso davanti al giudice e aver trascorso una notte in carcere, Castagnetta è morto a causa di gravi ferite alla testa, dopo essersela ripetutatmente sbattuta al muro nella cella. Questo quanto affermato dalla gendameire canadese.  Tutto ciò però non convince e la morte del giovane, stimato professionista, continua ad essere un mistero.

Caso Castagnetta: "violati i diritti umani''
Pubblicato da Daniela Sanzone (http://canada.blogosfere.it)

Finalmente la stampa in lingua inglese si è ''accorta'' del caso Castagnetta. In un'intervista al papà di Claudio, Corrado, il Globe and mail riporta le parole dell'uomo, che parla di ''diritti umani violati'' nel caso di suo figlio, ''cose che non dovrebbero accadere in un paese civile come il Canada''. Corrado Castagnetta e la figlia Alessandra, avvocato, sorella di Claudio, starebbero portando avanti la loro inchiesta privata per capire cosa sia successo quell'assurdo 19 settembre.
''Ci sono morti sospette in Canada i cui casi sono finiti nel dimenticatoio - ha dichiarato Alessandra Castagnetta - non vogliamo che questo accada con mio fratello e faremo di tutto perché quello che è successo venga fuori''. ''Parlavamo ogni giorno con nostro figlio al telefono - ha dichiarato Corrado Castagnetta - questa faccenda del bipolarismo è una menzogna. E comunque in Italia le pistole elettriche sono utilizzate solo con i terroristi''.

Intanto, nel corso dell'indagine condotta dalla polizia provinciale quebecois sul caso Castagnetta è stato trovato un testimone che avrebbe visto l'uomo morire in carcere e non in ospedale come la polizia di Qebec City ha riferito.
L'inchiesta sul decesso di Castagnetta - pubblica il quotidiano Le Soleil - è stata dunque trasferita alla magistratura superiore del Quebec per mancanza di trasparenza.
Paradossalmente le modalità d'inchiesta della polizia sono il risultato di una politica ministeriale mai resa pubblica. Il ministero della sicurezza pubblica ha precisato che i risultati di tali inchieste non possono essere resi pubblici appunto perché sono inchieste di polizia. ''I rapporti della polizia non sono mai resi pubblici - ha spiegato la portavoce del governo Marie-Eve Bilodeau - per proteggere la privacy dei testimoni'', ma ha precisato anche che in certe circostanze il pubblico può essere  informato.

Nei casi come quello di Castagnetta non sarà che dopo la pubblicazione della perizia del medico legale che i media saranno a conoscenza dei risultati dell'autopsia. La perizia su Castagnetta richiede infatti alcune indagini tossicologiche che richiederanno alcune settimane prima di poter arrivare alla conoscenza dei risultati.
In quanto all'inchiesta condotta dalla polizia penitenziaria, il pubblico probabilmente non sarà mai portato alla conoscenza dei risultati dell'inchiesta, perché è un'inchiesta interna della polizia pentenziaria, come ha fatto sapere il portavoce del ministero di Sicurezza del Quebec, Real Roussy.
Il congresso degli italocanadesi e i familiari di Castagnetta hanno chiesto un'inchiesta pubblica, ma il ministro Jackes Dupuis ha fatto sapere attraverso il suo portavoce che questa possibilità, almeno per ora, non è contemplata.

- Misteriosa morte in un carcere del Quebec... (Guidasicilia, 25/09/07)

- Una storia ancora senza spiegazioni... (Guidasicilia, 26/09/07)

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01 ottobre 2007

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