Continua la querelle tra il ministro per i Beni culturali, Francesto Rutelli, e il Getty Museum

27 novembre 2006

Vi avevamo lasciati con quelli del Getty Museum di Los Angeles che in una lettera, indirizzata al ministro dei Beni Culturali italiano, Francesco Rutelli, dichiaravano di non avere nessuna intenzione di restituire alcune opere d'arte trafugate in passato dall'Italia (e quindi ritenute italiane dall'Italia, di incerta provenienza secondo il museo americano), e da loro acquisite. In particolare, dalle sale del J. Paul Getty Museum - hanno detto - non si sposteranno di un millimetro la ''Venere di Morgantina'', frutto di uno scavo in provincia di Enna nel 1979, e il ''Giovane Vittorioso'', opera attribuita a Lisippo (leggi).

La risposta del ministro dei Beni culturali, dopo il rifiuto del Getty, è arrivata: le opere d'arte trafugate illegalmente e che continuano ad essere esposte senza vergogna al Getty Museum devono tornare nel nostro Paese. ''Non tanto e non solo perché legalmente abbiamo tutte le ragioni e la documentazione ce ne dà atto, ma perché un museo internazionale importante e prestigioso come il Getty non può continuare ad esporre opere che in tutta evidenza sono state sottratte all'Italia''.
Quasi immediata la replica alle dichiarazioni del ministro. Il direttore del Getty, Michael Brand, ha invitato Rutelli, in occasione del suo prossimo viaggio negli Usa, a visitare la collezione: ''Sono pronto a incontrarlo'', ha scritto Brand, ma ha ribadito anche di non avere alcuna intenzione di restituire l'Atleta bronzeo e, quanto alla Venere, si continueranno gli studi per appurarne la reale provenienza.
Nei giorni scorsi il vicepremier aveva spiegato che la rottura della negoziazione, cominciata più di sei mesi fa, è stata causata dall'arroganza del Getty. ''Il confronto è sospeso - ha spiegato Rutelli -. E' il museo americano che lo ha interrotto. Se vuole restituire all'Italia le ventisei opere che per sua stessa ammissione sono state trafugate al nostro paese, lo può fare attraverso la magistratura. Il dovere del nostro governo però, è di chiarire che tutti i musei del mondo che possiedono opere trafugate all'Italia devono restituirle''. Quindi il 'rilancio' del ministro: ''Le restituzioni che chiediamo al Getty  sono solo una parte del problema. Ci sono altre opere che non fanno parte di quelle 52 di cui noi già chiediamo il ritorno e che potrebbero avere una provenienza non regolare e sulle quali ci riserviamo una valutazione''. Il vicepresidente del Consiglio non ha rivelato cifre ma tra investigatori e uffici circola una cifra verosimile: almeno altre 250 opere ''in discussione'' da parte dell'Italia dopo ''segnalazioni di studiosi ma anche materiale degli inquirenti''.

A questo punto l'istituzione d'arte californiana si è detta pronta ''a riprendere le trattative''. Una interruzione della collaborazione sarebbe ''tragica''. E spiega che dagli anni '80 il museo ha prestato all'Italia più di 80 opere, ''il doppio rispetto al numero di oggetti che l'Italia ha prestato al Getty''. E poi finanziamenti, borse di studio, stage. ''La tragedia è che entrambi soffriremo se questo straordinario scambio di idee e conoscenze che mira a studiare e conservare il patrimonio culturale italiano viene fermato''. Certo, le condizioni non cambiano: restituzione immediata di 26 opere, ricerche sulle origini della Venere, ma sull'Atleta bronzeo di Fano: ''l'emozione non può avere la meglio rispetto alle prove sostanziali che confermano l'appartenenza della statua al Getty, compreso il fatto che questa statua fu trovata in acque internazionali nel 1964'', ha detto Michael Brand.

Il Comune di Aidone parte civile al processo per la Venere di Morgantina
La mancata restituzione del ''Giovane Vittorioso'' attribuito allo scultore greco Lisippo e delle Venere di Morgantina, statua scolpita nel quinto secolo avanti cristo, da parte di Michael Brand, direttore del museo Paul Getty di Malibù in California, ha suscitato reazioni e proteste anche da parte del sindaco di Aidone, Filippo Curia.
Ovviamente maggiormente interessato il territorio ennese visto che la statua sicuramente appartiene al territorio di Morgantina laddove è stata trafugata e poi venduta al museo californiano.
Il comune di Aidone, intanto, si è costituito parte civile nel processo che è in corso di svolgimento a Roma contro l'ex direttore del Museo Paul Getty, Marion Treu, accusata di avere acquistato questi tesori da tombaroli che operavano all'interno delle zone archeologiche, e quindi di Morgantina; la prossima udienza è prevista per il 17 gennaio. Si parla per la Venere di Morgantina di una restituzione temporanea, per quattro anni e di un arbitrato che però dovrebbe svolgersi negli Stati Uniti. [ViviEnna.it]

Condividi, commenta, parla ai tuoi amici.

27 novembre 2006

Ti potrebbero interessare anche

Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia