Contro il Ponte sullo Stretto - ''Ma 5000 intellettuali dicono «no» all'opera''

29 settembre 2005

di Mariella Caruso

Omero nella sua Odissea raccontò di Scilla e Cariddi. I due mostri marini abitavano due caverne ai lati dello stretto di Messina.
Terrore dei marinai, Scilla era un tempo una ninfa stupenda di cui si era innamorato Glauco. Questi chiese a Circe di dare alla ninfa un filtro d'amore, ma la maga le fece invece bere una pozione che la trasformò in terribile mostro. Cariddi era invece la personificazione dei vortici del mare.
Per salvare quei luoghi testimoni attraverso i secoli ''del mito, della tragedia, della poesia e del teatro'' dalla costruzione del Ponte centinaia di artisti, scrittori, poeti, musicisti, attori, editori, docenti universitari hanno aderito all'appello lanciato attraverso le pagine della rivista culturale ''Odissea'' dallo scrittore cosentino Angelo Gaccione e dal siciliano Vincenzo Consolo. Tra le oltre cinquemila firme raccolte con certosina pazienza nell'ultimo anno e mezzo ci sono anche quelle della scrittrice Gina Lagorio recentemente scomparsa, di Alessandro Quasimodo, figlio del Nobel siciliano, dell'architetto americano di origine calabrese Anthony Juncker insieme a quelle di Viviane Lamarque, di Mario Capanna, di Andrea Bisicchia.
La raccolta di firme, contenuta simbolicamente in un'arca in legno realizzata per l'occasione dallo scultore Mario Rivadossi, sarà presentata domani alle 12 nella sala stampa di Montecitorio dal comitato promotore rappresentato dallo scrittore Angelo Faccione, dal poeta Guido Oldani, dal filosofo Giacomo Marramao, dal medico Francesco Piscitello e dallo stesso scultore Giuseppe Rivadossi. Alla conferenza stampa saranno presenti, in qualità ospiti, assieme all'on. Giovanni Bianchi, vicepresidente della commissione Esteri; della Camera dei deputati e segretario di presidenza della Camera, la poetessa Maria Luisa Spaziani e il vice segretario generale del Wwf originario di Patti, Gaetano Benedetto. Non sarà presente, invece, Vincenzo Consolo che plaude ''all'iniziativa del comitato Odissea contro il Ponte sullo Stretto''. ''Un'opera - spiega lo scrittore siciliano in una nota - voluta dal potere politico-finanziario la cui realizzazione sconvolgerebbe d'ambiente fisico e umano delle due sponde, cancellerebbe ogni segno di memoria mitica e storica: sarebbe un'ennesima violenza a questo nostro Paese. Scilla e Cariddi sono un patrimonio culturale intoccabile dell'umanità che l'Unesco dovrebbe tutelare''. ''Prima della fine dell'anno - aggiunge l'altro promotore Angelo Gaccione - le firme saranno portate a Parigi alla sede dell'Unesco alla quale chiediamo di mettere sotto tutela le due sponde come parco letterario per lasciare la memoria dei luoghi di Omero e dell'Odissea. Nel frattempo speriamo che la nostra lista di nomi si allunghi''.

La Sicilia, 29 settembre 2005

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29 settembre 2005

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