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Contrada ricoverato d'urgenza vuole rientrare subito in carcere

In ospedale dopo l'istanza formale di eutanasia presentata dal suo avvocato

18 aprile 2008

Ieri Bruno Contrada, l'ex funzionario del Sisde condannato a dieci anni di reclusione per concorso esterno all'associazione mafiosa, nella stessa giornata in cui il suo legale, su mandato di Anna Contrada, la soerella, ha presentato un'istanza formale di eutanasia (leggi), è stato ricoverato d'urgenza in ospedale. Lo ha reso noto il suo legale, Giuseppe Lipera, che ha appreso la notizia dal carcere di Santa Maria Capua Vetere, dove l'ex 007 è detenuto.
Una prima diagnosi ha accertato una violenta crisi di astenia accompagnata da vertigini. Contrada quindi non sarebbe stato colpito da un'ischemia cerebrale, come aveva inizialmente riferito il suo legale. L'ex funzionario del Sisde è stato sottoposto a una tac e resterà comunque sotto osservazione ricoverato per eseguire altri esami clinici.

"Chi l'ha visto - ha detto l'avvocato Lipera - lo ha trovato peggiorato rispetto all'ultimo ricovero ospedaliero di due mesi fa. Tutto questo avviene due giorni dopo che il Tribunale di Sorveglianza di Napoli, presieduto da Angelica Di Giovanni e giudice a latere Daniela Della Pietra, ha deciso il rigetto dell'istanza di liberazione o detenzione domiciliare, non condividendo il giudizio di incompatibilità reiteratamente espresso dalla direzione sanitaria dell'Istituto Penitenziario Militare, nonché da un'infinita schiera di medici specialisti pubblici e privati". "In questo momento - ha aggiunto il penalista - provo una grande rabbia e mi viene di gridare che molti si porteranno sulla coscienza per tutta la loro vita le tragiche sofferenze di quest'uomo. I magistrati di Napoli dovranno pentirsi di non avere creduto ai medici dello Stato e così tutti coloro che cinicamente tre mesi fa intervennero affinché Giorgio Napolitano non osasse concedere la grazia sua sponte a Bruno Contrada".

"Io non chiedo pietà a nessuno, voglio soltanto morire sereno". Questo ha detto oggi Contrada ai medici dell'Ospedale Melorio di Santa Maria Capua Vetere dove è stato ricoverato. L'uomo ha poi chiesto ai medici di potere rientrare al più presto nel carcere, ma i responsabili del nosocomio voglio trattenerlo per altri accertamenti.
A rivelare quest'ultima vicenda è stato ancora l'avvocato Lipera, secondo il quale "le sue condizioni di salute sono gravi ma stazionarie". "L'ho trovato - ha aggiunto il penalista - molto stanco e affaticato, si vede che è molto provato fisicamente ma continua ad essere determinato nelle sue scelte". Lipera ha detto che Contrada "non sapeva della richiesta di eutanasia nei suoi confronti presentata dalla sorella Anna". "Lo ha valutato - ha aggiunto il penalista - come un grido disperato della sorella che lo vuole aiutare".

[Informazioni tratte da Adnkronos.com e La Sicilia.it]

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18 aprile 2008
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