Continuano ad arrivare le navi dei disperati

Esodi quotidiani verso le coste siciliane, ogni giorno è una ''mattanza di uomini''

23 giugno 2003
La Marina tunisina continua anche oggi le ricerche dei clandestini che erano a bordo della nave da pesca affondata venerdì, una sessantina di miglia a largo delle coste meridionali della Tunisia.
Le condizioni del mare purtroppo fanno affievolire la speranza di trovare qualcuno ancora in vita.
Secondo un bilancio ufficiale, i sopravvissuti alla tragedia sarebbero 41, i dispersi circa 160 e una cinquantina i cadaveri che finora il mare ha restituito. Gli scampati sono stati portati a Sfax, dove nei locali della capitaneria di porto sono stati rifocillati, identificati e interrogati.

Inoltre, l'agenzia ufficiale tunisina Tap, ha segnalato durante il fine settimana nuovi avvistamenti di barche di clandestini.
In tutta la zona del golfo di Gabes il ritrovamento di corpi, gettati dal mare sulle spiagge o che finiscono nelle reti dei pescatori, è cosa da tempo tristemente comune. Sul posto dicono che la media è di uno, due cadaveri al giorno. Le stesse acque sono divenute insidiose - secondo pescatori della zona - per il ripetersi di atti di pirateria. I pirati sono in realtà poveri diavoli che chiedono aiuto in mare e, quando vengono raccolti, obbligano (o convincono) i loro soccorritori a far rotta verso l'Italia o Malta.

Questo atroce ''traffico di esseri umani'' comincia soprattutto in Libia, la politica di apertura attuata verso i paesi africani da Gheddafi ha reso il paese un posto dove, dal resto dell'Africa, si può entrare e uscire senza troppi problemi. Lo stesso Gheddafi ha avvertito i governanti europei che gli stati ricchi saranno colpiti da ondate di immigrazione illegale, fintanto che non verrà incrementata la cooperazione con il continente nero, facendo investimenti e creando posti di lavoro. Il leader libico chiede tra l'altro l'alleggerimento dell'embargo che affanna il suo paese, e dunque fermare il flusso dei clandestini può essere un'eccellente merce di scambio.

Intanto ieri sera, in uno dei lidi prediletti dalle ''carrette della disperazione'', e precisamente a 5 miglia da Capo Passero (Siracusa), un barcone di 15 metri con a bordo circa 200 clandestini nordafricani intercettato da una motovedetta della Finanza impegnata in un controllo anti immigrazione nella zona.

Quest’immane tragedia, che si consuma giorno dopo giorno, ha fatto scoppiare discussioni e malcontenti in Parlamento. Mentre centinaia di derelitti affogano senza speranza la Lega intima la cacciata del ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, reo, a dir loro, di non avere ancora applicata la legge Bossi-Fini, appunto sull’immigrazione clandestina.

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23 giugno 2003

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